7GIORNI IN SENATO (n. 82)/ Approvato il decreto liquidità del governo: misure urgenti per l’accesso delle imprese al credito gli adempimenti fiscali. Interrogazioni a risposta immediata e risposte dei ministri Costa, Catalfo e Dadone

di FRANCESCO MARIA PROVENZANO/

Mercoledì 3 giugno l’Aula ha iniziato i lavori alle ore 16:00 e l’Assemblea ha avviato l’esame del cosiddetto decreto liquidità, ddl n. 1829, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali, già approvato dalla Camera dei deputati.

L’articolo 1 dispone che SACE S.p.A., al fine di assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia, conceda – fino al 31 dicembre 2020 – garanzie in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma alle suddette imprese. Si dispone un impegno finanziario di 200 miliardi di euro, di cui almeno 30 miliardi destinati al supporto delle PMI, comprendendo tra queste i lavoratori autonomi e i liberi professionisti titolari di partita IVA, nonché le associazioni professionali e le società tra professionisti. L’articolo 3 prevede un accordo tra SACE S.p.A. e Cassa depositi e prestiti S.p.A. concernente le strategie industriali e commerciali al fine di massimizzare le sinergie di gruppo e aumentare l’efficacia del sistema di sostegno all’esportazione e all’internazionalizzazione delle imprese e di rilancio dell’economia. L’articolo 5 differisce al 1 settembre 2021 l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14. L’articolo 6-bis prevede a favore di imprese ed enti operanti nei settori alberghiero e termale, che non adottano i principi contabili internazionali, la possibilità di effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019. L’articolo 10 introduce una norma di carattere transitorio volta a sospendere la procedibilità delle istanze finalizzate all’apertura del fallimento e delle procedure fondate sullo stato di insolvenza, presentate nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020. L’articolo 11, modificato dalla Camera, dispone la sospensione dei termini di scadenza, ricadenti o decorrenti nel periodo dal 9 marzo 2020 al 31 agosto 2020, relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito emessi prima della data di entrata in vigore del decreto. L’articolo 12 chiarisce che le ditte individuali e gli artigiani rientrano tra i beneficiari della disciplina transitoria del Fondo solidarietà mutui “prima casa” (cosiddetto fondo Gasparrini) secondo le modalità agevolate previste dall’articolo 54 del decreto-legge n. 18 del 2020. Inoltre, fino al 9 gennaio 2021, i benefici del Fondo sono applicabili anche ai mutui in ammortamento da meno di un anno, in deroga alla disciplina vigente. L’articolo 12-bis attribuisce alle imprese, per l’anno 2020, un credito di imposta pari al 30 per cento delle spese sostenute per la partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali all’estero, ove siano state disdette in ragione dell’emergenza legata alla situazione epidemiologica legata al COVID-19, mentre l’articolo 12-ter proroga il termine per la effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2018, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva con aliquota del 12 per cento per i beni ammortizzabili e del 10 per cento per i beni non ammortizzabili. L’articolo 13 introduce, fino al 31 dicembre 2020, un potenziamento e un’estensione dell’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, in deroga alla disciplina ordinaria, già introdotto dall’articolo 49 del decreto-legge n. 18 del 2020. Gli articoli 15 e 16 apportano modifiche alla disciplina dei poteri speciali del Governo in relazione agli assetti societari e a specifici atti, delibere od operazioni di società che detengono attivi strategici per gli interessi nazionali (cosiddetta golden power). L’articolo 20 consente ai contribuenti di calcolare gli acconti delle imposte sui redditi e dell’IRAP, da versare nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, secondo il cd. metodo previsionale (ovvero sulla base dell’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso) in luogo del metodo storico (e cioè sulla base del quantum derivante dalle dichiarazioni dell’anno precedente) senza incorrere in sanzioni e interessi, a condizione che lo scostamento tra l’acconto versato e quello dovuto sulla base delle risultanze della dichiarazione dei redditi e dell’IRAP si mantenga entro il margine del 20 per cento. L’articolo 29 reca norme volte alla semplificazione e alla digitalizzazione del processo tributario. L’articolo 37 proroga fino al 15 maggio 2020 la sospensione di tutti i termini inerenti lo svolgimento di procedimenti amministrativi e dei procedimenti disciplinari pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data. L’articolo 37-bis sospende fino al 30 settembre 2020 le segnalazioni a sofferenza alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia e ai sistemi di informazione creditizia, riguardanti le imprese di minore dimensione beneficiarie di alcune misure agevolative di natura creditizia (disciplinate dal decreto-legge n. 18 del 2020). Poiché la Commissione finanze non ha terminato l’esame in sede referente, il ddl è discusso senza relazione.

Alla discussione generale hanno partecipato i senatori Maria Virginia Tiraboschi, Damiani, Pichetto Fratin, Perosino, Caliendo (FI); Tiziana Nisini, Roberta Ferrero, Saviane, Fusco, Montani (L-SP); Rosa Abate, Marco Pellegrini, Agnese Gallicchio (M5S); Donatella Conzatti, Marino (IV-PSI); Urso (FdI); Parrini (PD).

Secondo le opposizioni il decreto non eroga liquidità ma favorisce l’indebitamento delle imprese, senza peraltro modificare le procedure bancarie d’istruzione delle domande di finanziamento e senza estendere la garanzia statale alla situazione debitoria pregressa. Mentre in Germania l’iniezione di liquidità è pari al 10 per cento del Pil in Italia è appena dello 0,9 per cento; in Francia e in Spagna l’accesso ai finanziamenti è già avvenuto, in Italia le procedure sono farraginose. Secondo Forza Italia il decreto avrebbe dovuto rinviare in modo chiaro le scadenze; le risorse destinate al reddito di cittadinanza dovrebbero essere destinate alle imprese; bisognerebbe utilizzare 100 miliardi impegnati nel bilancio statale ma non spesi; occorrerebbe stringere una nuova alleanza tra finanza e imprese, modellata sulla specificità del tessuto produttivo nazionale. Per accedere agli strumenti europei (Bei, Sure e Recovery fund), che sono comunque prestiti non disponibili prima del 2021, lo Stato italiano dovrà esborsare parecchi miliardi. La Lega ritiene che il decreto sia un regalo alle banche e teme che l’incapacità del Governo preluda alla svendita delle imprese a multinazionali francesi e tedesche. FdI ritiene che la golden power sia stata congegnata male e teme che, a fronte di una caduta della produzione industriale del 30 per cento, di un crollo del Pil del 13 per cento, del rischio di chiusura di un milione di aziende, di una drammatica crescita della disoccupazione, gli annunci del Governo scatenino la rabbia sociale.

In replica la sottosegretario di Stato per l’Economia e FinanzeGuerra, ha ricordato che il sostegno alla liquidità si compone, in tutti gli Stati europei, di due misure: la sospensione delle imposte e la facilitazione dell’accesso al credito. Il decreto non è quindi un regalo alle banche, prevede una garanzia statale molto estesa, ed è stato integrato alla Camera con proposte dell’opposizione. I sussidi a fondo perduto sono previsti in precedenti decreti e sono estesi dal decreto rilancio. Infine, è ingiusto e fuori luogo parlare di assistenzialismo con riferimento a misure di sostegno per famiglie prive di ogni reddito. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, D’Incà, ha posto la questione di fiducia sull’approvazione senza modifiche del testo licenziato dalla Camera.

La discussione proseguirà nella seduta di domani.

Giovedì 4 l’Aula ha iniziato i lavori alle ore 9:30 e l’Assemblea ha svolto le interrogazioni a risposta immediata.

Il ministro dell’Ambiente, Costa, ha risposto all’interrogazione 3-01642, illustrata dal sen. Laniece (Aut), sulle recenti leggi regionali della valle d’Aosta in materia di discariche: sulla riformulazione possibile della norma relativa alla differenziazione tariffaria di alcuni rifiuti, il Governo è disponibile a un nuovo confronto con l’amministrazione regionale. Poi il ministro dell’Ambiente ha poi risposto all’interrogazione 3-01648, illustrata dal sen. Comincini (IV-PSI), sull’incentivazione della mobilità sostenibile nelle città: ai 120 milioni stanziati nelle aste verdi per l’acquisto di biciclette, sono stati aggiunti ulteriori 70 milioni nel dl rilancio; il ministro chiede aiuto al Parlamento per incrementare i fondi in sede di conversione del decreto-legge. Il ministro dell’Ambiente ha poi risposto all’interrogazione 3-01643, illustrata dal sen. Ruspandini (FdI), sulle procedure per le bonifiche dei siti di interesse nazionale: il problema dei siti di interesse nazionale è ancora irrisolto; il dl semplificazione è un’occasione per un intervento di sistema, al quale il Parlamento può dare un contributo importante. Il ministro Costa ha quindi risposto all’interrogazione 3-01644, illustrata dalla sen. Nugnes (Misto-LeU), sugli impegni del Governo per la lotta all’inquinamento: il Ministero ha incrementato gli studi sulla relazione tra diffusione delle epidemie ed inquinamento ed è in attesa dei risultati. In Europa, una volta depositato lo studio d’impatto della Commissione, sarà stabilito il nuovo target di taglio delle emissioni tra il 50 e il 60 per cento.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha risposto all’interrogazione 3-01647, illustrata dal sen. Laus (PD), sulle modalità di erogazione della cassa integrazione in deroga: è allo studio una riforma degli ammortizzatori sociali per rendere le procedure meno farraginose; il dl rilancio prevede l’eliminazione del passaggio regionale, la domanda con i dati per il calcolo sarà inoltrata direttamente all’INPS che entro 15 giorni erogherà un anticipo del 40 per cento. E’ stato sottoscritto un protocollo con Abi e Poste italiane per l’anticipazione. Ad oggi sono stati pagati 6,9 milioni di lavoratori, il 92 per cento delle aziende hanno inviato i dati all’INPS che in un mese ha espletato pratiche normalmente evase in un anno. Per quanto riguarda la cassa in deroga sono stati inviati dati relativi a circa 1.100.000 lavoratori: lo stato delle pratiche è riscontrabile sul sito dell’INPS. Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali ha risposto poi all’interrogazione 3-01641, illustrata dalla senatrice Toffanin (FI), sui contributi per la sicurezza sul lavoro e i presidi sanitari, richiamando le norme sul credito d’imposta contenute del decreto rilancio. Il ministro del Lavoro ha risposto all’interrogazione 3-01646, illustrata dalla senatrice Nisini (L-SP), sui dati riguardanti i percettori del reddito di cittadinanza: la Commissione europea ha dato un giudizio positivo sulla misura del reddito di cittadinanza che coinvolge un milione di nuclei e si rivolge a fasce di popolazione particolarmente fragili; 622.000 beneficiari sono stati convocati dai centri dell’impiego; 316.000 hanno sottoscritto un patto per il lavoro; 65.000 hanno stipulato un contratto; 463.000 sono stati avviati ai servizi sociali; 50.000 sono coinvolti nel patto di inclusione. E’ intenzione del ministro rafforzare le politiche attive.

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, ha risposto all’interrogazione 3-01645, illustrata dalla senatrice Floridia (M5S), sulle prospettive di proseguimento dello smart working nel settore pubblico.

La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il nuovo calendario dei lavori fino al 19 giugno: martedì 9 alle ore 12 saranno discusse le mozioni sull’attivazione dei test seriologici e sui mutamenti climatici; la settimana prevede inoltre l’esame dei decreti- legge sulla proroga delle intercettazioni e sugli studi epidemiologici del Covid-19. Nella settimana dal 16 al 19 giugno sarà discusso il decreto sulle consultazioni elettorali; mercoledì 17 il Presidente del Consiglio renderà comunicazioni in vista del Consiglio europeo; giovedì 11 e 18 giugno è previsto il sindacato ispettivo.

L’Assemblea ha poi ripreso l’esame del cosiddetto decreto liquidità (ddl n. 1829, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali, già approvato dalla Camera dei deputati).

Nella discussione sulla fiducia, posta ieri, sono intervenuti i senatori Gelsomina Vono (IV-PSI), Fiammetta Modena (FI), Zaffini (FdI), De Bonis (Misto), Stefano (PD), Pichetto Fratin (FI), Erica Rivolta (L-SP), Pepe (M5S).

Nelle dichiarazioni di voto, hanno annunciato la fiducia i sen. Steger (Aut), che ha chiesto al Governo un coraggioso rilancio della domanda interna attraverso la riduzione dell’IVA, Marino (IV-PSI), che ha sollecitato il pieno utilizzo di tutti i fondi europei (Mes, Bei, Sure) e un piano per le infrastrutture; Laforgia (Misto-LeU), che ha criticato il neokeynesismo confindustriale, auspicando il massimo di universalità per le misure destinate alle persone e massime condizionalità per le misure destinate alle imprese; D’Alfonso (PD) e Fenu (M5S). Pur lamentando la mancanza di una lettura sostanziale in Senato, i senatori di maggioranza hanno posto l’accento sui miglioramenti introdotti alla Camera: l’introduzione della norma sull’autocertificazione, l’esclusione della responsabilità delle imprese che rispettano i protocolli di sicurezza, l’estensione e l’allungamento dei finanziamenti (a dieci anni e a trenta per le imprese di maggiore fatturato), l’impegno richiesto alle imprese a non delocalizzare, l’ampliamento al terzo settore, la rivalutazione gratuita dei beni d’impresa per il settore turistico, il congelamento dei mutui per l’artigianato.

Hanno negato la fiducia i senatori De Bertoldi (FdI), Ferro (FI) e Bagnai (L-SP), il quale ha criticato la retorica della pacatezza e della collaborazione, chiesta ma di fatto impedita, ricordando che il conflitto è l’anima della democrazia e il parlamento il luogo della mediazione. I senatori di opposizione hanno ricordato che gli annunci mediatici, a fronte dei drammatici dati dell’economia, producono frustrazione nella popolazione. La promessa iniziale del premier di 400 miliardi di crediti avrebbe richiesto garanzie statali per 40 miliardi. In realtà, il Governo ha stanziato poco più di un miliardo, producendo una leva del credito di appena 25 miliardi: 5 miliardi legati all’approvazione di 250.000 domande delle PMI (sulle 500.000 presentate), 5 miliardi per le 12.000 posizioni definite (su 47.000 richieste) delle imprese più grandi; tra 10 e 15 miliardi vale l’intervento di SACE per le imprese di maggiori dimensioni. Sebbene alla Camera siano stati approvati due emendamenti delle opposizioni, che hanno elevato la garanzia da 25.000 a 30.000 euro e portato l’ammortamento da sei a dieci anni, resta il fatto che l’annunciata liquidità si traduce in prestiti anziché in contributi a fondo perduto alle imprese. Il Governo – hanno sostenuto  i senatori dell’opposizione – ha sottovalutato l’importanza del fattore tempo e ha commesso due errori: non ha collocato titoli di Stato in condizioni favorevoli per disporre di maggiore liquidità e  si è affidato a ipotetici fondi europei, non immediatamente disponibili, precostituendo una base giuridica al commissariamento del Paese.

Con 156 voti favorevoli, 119 contrari e nessuna astensione, il Senato, ha rinnovato la fiducia al Governo.

La seduta è terminata alle ore 14:30. L’Aula è convocata per martedì 9 giugno alle ore 12:00

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