Il “Family day” a Roma contro il ddl Cirinnà sulle “Family gay”

Family dayPiazza San Giovanni a Roma piena di famiglie, ragazzi e bambini e molti preti e suore: è stato questo il “Family day” contro la “teoria gender” e il disegno di legge Cirinnà sui matrimoni gay.  “No al gender nelle scuole”, spiegava un grande striscione sul palco e, tra tanti interventi, veniva mixato un passaggio di Papa Francesco che parla della “famiglia fatta di uomo e donna”. E applauso dalla piazza anche a una lettera di monsignor Paglia, benché la Chiesa non abbia preso parte ufficialmente alla manifestazione, anzi sia sia defilata; ma non c’erano neppure insegne di partito, mentre c’era l’adesione di varie organizzazioni del mondo islamico, confessionali, cristiane e di altre sedi. Da segnalare inoltre l’adesione del rabbino capo di Roma, Di Segni.

Un Family day che ha puntato sul consenso di movimenti, dagli evangelici al Movimento per la vita, per costruire un consenso per bocciare il disegno di legge sulle unioni gay attualmente in discussione al Senato.  “Rigettiamo con forza – ha spiegato il professor Massimo Gandolfini, portavoce del comitato organizzatore – il tentativo di infiltrare nelle scuole, di ogni ordine e grado, progetti educativi che, con il pretesto del legittimo contrasto al bullismo, mirano alla destrutturazione dell’identità sessuale dei bambini. Teorie senza basi scientifiche, definite dallo stesso Papa Francesco ‘un errore della mente umana’, che hanno lo scopo dichiarato di rompere ogni corrispondenza tra l’identità sessuale e biologica e la strutturazione della personalità, e che di conseguenza disorientano i nostri figli e nipoti fin dalla scuola dell’infanzia modificando la stessa antropologia umana”. “Siamo un milione a dire no alla equiparazione delle convivenze omosessuali al matrimonio”, ha detto Gandolfini, spiegando che “il primo aspetto di questa iniziativa è stato lo slittamento alla prossima settimana del parere del governo sul ddl Cirinnà dopo il quale partirà la discussione di duemila emendamenti. Noi vogliamo intervenire prima che il Parlamento legiferi, perché le esperienze di Francia e Spagna dimostrano che la protesta successiva alla promulgazione di leggi sbagliate, pur avendo un grande valore simbolico, non portano ad un risultato concreto”.
 Il Gay Center risponde alla manifestazione con l’hashtag #FamilyGay. “Per noi ogni giorno è #FamilyGay.Twitta anche tu il tuo amore per i tuoi diritti e la tua famiglia”.

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