ROSSA DA IMPAZZIRE/ Singapore: la Ferrari vince ancora, anzi fa doppietta. Stavolta trionfa Vettel davanti a Leclerc, Mercedes giù dal podio

di FABIO CAMILLACCI/ Singapore si tinge di rosso Ferrari: entusiasmante doppietta del Cavallino Rampante con Vettel che trionfa davanti a Leclerc scattato dalla pole. Terza vittoria di fila per la Casa di Maranello dopo i successi del principino monegasco a Spa e a Monza. Oggi, il Gran Premio in terra asiatica si è deciso ai pit stop con il pilota tedesco che è rientrato in pista davanti al compagno di squadra Charles, il quale, in precedenza era stato al comando davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton. Alla fine il pilota britannico ha chiuso ai piedi del podio alle spalle di Verstappen su Red Bull. Da segnalare un altro punto d’oro per l’italiano Antonio Giovinazzi dell’Alfa Romeo. A un certo punto peraltro, Giovinazzi era finito prima al comando da solo, poi secondo in mezzo alle due Ferrari. Scene di Formula 1 d’altri tempi con Ferrari e Alfa Romeo protagoniste.

Il riscatto di Seb. Dopo tanti errori e tante delusioni, finalmente una gioia per Sebastian Vettel. Per il tedesco ferrarista si tratta del primo successo in questo Mondiale 2019 di F1. Quinto trionfo a Singapore per lui: evidentemente il circuito di Marina Bay è congeniale a Seb. A Singapore, infatti, Vettel aveva già vinto nel 2011, nel 2012 e nel 2013 con la Red Bull e nel 2015 con la Ferrari. Insomma, la Ferrari si sta svegliando solo in quest’ultima parte di stagione. Meglio tardi che mai, soprattutto in chiave 2020. Questo Mondiale ormai è andato da tempo: nonostante i recenti acuti rossi, il titolo iridato se lo giocheranno i piloti Mercedes, con Hamilton che intanto allunga su Bottas, oggi solo 5°. Prossima tappa, domenica prossima a Soci per il Gran Premio di Russia con partenza alle 13.10 ora italiana.

Dalla Formula 1 al Motomondiale: nella classe MotoGP tanta noia con Marquez pronto a festeggiare il titolo in anticipo

La sensazione non è di rassegnazione, ma di rispetto verso il centauro spagnolo che ad Aragon ha giocato in casa in tutti i sensi. Un passo gara impossibile da tenere per gli avversari, un passo gara da “Marcziano”; già chiaro dalla FP1, un passo gara che ha consentito al campione del mondo di staccare violentemente il gruppo nei primi giri, per poi passare alla gestione della corsa chiusa con un vantaggio mostruoso. Marquez ha fatto letteralmente il vuoto. Alle sue spalle, l’altro iberico Vinales ha fatto sperare i fan della Yamaha, ma di fatto con l’innalzarsi della temperatura della gomma posteriore, Maverick ha dovuto cedere il passo, infilzato dalle due Ducati di Dovizioso e Miller (che meritano il podio finale col Dovi secondo).

Un’altra gara deludente per Valentino Rossi con una Yamaha che continua ad avere problemi. Il Dottore chiude 8°. Se a Misano raccontammo dei miglioramenti tecnici della Casa di Iwata, in Spagna abbiamo registrato un’involuzione che ruota attorno alla mancanza di grip, variabile incontrollata e figlia dell’alchimia assetto, temperature, gomme. Insomma, c’è da lavorare ancora tanto, evidentemente non basta un nuovo impianto di scarico e un forcellone in carbonio per essere competitivi.

Bene la “Rossa” del mociclismo. La Ducati invece può e deve essere contenta, perché occupa 2 dei 3 gradini del podio d’Aragona ed è il primo team della galassia degli umani alle spalle del “Marcziano”. Intanto, Marquez e la Honda in vista del prossimo GP di Thailandia, faranno stampare le t-shirt per celebrare il quarto titolo iridato di fila. Sul circuito di Buriram, domenica 6 ottobre, primo match point per il “cannibale” del motociclismo moderno.

 

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