Quel documento che offende Papa Francesco

di FRANCESCO MARIA PROVENZANO
Amarezza e stupore colpiscono profondamente nel leggere su varie testate giornalistiche l’attacco e le accuse rivolte a papa Francesco da parte di 100 studiosi, che in un documento condannano “gli atti sacrileghi e superstiziosi” che il Pontefice avrebbe commesso durante il recente Sinodo sull’Amazzonia svoltosi a ottobre a Roma. Queste accuse vengono fatte da quei cattolici conservatori e tradizionalisti che ormai sono ostili nei confronti di questo pontificato, e che in questo documento redatto in sette lingue firmato e sottoscritto il 9 novembre da un centinaio di sacerdoti, intellettuali cattolici sia laici che cattolici, studiosi, teologi, chierici conservatori e tradizionalisti, condannano i gesti superstiziosi avvenuti alla presenza del Pontefice, per cui, secondo loro, Sua Santità avrebbe fatto un affronto alla fede.
Tra i firmatari del documento che si richiama alle tesi esposte dal cardinale conservatore Raymond Leo Burke, oltre alla firma di monsignor Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio negli Usa che nell’agosto del 2018 chiedeva le dimissioni del Pontefice per la presunta cattiva gestione dei casi di abusi  si sono aggiunte quelle dei cardinali Brandmueller, Mueller, Urosa Savino, Schneider, del moralista John McCarthy, del teologo Brian Harrison, degli storici Roberto De Matteo e Hdnry Sife, del giurista Paolo Pasqualucci, di Claudio Pierantonio, studioso del medioevo, del professore inglese di etica John Rist, del filosofo austriaco Josef Seifert e della principessa Glorias Thurn und Taxis e del produttore John Henry Westen fondatore del sito LifeSiteNews.

Essi accusano il Pontefice di essersi macchiato di “gravi peccati” e invitano tutti a non seguirlo poiché rischiano “la dannazione eterna”. Sono accuse pesanti che contestano a Francesco di aver partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama, benedicendo la sua immagine lignea della statuetta pagana arrivata in Vaticano durante il sinodo sull’Amazzonia e gettata nel Tevere da un fedele cattolico austriaco ultra conservatore e tradizionalista.

Come ho scritto nel mio libro “Francesco il Papa della povertà e del cambiamento” pubblicato nel maggio 2013, il Pontefice ha dato un’apertura alla Chiesa proiettandola in un contesto aperto e moderno, che quei cattolici bigotti e conservatori contestano e disapprovano. Il Sinodo amazzonico dell’ottobre scorso è stato un evento straordinario che credo abbia aperto una pagina storica nella Chiesa cattolica per le tematiche affrontate ed approvate come l’ambiente, e l’apertura verso i preti delle popolazioni indigene a sposarsi. Questi temi hanno certamente scioccato quei cattolici conservatori e tradizionalisti, i quali difendono una Chiesa chiusa mentre Francesco con questi suoi temi abbatte i muri e porta la Chiesa del terzo millennio verso un rinnovamento storico.

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