LA SCENEGGIATA DI SALVINI (“Mamma, Ciccio mi tocca!… Toccami Ciccio!”) DIVENTA LA COMICA FINALE

di ENNIO SIMEONE – La sceneggiata era un genere teatrale napoletano molto in voga sulle passerelle dell’avanspettacolo. Celebre la gag “Mamma, Ciccio mi tocca!…Toccami Ciccio, toccami Ciccio“. Ma l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, tira in ballo il brillante (ma soprattutto emiliano, …viste le circostanze) umorista Giovannino Guareschi  e lo invoca a modello: «Guareschi – ha declamato in un comizio elettorale a Comacchio – diceva che ci sono momenti in cui per arrivare alla libertà bisogna passare dalla prigione. Siamo pronti! Sono pronto!».

Perciò – nel timore che la Giunta per le immunità del Senato gli impedisca (negando l’autorizzazione a procedere) di esibirsi nel ruolo di martire del “giustizialismo grillino-sinistroide” da sventolare negli ultimi 5 giorni di campagna elettorale in Emilia Romagna – ha ordinato ai suoi senatori di votare a favore del processo, che i giudici del Tribunale dei ministri vorrebbero fargli per stabilire se era legale o meno l’ordine che Egli impartì, prima di dimettersi dalla carica ministeriale, di negare l’approdo a una nave della Guardia Costiera italiana in un porto italiano con un centinaio di migranti (tra cui donne e bambini) salvati dal naufragio. Ordine, Egli sostiene, che impartì per difendere gli italiani dall’invasione straniera“.

Naturalmente, ammesso che la Giunta del Senato per le immunità lo accontenti, il processo si svolgerebbe dopo le elezioni regionali di domenica prossima in Emilia Romagna e in Calabria. E lui si difenderà, battendosi il petto, magari impugnando un crocifisso, ripentendo di aver agito per difendere gli italiani dagli invasori in minaccioso avvicinamento alle coste italiane a bordo della nave “Gregoretti”, battente bandiera italiana, della Guardia Costiera italiana.

Una indecente sceneggiata che in un paese meno benevolo e accondiscendente dell’Italia verrebbe bollata per quello che è: con una pernacchia. Ma – come dicevano generosamente i contadini russi quando Mussolini, per compiacere Hitler, mandò i nostri soldati a morire, assiderati senza gli equipaggiamenti necessari, alla conquista della steppa – “Italiani brava gente”.  Però a tutto c’è un limite. E, sempre per restare nell’avanspettacolo, «Ccà nisciuno è fesso».

LA COMICA FINALE

Ma l’audacia del “capitano”leghista è tale che la sceneggiata si è trasformata, poche ore dopo (in prima serata), in una comica finale. Eccola nelle parole dell’agenzia Ansa per darne notizia: «Via libera della Giunta delle immunità del Senato al processo a Matteo Salvini sull’ipotesi di accusa di sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti. La Giunta delle immunità del Senato ha respinto la proposta del presidente Gasparri di negare la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno. Contro la proposta hanno votato i 5 senatori della Lega, a favore i 4 di Forza Italia e Alberto Balboni di Fratelli d’Italia. In caso di pareggio, il regolamento del Senato fa prevalere i “no”».

Dopo la votazione della Giunta delle immunità del Senato, precisa l’Ansa, si esprimerà l’Aula che darà il voto definitivo. La data del voto (prevista verso metà febbraio) verrà decisa dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

Ma allora, a febbraio, le elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria saranno già più che passate. E Salvini (il mancato Silvio Pellico) non invocherà più le sue prigioni. Dovrà inventarsi qualcosa di nuovo per le successive elezioni in altre regioni. 

Commenta per primo

Lascia un commento