In 73 pagine il Piano nazionale del Governo per l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund da sottoporre alle Camere.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il ministro dell’Economia Robderto Gualtieri (foto Ansa di Angelo Carconi) 

Occupazione accresciuta di 10 punti percentuali “per arrivare all’attuale media Ue (73,2% contro il 63% dell’Italia)”; “aumentare gli investimenti pubblici per portali almeno al 3% del Pil, “raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana (0,8% nell’ultimo decennio), portandolo quantomeno in linea con la media Ue (1,6%)”.

Questi alcuni degli obiettivi indicati dal governo nelle linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza per accedere ai fondi del Recovery Fund, inviate ieri dal premier Giuseppe Conte ai presidenti delle Camere, Maria Elisabetta Casellati e Roberto Fico.

73 pagine con cui l’esecutivo punta a cambiare volto all’Italia grazie al volano del Next Generation Eu. “L’attuale fase programmatoria rappresenta uno snodo strategico, un’occasione storica irrinunciabile per il successo dell’azione economica e per le prospettive di crescita e modernizzazione dell’Italia” sottolinea il premier Giuseppe Conte. “Certamente la sfida che ci attende è complessa e necessaria delle migliori energie e competenze del Paese, nonché del costante dialogo e della massima collaborazione tra le Istituzioni”. “Se le Camere lo riterranno opportuno, il Governo è disponibile a riferire sulle linee essenziali del documento, sia nella sede decentrata delle Commissioni sia nella sede plenaria dell’Assemblea. A tale prima fase ne seguirà una di elaborazione, presentazione e adozione definitiva del Piano nazionale di rilancio, che dovrà attenersi alle indicazioni e ai parametri che saranno formulati a breve dalla Commissione Europea. Successivamente verrà avviata la fase di elaborazione e approvazione dei singoli progetti di investimento e di riforma. In ciascuno di tali passaggi – si fa notare – nello spirito di massima collaborazione tra Governo e Parlamento sarà assicurato il pieno coinvolgimento delle Camere al fine di recepire indirizzi, valutazioni e proposte concrete di intervento”.

Trentotto pagine e 32 slide con cui l’esecutivo punta a cambiare volto all’Italia grazie al volano del Next Generation Eu. “Modernizzazione del Paese, transizione ecologica, inclusione sociale e territoriale, parità di genere”. “Modernizzare il Paese – si legge – significa disporre di una Pubblica Amministrazione efficiente, digitalizzata e sburocratizzata, veramente al servizio del cittadino. La transizione ecologica dovrà essere la base del nuovo modello di sviluppo su scala globale; per avviarla sarà necessario intervenire sia sul lato della domanda che dell’offerta. Occorre in primo luogo ridurre drasticamente le emissioni di gas clima-alteranti in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo”. “Inclusione sociale e territoriale – prosegue il documento – significa ridurre le disuguaglianze, la povertà e i divari che impediscono ai cittadini di partecipare pienamente alla vita economica, sociale e culturale. La realizzazione della parità di genere richiede di intervenire sulle molteplici dimensioni della discriminazione in essere nei confronti delle donne che riguardano prioritariamente la partecipazione al mondo del lavoro, la retribuzione e la qualità del lavoro, l’accesso alle risorse finanziarie, l’uguaglianza di genere nell’accesso alle posizioni decisionali a livello politico, economico e sociale”.
Ed ecco i vari “capitoli” del documento.

SANITA’ – Potenziare le capacità di risposta del Servizio sanitario nazionale alle emergenze sviluppando una sanità di prossimità all’insegna dell’integrazione e dell’inclusione. Investendo al contempo sulla digitalizzazione, sull’assistenza ai malati cronici, sulle cure domiciliari e sulle Rsa. Senza dimenticare il necessario sostegno alla ricerca e l’indispensabile valorizzazione del personale, cardine del sistema. Sul fronte sanitario, si legge, “indirizzerà risorse per il rafforzamento della resilienza e della tempestività di risposta del sistema sanitario alle patologie infettive emergenti gravate da alta morbilità e mortalità, nonché ad altre emergenze sanitarie. Questo obiettivo sarà raggiunto innanzitutto attraverso lo sviluppo della sanità di prossimità e una più forte integrazione tra politiche sanitarie, politiche sociali e ambientali, al fine di favorire un’effettiva inclusione sociale”. Ancora, proseguono le linee guida, “si investirà nella digitalizzazione dell’assistenza medica ai cittadini, promuovendo la diffusione del Fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina. Uno specifico investimento sarà prontamente avviato nell’ambito della cronicità e delle cure a domicilio, per superare le attuali carenze del sistema delle Residenze sanitarie assistenziali e dei presidi sanitari nelle aree rurali e marginali del Paese, in conformità alla Strategia nazionale delle aree interne. “Un contributo importante sarà offerto” poi “dal sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica. Anche nel settore dell’assistenza medica e dei servizi di prevenzione saranno inoltre introdotte tecnologie digitali. In questo contesto, le politiche di valorizzazione del personale sanitario assumono un’importanza cruciale”.

FISCO – Il governo si propone una “riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo, semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale”. “Nell’ambito della riforma saranno anche razionalizzate le spese fiscali e, in particolare, saranno rivisti i sussidi ambientalmente dannosi (Sad), in base agli esiti dei lavori della Commissione Interministeriale istituita con la Legge di Bilancio per il 2020” prosegue il documento.

“Al contempo, le scelte fiscali dovranno supportare la politica industriale nel processo di riconversione successivo alla crisi sanitaria e accompagnare il cambiamento anche in senso sostenibile, agevolando le produzioni in quei settori dove l’emergenza epidemiologica ha evidenziato una carenza produttiva a fronte di una evidente necessità per gli approvvigionamenti nazionali” si legge ancora nel documento.

RICERCA E SVILUPPO – Da fanalino di coda a punta di diamante nel Vecchio Continente. Tra gli obiettivi indicati dal governo nelle linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza per accedere ai fondi del Recovery Fund, c’è quello di mettere le ali alla Ricerca, tallone d’Achille del Paese quanto a stanziamenti. “Portare la spesa per Ricerca e Sviluppo al di sopra della media Ue (2,1% rispetto al nostro attuale 1,3%)”

WELFARE – Incentivazione del Welfare contrattuale, promozione della contrattazione decentrata multilivello, rafforzamento della contrattazione collettiva, varo della rappresentanza sindacale. Sono questi i punti centrali della strategia di rilancio con cui il governo intende incrementare la produttività del lavoro dopo il “sostanzioso” taglio del costo del Lavoro. Non solo. L’esecutivo, come si legge nella bozza di documento, insiste sul salario minimo per legge con cui garantire ai lavoratori “nei settori a basso tasso di sindacalizzazione” un livello di reddito collegato ad uno “standard minimo dignitoso” evitando al contempo il dumping contrattuale e rafforzando la contrattazione nei settori in cui è più debole”. A questo il governo somma anche una maggiore attenzione “per favorire i percorsi di digitalizzazione dei luoghi di lavoro e la flessibilità oraria “per bilanciare le esigenze produttive dell’impresa con i bisogno di conciliazione dei lavoratori”. Una strada che comporta ovviamente, si legge ancora, la promozione di una “formazione continua e permanente” accanto ad un “reskilling professionale mirato”.

5G – “L’introduzione sempre più pervasiva delle tecnologie digitali richiederà il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche con il completamento della rete nazionale di telecomunicazione in fibra ottica e gli interventi per lo sviluppo delle reti 5G”. E’ quanto indica il governo nelle linee guida al Recovery fund entrando nel merito della missione relativa a ‘digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo’. “Tali investimenti – si legge nel documento – dovranno riguardare tutte le aree del paese (anche nelle aree a fallimento di mercato) e tutte le componenti della popolazione (con l’inclusione di quelle deboli e della popolazione a basso reddito)”.

BANCHE – Favorire la ristrutturazione dei bilanci delle banche, in particolare di quelle di piccole e medie dimensioni, migliorando efficienza e qualità degli attivi, continuando la riduzione dei crediti deteriorati e diversificando la provvista. Inoltre, scrive l’esecutivo nel documento, sarà necessario migliorare il finanziamento non bancario per le piccole imprese innovative.

GIUSTIZIA – “La riforma della giustizia civile e penale rappresenta una priorità” anche perché “sovente e oggetto di raccomandazioni da parte delle organizzazioni internazionali”. Una riforma che “può produrre un impatto positivo molto ampio in termini di Pil”. E’ quanto si sottolinea nelle Linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza per accedere ai fondi del Recovery Fund. “Si tratta – precisa il documento – di un percorso impegnativo che richiede tempo per dispiegare i suoi effetti”.

GIOVANI – Rafforzare i percorsi di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. “Nel contesto di rafforzamento della qualità del lavoro, si colloca anche la necessaria riforma dei trattamenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro: da un lato bisognerà agire favorendo una razionalizzazione degli attuali strumenti con cui si raggiunga la universalità del sostegno per i lavoratori; dall’altro lato, appare necessario legare sempre più il sostegno al reddito in caso di rimodulazioni dell’orario di lavoro, compresa la cig, a percorsi formativi del lavoratore, che gli permettano di migliorare le proprie chances occupazionali”, si legge. (Adnkronos)

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