Storico abbraccio a Cuba tra il Papa e il patriarca ortodosso Kirill. “Finalmente”, “Somos hermanos”

epa05157057 Pope Francis (R) and the Patriarch Kirill (L) of Moscow and All Russia, meet at Jose Marti international airport, in Havana, Cuba, 12 February 2016. Pope Francis and the leader of the Russian Orthodox Church, Patriarch Kirill, have met in Cuba in a major advance towards healing a 1,000-year-old rift between Roman Catholics and Orthodox Christians. EPA/Max Rossi/POOL

“Finalmente!”. E’ la parola, in italiano, pronunciata da papa Francesco al suo primo, storico incontro con Kirill, patriarca della Chiesa ortodossa russa, all’aeroporto dell’Avana. All’inizio del colloquio la parola “hermano” (fratello in spagnolo) è stata ripetuta dal Papa più volte. “Somos hermanos”, siamo fratelli, ha ribadito il Pontefice al capo della Chiesa ortodossa russa. A un certo punto Kirill ha anche affermato: “Ora le cose sono più facili”. E il Papa, in spagnolo, subito tradotto in russo dall’interprete: “E’ più chiaro che questa è la volontà di Dio”.

“Ripongo grande speranza nell’incontro con papa Francesco”,  ha detto il patriarca di Mosca, Kirill, incontrando Raul Castro nel Palazzo della Rivoluzione all’Avana.

Nella dichiarazione finale congiunta si afferma: “Consapevoli della permanenza di numerosi ostacoli, ci auguriamo che il nostro incontro contribuisca al ristabilimento dell’unità voluta da Dio” tra Chiesa cattolica ed ortodossa. “La comunità internazionale agisca urgentemente per prevenire l’espulsione di cristiani dal Medio Oriente” e “l’integrazione europea sia rispettosa delle identità religiose”. Poi “La famiglia si fonda sul matrimonio tra un uomo e una donna”.

SCAMBIO DI REGALI. Nel salone dove si è svolto il colloquio tra papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill, alla presenza del cardinale Kurt Koch, del metropolita Hilarion e dell’interprete, sono in bella vista i regali che i due capi religiosi si sono scambiati al termine dell’incontro. Il Papa ha donato a Kirill un reliquiario con una reliquia di San Cirillo e un calice. Il Patriarca di Mosca ha donato al Papa una copia, più piccola dell’originale, della Madonna di Kazan. Il culto della Madonna di Kazan si diffuse in tutta la Russia e le furono dedicate numerose chiese. La sua immagine fu inoltre riprodotta in innumerevoli quadri. Trafugata nel 1904 dalla cattedrale di Kazan, ricomparve all’indomani della Rivoluzione sovietica fuori dalla Russia. Dopo vari passaggi di mano, fu acquistata dall’associazione Blu Army e dal 1985 conservata nel Santuario di Fatima. Nel 1993 fu donata a papa Giovanni Paolo II che l’ha custodita nel suo studio privato fino a quando, il 28 agosto 2004, l’ha donata al patriarca di Mosca Alessio II quale auspicio per il dialogo tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa. La cerimonia di consegna si svolse presso la Cattedrale della Dormizione per mano del cardinale Walter Kasper, l’allora presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

Il messaggio del Papa a Mattarella.  Prima della partenza per il Messico (con la tappa a Cuba) Papa Francesco ha inviato questo messaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Nel momento in cui lascio Roma per recarmi in Messico per sostenere la missione della Chiesa locale e portare un messaggio di speranza, mi è caro rivolgere a lei, signor Presidente, il mio deferente saluto, che accompagno con fervidi auspici per il benessere spirituale, civile e sociale del popolo italiano, cui invio volentieri la benedizione apostolica”.

Il messaggio di Mattarella al Papa. “Santità, desidero farle pervenire il mio più sincero ringraziamento per il messaggio che ha voluto cortesemente indirizzarmi nel momento in cui Ella si accinge a partire per il Viaggio Apostolico negli Stati Uniti Messicani. Dopo la sua visita nello scorso luglio in Ecuador, Bolivia e Paraguay e quella a Cuba in settembre, l’Italia e la comunità internazionale guardano con autentico interesse alla sua nuova missione nel continente americano”. “L’Italia e la comunità internazionale – aggiunge – seguiranno poi con speciale attenzione il suo storico incontro a Cuba con il Patriarca Kirill, che costituirà un momento di fondamentale importanza per i cristiani e per tutti coloro che credono fermamente nella cultura del dialogo. Mi è gradita l’occasione, Santità, per rinnovarle i sensi della mia profonda stima e considerazione”.

Messaggi di saluto sono stati inviati dal Papa anche ai capi di Stato dei Paesi sorvolati, cioè Francia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti e Isole Bahamas.

 

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