A RUOTA LIBERA/Rubrica (n. 173) di LUCIO DE SANCTIS/ Mercato dell’auto a maggio – Diesel in calo, usato in crescita – Rapporto Aniasa sul noleggio

di LUCIO DE SANCTIS

Mercato auto: maggio difficile – Nel mese di maggio sono state immatricolate in Italia 199.113 autovetture con una contrazione rispetto allo stesso mese del 2017 del 2,8%. Al di là del segno negativo, gli operatori del settore giudicano abbastanza positivamente l’andamento del mese. Poteva andare assai peggio perché sulla propensione all’acquisto di autovetture hanno certamente influito in maniera pesante l’interminabile vicenda della formazione del nuovo Governo, l’impennata dello spread e una serie di cattive notizie sul fronte dell’economia. Tra queste, in particolare, l’ulteriore rallentamento della ripresa del Pil emerso il 2 maggio e confermato oggi dall’Istat ed anche il calo (sempre certificato dall’Istat) della fiducia di imprese e consumatori.
Nonostante questi elementi sfavorevoli le immatricolazioni, come si è detto, hanno fatto registrare una contrazione modesta. Le ragioni stanno essenzialmente – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – nella sostanziale tenuta delle vendite a privati, anche se non si vanno attenuando le preoccupazioni legate al futuro del diesel che già nei mesi scorsi avevano avuto un impatto negativo. Un certo numero di potenziali acquirenti proprietari di un diesel da sostituire stanno infatti rimandando la sostituzione in attesa di decidere se orientarsi nuovamente su un diesel o su altri tipi di alimentazione. E ciò anche se la gente comincia a rendersi conto che la transizione verso altri tipi di alimentazione avverrà gradualmente, come peraltro auspicato dal presidente di Ugnare Michele Crisci nella conferenza stampa tenuta il 15 maggio al Dealer Dai di Verona. Va inoltre segnalato che in maggio il clima di fiducia degli operatori del settore auto è in deciso recupero dopo il calo registrato in aprile. In particolare i concessionari che si attendono nei prossimi tre/quattro mesi un mercato stazionario o in aumento erano scesi dal 67% di marzo al 51% di aprile, ma in maggio risalgono al 57%
Tornando ai dati sulle immatricolazioni, va detto che il risultato di maggio è coerente con quello del primo quadrimestre in cui è emersa una sostanziale stazionarietà del mercato sui livelli dell’anno scorso, stazionarietà che può essere considerata del tutto fisiologica dopo le crescite del 16% sia nel 2015 che nel 2016 e dell’8% nel 2017. Il consuntivo del periodo gennaio-maggio fa registrare un calo dello 0,34% e si può ipotizzare che in mancanza di eventi eccezionali il mercato italiano chiuderà il bilancio delle immatricolazioni 2018 più o meno sui livelli del 2017 e cioè intorno a 2.000.000 di immatricolazioni. Un volume soddisfacente, ma ancora lontano dal livello fisiologico per il mercato italiano che il Centro Studi Promotor stima intorno a 2.200.000 immatricolazioni e che, sempre secondo la stessa fonte, dovrebbe essere raggiunto nel 2020.

Diesel in forte calo – Sul fronte delle alimentazioni, forte calo in maggio per il diesel che segna un -10,1%, con una quota che scende di oltre 4 punti, fermandosi al 51,7% del mercato. Nel cumulato la flessione è del 4,2%, attestandosi su una rappresentatività del 54,1%. L’altra motorizzazione in calo è il Gpl (-3,5% nel mese e -3,7% in gennaio-maggio), che mantiene stabile la sua quota. In crescita la benzina (+3,1%), che sale al 35,2% in maggio, aumentano le ibride del 12,3% (al 3,9% di quota), raddoppiano i volumi le vetture a metano (2,8% del totale) e crescono di quasi il 300% le vetture elettriche.

In crescita l’usato – Prosegue nel mese di maggio il trend positivo del mercato delle auto di seconda mano e torna in crescita anche il bilancio dell’usato nel settore delle due ruote.

I passaggi di proprietà delle quatto ruote, depurati dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), a maggio hanno messo a segno un incremento mensile del 5,7%, che sale a +10,8% in termini di media giornaliera, considerato che il mese di maggio 2018 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto all’analogo mese dell’anno precedente.

Per ogni 100 autovetture di nuova immatricolazione ne sono state vendute 128 usate nel mese di maggio e 144 nei primi cinque mesi dell’anno.

In aumento anche i passaggi di proprietà dei motocicli, che al netto delle minivolture hanno registrato una variazione mensile positiva del 6,3% (+11,4% in termini di media giornaliera).

Complessivamente nel periodo gennaio-maggio 2018 si evidenziano incrementi del 5,5% per le autovetture e del 3,7% per tutti i veicoli, a fronte di un calo dell’1,7% per i motocicli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

Bilancio con il segno più a maggio anche per le radiazioni. I dati mensili evidenziano una crescita delle radiazioni delle autovetture del 3% rispetto all’analogo mese del 2017 (+7,9% la media giornaliera). Il tasso unitario di sostituzione a maggio è stato pari a 0,65 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 65), attestandosi a 0,72 nei primi cinque mesi del 2018.

Incremento mensile anche per le radiazioni dei motocicli, che hanno chiuso il bilancio di maggio con una variazione positiva dell’1,8% (+6,6% la media giornaliera).

Nei primi cinque mesi del 2018 le radiazioni hanno fatto registrare incrementi complessivi del 7% per le autovetture, del 13,1% per i motocicli e del 7,6% per tutti i veicoli.

 RAPPORTO ANIASA/SPECIALE NOLEGGIO

Un milione di auto condivise – “Prosegue senza sosta l’evoluzione della mobilità nazionale dalla proprietà all’uso del veicolo. Oggi la flotta di veicoli a noleggio o in sharing sulle strade italiane ha quasi raggiunto quota 1 milione: ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 790.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 94.000 quelli del noleggio a breve termine e oltre 19.000 il car sharing. Il prossimo Governo è chiamato ad adeguare un quadro normativo ormai inadeguato alle mutate condizioni di mercato, con positive ricadute per lo sviluppo economico e turistico del nostro Paese”.

Lo scenario emerge dalla presentazione della 17esima edizione del Rapporto ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità (noleggio veicoli a lungo termine, rent-a-car, car sharing, fleet management e servizi di infomobilità e assistenza nell’automotive).Nel 2017 il settore del noleggio veicoli ha registrato un fatturato in aumento del 7,7% (oltrepassati di slancio i 6 miliardi di euro), una flotta che si è avvicinata prepotentemente a quota 1 milione di veicoli e un volume di immatricolazioni che ha raggiunto l’incidenza del 22% sul mercato nazionale. Il trend in ascesa dello scorso anno evidenzia la graduale affermazione del concetto di utilizzo su quello di proprietà.

 Una crescita forte – Anche i dati relativi al primo trimestre del 2018 confermano la forte crescita del settore, con un aumento del 16% del giro d’affari, una flotta salita a 936 mila unità e il nuovo boom delle immatricolazioni, balzate da 154.000 a 172.000 unità. Nel cumulato trimestrale per la prima volta il settore è arrivato al 27,5% dell’intero mercato nazionale: oltre 1 auto su 4 è immatricolata a noleggio.

Il 2017, grazie anche al volano del super-ammortamento, ha visto protagonista tutta l’auto aziendale, che purtroppo ritorna da quest’anno ad un regime di tassazione penalizzante rispetto agli altri paesi europei. Il super-ammortamento non è stato però il solo fattore determinante della crescita del noleggio: domanda turistica e di mobilità business, rinnovo ed ampliamento delle flotte per le aziende, nuova clientela nell’area delle micro imprese e dei professionisti, senza dimenticare il cosiddetto noleggio mid-term (la disponibilità di veicoli da un paio di mesi ad un anno).

Grazie alla tipologia dei servizi, ai risparmi economici e ai vantaggi gestionali, il noleggio a lungo termine sta oggi sostituendo nelle policy aziendali più evolute l’acquisto e il leasing finanziario, prospettandosi come formula più efficace per soddisfare le specifiche esigenze di mobilità. E poi i privati. Avvalendosi di grandi economie di scala, gli operatori del noleggio offrono oggi servizi di mobilità a costi contenuti anche per le famiglie, che non godono delle agevolazioni fiscali previste per le aziende. Secondo un’analisi condotta dall’Associazione insieme alla società di consulenza globale Bain & Company sono oltre 30.000 i privati che hanno già scelto di rinunciare all’auto in proprietà, affidandosi al noleggio.

 Il profilo del cliente – Nel 2017 le attività di car sharing hanno registrato una crescita decisamente rilevante del numero di utenti. L’aumento ha riguardato sia il numero di utenti iscritti ai servizi offerti dai singoli operatori (1.300.000, +21% vs 2016), sia gli utenti realmente attivi (820.000 con almeno 1 noleggio negli ultimi 6 mesi), che sono saliti del 38% rispetto al 2016. Milano e Roma si confermano le città in cui l’auto condivisa è maggiormente diffusa, rispettivamente, con 3.100 e 2.100 vetture in flotta, seguite a ruota da Torino e Firenze. Complessivamente il parco veicoli dei principali operatori di free floating (flusso libero) è cresciuto del 9%, circa 500 auto in più, mentre il numero dei noleggi è salito del 7%, superando i 7 milioni e confermando che il fenomeno del “multi-tessera” (ogni utente possiede quasi tre tessere) continua a diffondersi. Uomo, 36 anni, utilizza omogeneamente il servizio durante la settimana e nelle diverse fasce orarie della giornata, per una durata media di 31 minuti, per percorrere 7 km. Questo è il profilo medio del cliente.

Benefici per la sicurezza – La significativa crescita della flotta di veicoli a noleggio sta generando evidenti benefici per la sicurezza sulle nostre strade grazie a veicoli di ultima generazione, correttamente manutenuti e spesso dotati di avanzati sistemi di assistenza alla guida, e un impatto concreto in termini di sostenibilità ambientale.

Secondo uno studio condotto da ANIASA con il Centro Studi Fleet&Mobility, le vetture in locazione oggi possono contare su emissioni decisamente ridotte rispetto a quelle del parco circolante nazionale, tra i più anziani d’Europa: meno della metà (se a benzina) e due terzi (se diesel) in meno di monossido di carbonio, il 50% in meno di ossido di azoto e -70% di emissioni di idrocarburi incombusti.

Boom lungo termine a privati Sono molti i privati che stanno cominciando a rinunciare all’acquisto dell’auto avvicinandosi gradualmente alle nuove forme di condivisione, dal car sharing al noleggio a lungo termine. Oggi sono già 30.000 gli automobilisti che hanno abbandonato la vettura di proprietà per affidarsi alla formula del noleggio “tutto incluso” a fronte di un costo fisso. 1 italiano su 4 conosce la formula del noleggio a lungo termine e il 40% si dichiara pronto a sperimentarlo. Sono queste le principali evidenze che emergono dalla ricerca “Noleggio a lungo termine ai privati -La nuova frontiera dell’auto”, condotta da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità (noleggio veicoli a lungo termine, rent-a-car, car sharing, fleet management e servizi di infomobilità e assistenza nell’automotive) e dalla società di consulenza strategica Bain & Company e presentata nei giorni scorsi a Milano. Lo studio approfondisce un trend al centro dell’evoluzione della mobilità negli ultimi due anni, mettendo insieme la conoscenza e i dati degli operatori con il punto di vista dei consumatori per far luce sulla crescita di domanda e offerta di noleggio a lungo termine a privati.

I dati registrati a fine 2017 fotografano un fenomeno in grande sviluppo in tutta Italia che si stima abbia oggi superato quota 30.000 contratti. A tanto ammontano gli automobilisti che hanno deciso di rinunciare alla proprietà dell’auto per scegliere di noleggiarla. E le prospettive future per il business sono, come dimostra la ricerca, davvero incoraggianti.

Due crisi hanno stravolto il mercato – Lo studio parte dall’analisi dello scenario del mercato automotive, colpito negli ultimi dieci anni da una profonda crisi, e oggi tornato a quota 2 milioni, a seguito di profondi cambiamenti: su tutti, il boom delle km 0 (ora circa il 17% del mercato) e il rapporto sempre più controverso tra i giovani e l’auto (dal 2007 al 2017 le auto immatricolate ai giovani sotto i 30 anni sono crollate del 61%). Senza contare il dimezzamento del numero dei concessionari e la ricerca da parte di istituti e filiali bancarie di nuove fonti di ricavo e di legame con il proprio territorio; fattore, quest’ultimo, che ha portato alla creazione di partnership tra aziende di renting e istituti di credito e allo sviluppo dei broker di noleggio. Questo processo di ristrutturazione, complice anche l’aumento dei costi di gestione dell’auto, la minore disponibilità economica dei clienti e l’affermarsi del concetto di sharing economy in diversi campi, ha nei fatti agevolato la diffusione del noleggio long term oltre i confini aziendali, aprendo le porte del mercato dei privati. L’auto è ormai diventata per molti mero strumento funzionale alla mobilità e i privati hanno cominciato a rinunciarvi avvicinandosi gradualmente alle nuove forme di condivisione, dal car sharing al noleggio a lungo termine, sulla base di tre assunti: l’utilizzo prevale sul possesso, il costo sulla personalizzazione e la certezza sul rischio.

Da pochi minuti a tre anni In questo contesto le grandi aziende di noleggio, sia a breve che a lungo termine, hanno rinnovato la propria offerta, fornendo pacchetti di servizi di durata variabile (da pochi giorni a 12-24 mesi, a oltre i 3 anni), integrando nell’offerta il car sharing e i modelli di medio termine, aprendo anche ai veicoli commerciali e agli scooter; anche grazie a una diffusione più capillare sul territorio (punti vendita, supermercati, filiali bancarie) e all’aumento della rete di agenti e broker.

Quanto è noto il lungo termineOggi la formula del noleggio a lungo termine inizia a essere conosciuta, le campagne degli ultimi mesi e il relativo passaparola stanno iniziando a fare breccia nel consumatore: il 28% degli intervistati dichiara di sapere con esattezza cosa sia il noleggio a lungo termine, il 51% afferma di saperlo in modo superficiale, ma solo il 17% è in grado di nominare con esattezza un operatore del settore.

I punti di forza più apprezzati dagli intervistati sono la comodità della formula “tutto compreso” (soprattutto senza l’immobilizzo di capitale e il problema della rivendita dell’auto) e la certezza della rata fissa. In un contesto di ripresa incerta, i clienti si focalizzano su servizi comodi, semplici e a basso rischio. Non a caso tra i servizi più apprezzati si collocano sul podio l’assicurazione RCA (il 55% del campione molto importante la ritiene), la manutenzione (47%), la copertura danni e il soccorso stradale (47%).

Tra quanti hanno già utilizzato la formula, il 67% lo ha fatto tramite il canale indiretto e il 37% direttamente presso la società di noleggio.

Il 45% ha noleggiato o vuole farloMa qual è il livello di interesse reale dei privati verso il noleggio a lungo termine? Il 5% dichiara di aver già deciso di noleggiare un’auto, il 40% del campione si dichiara interessato a farlo in futuro, mentre 1 su 3 non ci ha mai pensato e 1 su 4 ci ha pensato, ma ha poi rinunciato per la scarsa conoscenza dei marchi del settore, la preferenza per l’auto di proprietà, e la scarsa convenienza. I non-clienti sarebbero però disposti ad affidarsi al noleggio a determinate condizioni: maggiore chiarezza sulla rata e sulle clausole contrattuali e possibilità di sospendere il noleggio o di dilazionare la rata.

Il privato che noleggia a lungo termineIl profilo dell’utente-tipo del noleggio a lungo termine è un uomo (52%) mediamente più giovane, più istruito e più benestante rispetto ai privati che scelgono la proprietà; un utente più “green”, che noleggia principalmente per motivi di lavoro o di pendolarismo, che ha interesse per un’auto di segmento medio e che percorre poco meno di 20.000 km all’anno.

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