È STATO UN KAMIKAZE DI ORIGINI LIBICHE A COMPIERE LA STRAGE AL CONCERTO DI ARIANA GRANDE A MANCHESTER

È opera di un kamikaze la strage avvenuta ieri sera a Manchester durante il concerto di Ariana Grande, idolo dei teenager. Il bilancio, ancora provvisorio, è di 22 morti e 120 feriti di cui 59 gravi; tra le vittime molti bambini.  E’ il peggiore attacco terroristico su suolo britannico dal 7 luglio del 2005, quando a Londra quattro bombe piazzate da Al Qaeda su mezzi del trasporto pubblico uccisero 56 persone, compresi i quattro kamikaze, e ne ferirono 700.

L’attentatore di Manchester è un 22enne identificato come Salman Abedi. L’identità è stata confermata dalla polizia, mentre il Daily Mail scrive che Abedi è un britannico di origini libiche. Salman Abedi è figlio di un rifugiato scappato dalla Libia di Muammar Gheddafi. “Un paio di mesi fa – ha raccontato una vicina di casa – ha iniziato a recitare delle preghiere islamiche ad alta voce in strada. Parlava arabo”. Era “una famiglia libica, si comportavano molto stranamente”. Il giovane, nato a Manchester, secondo di quattro figli, abitava a Elsmore Road, nel quartiere di Fallowfield, che dista pochi chilometri dal centro. La polizia ha compiuto un blitz nella sua abitazione, eseguendo anche un’esplosione controllata. Secondo i media britannici, era già noto alle autorità. Gli esperti, anche se finora le autorità non si sono sbilanciate, sembrano privilegiare l’ipotesi che non si tratti di un lupo solitario. Intanto la polizia di Manchester ha riferito di avere arrestato un 23enne considerato collegato alla strage di Manchester. Scotland Yard ha annunciato che a Londra è stata rafforzata la sicurezza, in particolare negli stadi. Alcune ore dopo l’attentato è arrivata una rivendicazione dell’Isis, che però non parla di “martirio” (come usa fare per i kamikaze) ma di “esplosioni”.

Tutto è avvenuto verso le 22:30 ora locale, subito dopo la fine del concerto di Ariana Grande – la pop star americana 24enne, rimasta illesa – quando un boato ha scatenato il panico fra gli spettatori. La struttura, la più grande arena indoor d’Europa, con una capienza di oltre 21.000 posti, era affollata soprattutto di giovani e giovanissimi. In un primo momento si è parlato di due o più deflagrazioni, poi ne è stata confermata una sola, individuata nella zona del foyer, non lontano dalle biglietterie, subito fuori dall’area degli spalti. Gli inquirenti stanno cercando di capire se l’uomo abbia agito da solo o meno.

Immagini registrate da testimoni oculari hanno mostrato scene di terrore, con urla seguite dal fuggi fuggi generale, mentre la polizia accorreva in forze e così pure i mezzi di soccorso. Pochi minuti dopo le notizie iniziali, la Greater Manchester Police ha diffuso un primo messaggio, invitando la gente a stare lontano dalla zona. Intanto la stazione della metropolitana di Victoria, la più vicina all’arena, veniva chiusa, con l’interruzione del servizio di trasporto. Diverse persone reduci dal concerto hanno raccontato di aver visto fumo e di aver avvertito un odore acre, di esplosivo. E reparti di artificieri sono in effetti arrivati rapidamente sul posto, per disinnescare anche eventuali ordigni sospetti. L’indagine, stando alla Bbc, è stata affidata alla North West Counter Terrorism Unit. Ma rinforzi dell’antiterrorismo di Scotland Yard sono stati inviati da Londra già nella notte.

La premier britannica Teresa May ha sospeso la campagna elettorale e ha convocato d’urgenza il Consiglio dei ministri e il comitato d’emergenza Cobra. Intanto ha diffuso un messaggio di cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime.

La pop star Ariana Grande su Twitter ha scritto: “Distrutta. Dal profondo del mio cuore sono così tanto dispiaciuta”. 

La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Londra sono in stretto contatto con le autorità inglesi per verificare l’eventuale presenza di italiani tra le vittime dell’attentato e prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Regno Unito. “L’Italia si unisce al popolo e al governo britannici. I nostri pensieri alle vittime dell’attacco di Manchester e alle loro famiglie”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Unanime sul web la solidarietà dei leader mondiali alla Gran Bretagna. Il presidente della Cina Xi Jinping ha telefonato alla regina Elisabetta II per porgere le sue condoglianze ai famigliari delle persone che hanno perso la vita al concerto di Manchester. Il premier australiano Malcom Turnbull ha esecrato il “brutale attacco contro giovani vite”.  La leader scozzese Nicola Sturgeon ha rivolto i suoi pensieri alle vittime e ai loro famigliari, “a tutti coloro che sono stati colpiti da questo barbaro attacco”.

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