CALCIO, UNA RIPARTENZA DA MANICOMIO/ Tra caldo, stanchezza, arbitri, nuove regole e Var succede di tutto: Milan e Lecce ribaltano Juventus e Lazio. Tutto come prima nella lotta scudetto, il Diavolo prenota l’Europa. Scatto salvezza per i salentini

di FABIO CAMILLACCI/ Quello che stiamo vedendo ultimamente non è calcio, è un altro sport. E’ un calcio falsato, brutto, folle e inutile. Uno spettacolo triste, reso ancor più triste dagli arbitri, dalla Var e dalle nuove regole in tema di falli di mano. Ormai, ogni fallo di mano in area è rigore e ogni tocco di mano in attacco può causare l’annullamento di gol meravigliosi. Gol così belli che è una bestemmia enorme annullare per presunti falli di mano ininfluenti o involontari. Non a caso in tutta Europa, l’Italia detiene il record per i rigori assegnati: si va verso quota 200, rispetto ad esempio ai meno di 100 della Premier League. Una follia tutta italiana.

Ribadiamo un vecchio concetto, la tecnologia usata così è soltanto un male per il calcio. Non serve a niente, anzi non fa altro che alimentare le polemiche. Tanti gli esempi in questione, l’ultimo in ordine di tempo ha cambiato volto a Milan-Juventus: sul 2-0 per i bianconeri, l’arbitro Guida, richiamato dal Var, ha assegnato un rigore al Diavolo che non sta nè in cielo, nè in terra. Un rigore inesistente frutto di queste orribili nuove regole. Braccio totalmente involontario di Bonucci dopo un tocco di petto di Rebic. Ora, siamo sinceri: se lo avessero dato a favore della Juventus un rigore così, registreremmo già diverse interrogazioni parlamentari sull’episodio.

La Lazio perde a Lecce, la Vecchia Signora cade al Meazza: tutto come prima nella lotta scudetto con Madama capolista sempre a +7 sui biancocelesti secondi in classifica. Alla luce dell’andamento di Milan-Juve, unica parziale consolazione per la pazza squadra di Maurizio Sarri, il fatto che manchi una giornata in meno al termine del campionato. E’ infatti iniziata la 31° su 38. Ma stasera, sia la Juventus che la Lazio si mangiano le mani perchè entrambe hanno gettato alle ortiche una grande occasione: la “Zebra” per chiudere i conti, “l’Aquila” per riaprire tutto.

Milan, clamorosa rimonta: va sotto 0-2, poi domina la Juventus e firma il poker. Finisce con un sorprendente 4-2. Bianconeri in controllo totale o quasi del match per 60’; pertanto, a metà secondo tempo si sentono già Campioni d’Italia. Poi, l’assurdo rigore assegnato con la Var ai rossoneri, apre le porte al pazzesco ribaltone. Dopo il penalty trasformato da Ibrahimovic, è black-out bianconero e in 6’ il Milan si scatena segnando ancora con Kessie e Leao. L’aver staccato la spina, è un aspetto che deve far preoccupare e riflettere molto Sarri e tutto lo staff juventino. In chiave scudetto e in chiave Champions.

Poker del Diavolo. Difensori bianconeri in versione belle statuine da presepe fuori stagione, insieme all’imbambolato portiere Szczesny e all’80’ arriva pure il quarto gol milanista con l’ottimo Rebic che continua a segnare. Applausi al Milan che scavalca momentaneamente Roma e Napoli prendendosi il quinto posto che vale i gironi di Europa League. Ora che la squadra va, la mediocre dirigenza rossonera si appresta giustamente a smontarla nuovamente prendendo lo scienziato Rangnick al posto del pratico Pioli che verrà esonerato a fine stagione. La stessa storia di Gattuso oggi eroe di Napoli.

Stadio Via del Mare: non basta Caicedo, la Lazio si è smarrita ma resta viva grazie alla Juventus. Pesante colpo salvezza del Lecce: la squadra di Liverani, allenatore sulla graticola, batte in rimonta 2-1 la compagine di Simone Inzaghi ed esce momentaneamente dalla zona calda grazie a Babacar e Lucioni, Mancosu sbaglia un rigore. Espulso il laziale Patric per clamoroso morso a un braccio di Donati. In tal modo, il Lecce lascia al Genoa il terzultimo posto che porta in B e si avvicina a Torino e Udinese. Insomma, questo campionato nonostante la bruttezza, rimane equilibrato, incerto ed emozionante su tutti i fronti.

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