A RUOTA LIBERA/ rubrica (n. 77) di LUCIO DE SANCTIS

A ruota liberaPesanti ok, ma con cautela – Secondo le stime dell’UNRAE, elaborate sui dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il mercato dei veicoli con massa totale a terra superiore a 3,5 t denuncia un incremento del 44% nel mese di aprile rispetto allo stesso mese dello scorso anno (1.730 unità contro 1.201). Il cumulato del I° quadrimestre di quest’anno indica un incremento delle immatricolazioni del 33,9% rispetto ai primi quattro mesi del 2015, passando da 5.004 a 6.701 veicoli. Per i veicoli pesanti con massa totale a terra uguale o superiore a 16 t, l’aumento registrato nell’aprile 2016 è stato pari al 55,7% sull’aprile 2015 (1.370 unità su 880), mentre il cumulato dei primi quattro mesi è passato da 3.872 a 5.304 veicoli, con un incremento del 37% sullo stesso periodo del 2015.

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“I dati che vediamo – commenta il presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, Franco Fenoglio – ci dicono che il mercato continua a tenere ritmi di tutto rispetto, ma si impone cautela di fronte al perdurare della mancanza di soluzioni strutturali intese a favorire il rilancio dell’autotrasporto italiano, attraverso il sicuro recupero da parte delle aziende di quote crescenti di trasporto sia in Italia sia nei traffici da e per il nostro Paese”.

La pratica del cabotaggio, affrontata diversamente nei diversi Paesi dell’Unione Europea, sulla quale si innesta l’azione di dumping sociale operata attraverso il distacco degli autisti, crea confusione e aumenta il clima di concorrenza sleale nel quale sono costretti ad operare gli autotrasportatori italiani.

Il risultato è che l’autotrasporto italiano – pur di fronte ad un aumento della domanda di trasporto – ha perso quote crescenti di traffico internazionale, mentre nel traffico interno è assediato da un cabotaggio aggressivo e troppo spesso non rispettoso delle norme che disciplinano i tempi di lavoro, e quindi della sicurezza, quando non della stessa tutela ambientale.

Carico fiscale enorme – Da Teleborsa si apprende che sul settore automotive (auto, motoveicoli e commerciali) grava un peso fiscale complessivo di 71,6 miliardi di euro. Una cifra enorme, più che doppia rispetto al gettito versato dalle imprese con l’IRAP (30,4 miliardi di euro) e 20 volte superiore a quanto hanno pagato fino l’anno scorso i proprietari di prima casa con la TASI (3,5 miliardi di euro). Con questa analisi l’Ufficio studi della CGIA mette in luce l’eccessivo carico fiscale che grava su oltre 37 milioni di autovetture e 6,8 milioni di motoveicoli circolanti in Italia, arrivando a sostenere che la tassazione su questo settore ha raggiunto livelli non più sopportabili. Dal 2009, anno peggiore di questa crisi, spiega l’associazione che rappresenta migliaia di piccole imprese ed artigiani, “il prelievo fiscale è aumentato di 5,3 miliardi di euro (+8%), sebbene ci sia stato un crollo delle vendite e gli italiani, a seguito della difficoltà economica registrata in questo periodo, abbiano circolato di meno”.

Secondo l’elaborazione su dati ANFIA, quasi l’82% dei 71,6 miliardi di euro di tasse prelevate dall’automotive è riconducibile all’utilizzo del parco circolante, il 9,5% all’acquisto e l’8,5 per cento alla tassa di possesso. Come fare, allora, per ridurre il peso fiscale su auto e moto? C’è una discussione apertissima sull’abolizione dell’imposta provinciale di trascrizione e sulla cancellazione del bollo auto.

La galleria cambierà il trasporto – Si è svolto a Bolzano, organizzato da Assoimprenditori Alto Adige, un convegno dedicato ai possibili scenari di sviluppo del trasporto intermodale in previsione dell’apertura della galleria di base del Brennero. Ne ha dato notizia l’associazione Anita.

“Quella che sarà la galleria ferroviaria più lunga al mondo con i suoi 64 km, situata sul corridoio 1 delle reti Ten-T che va da Berlino a Palermo, porterà grandi cambiamenti per il trasporto delle merci favorendo il trasferimento modale dalla gomma al ferro”, ha dichiarato il presidente Anita Thomas Baumgartner.

77 galleria jpgLa linea ferroviaria sarà essenzialmente pianeggiante, avrà una pendenza media pari al 5% e permetterà un trasporto più rapido di merci ma anche l’aumento dei relativi carichi. La lunghezza dei treni potrà essere aumentata da 550 a 750 m con peso complessivo di 2.000 ton usando soltanto una locomotiva e non più tre come avviene attualmente. Secondo Baumgartner ciò parificherà la capacità della linea a quelle del resto d’Europa con un significativo aumento della produttività pari al 30% e rappresenterà una occasione unica per lo sviluppo dell’intermodalità.

La guida assistita è più pulita – I dispositivi di assistenza alla guida delle autovetture (noti anche come ADAS, Advanced Driver Assistance Systems) contribuiscono a ridurre i consumi di carburante e di conseguenza le emissioni medie di CO2 e di NOX rispettivamente del 4,4% e del 4,1%. È quanto emerge da uno studio sulla guida ecologica condotto dall’Università di Leeds, in collaborazione con alcune aziende produttrici di tecnologie ADAS (BMW, Daimler, Fiat, TomTomTelematics e Ifsttar). A darne notizia è l’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec.

La ricerca è stata effettuata in 7 Paesi europei (Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Svezia e Olanda) su un campione rappresentativo di flotte auto composto da veicoli commerciali leggeri, camion e autobus con differente tipo di alimentazione: benzina, diesel, ibrido ed elettrico. Lo studio ha anche rivelato la percentuale di riduzione di consumi ed emissioni medie di CO2 che si può ottenere utilizzando i dispositivi ADAS in rapporto al tipo di percorrenza: -2,6% in città, -5,8% in aree suburbane/rurali e -2,2% in autostrada. Ciò che dunque la ricerca ha evidenziato con particolare attenzione è che i dispositivi ADAS sono in grado non solo di informare il conducente del veicolo e prevenire gli incidenti stradali, ma rappresentano anche un’importante leva di risparmio sul costo del carburante e di riduzione dell’impatto ambientale.

False multe svizzere – Notizia curiosa da Internet: la polizia ticinese ha diffuso un comunicato avvisando che nel corso alcuni cittadini stranieri si son visti recapitare alcune lettere scritte in inglese che hanno come mittente la “Swiss Police” o “Suisse Police”, organo inesistente. Nella lettera si chiede il pagamento di multe per eccesso di velocità, con i nominativi dei proprietari e il numero di targa. Per entrare in possesso di questi dati, infatti, basta fare delle visure. Quindi si tratta di una truffa facile da stanare: nella lettera vengono commessi errori banali oltre ad un inglese maccheronico. La cifra da riscuotere è indicata in euro ma essendo una multa proveniente dalla Svizzera dovrebbe quantomeno indicare l’importo in Franchi Svizzeri e non vi è allegato alcun bollettino postale ma solo un codice Iban che inizia per IT e quindi vuol dire che è italiano. Chi ricevesse una lettera del genere la segnali subito alle forze dell’ordine senza ovviamente pagare alcunché.

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