TEMPI SUPPLEMENTARI/ Napoli e Juve vanno in fuga. Inter e Roma in crisi, avanza la Lazio. Benevento: un altro colpo di Coda. Mazzarri al Toro, buona la prima

di FABIO CAMILLACCI/ Al giro di boa, Napoli e Juventus allungano. Il 2018 dunque inizia bene per partenopei e bianconeri: 2-0 per gli azzurri di Sarri all’Hellas Verona nel match del San Paolo (non senza qualche patema di troppo), 1-0 per la Juve a Cagliari tra le polemiche per le decisioni di arbitro e Var. Tanto per cambiare. In Sardegna decide una rete di Bernardeschi nella ripresa. Rete contestata dai sardi che recriminano anche per un presunto rigore non concesso e non valutato alla Var dal direttore di gara Calvarese. Adesso, dopo la prima giornata di ritorno, la classifica per quanto riguarda le prime posizioni, recita così: Napoli sempre al comando con 51 punti, Juventus 50, Inter 42, Lazio 40, Roma 39. Ormai per lo scudetto è chiaramente una sfida tra Napoli e Juve.

L’Inter non sa più vincere. A Firenze nell’anticipo è arrivato il secondo pareggio di fila che segue le sconfitte contro Udinese e Sassuolo; oltre all’eliminazione dalla Coppa Italia a opera dei cugini del Milan. Al Franchi contro la Fiorentina non è bastato il solito gol di Icardi e il bunker difensivo alzato a difesa del vantaggio. Simeone, figlio d’arte dell’interista “Cholo”, ha trovato il meritato pari viola al 91′. Come abbiamo scritto più volte, la rosa nerazzurra è corta in ogni reparto e i nodi stanno venendo al pettine; anche la fortuna dopo aver assistito a inizio stagione Perisic e compagni, ora sta voltando le spalle all’Inter. E’ fisiologico. Non si va molto lontano solo con i colpi di fortuna, le straordinarie parate di Handanovic e le reti di Icardi. A un certo punto la ruota ti gira contro. E’ quello che sta accadendo alla banda Spalletti. Inevitabile il crollo psicologico del fragile tecnico di Certaldo che a fine partita si è sfogato contro i mancati investimenti dei cinesi di Suning. “Anche mia madre sa che ci manca un difensore centrale”, così Spalletti dopo Fiorentina-Inter. L’allenatore toscano sembra essere tornato ai tempi della Roma quando vedeva fantasmi ovunque e attaccava i giornalisti che lo stuzzicavano su Totti. Spalletti è un grande tecnico, ma, ha questo grande limite caratteriale. Non regge la pressione nei momenti difficili.

Roma in crisi. Come l’Inter, anche i giallorossi non sanno più vincere. Di Francesco manda Nainggolan in tribuna per punirlo dopo il pessimo video di Capodanno (in cui beve, fuma e bestemmia) e la sempre più bellla Atalanta passa all’Olimpico per 2-1 nonostante l’espulsione di De Roon per doppia ammonizione in chiusura di primo tempo. Quella di oggi è una Roma irriconoscibile rispetto a quella ammirata in Champions League: una squadra capace di vincere il girone davanti a Chelsea e Atletico Madrid. Che fine ha fatto quella squadra tosta, solida e pratica? I numeri dicono tanto: 8° attacco della Serie A con appena 30 reti all’attivo e seconda miglior difesa con 14 gol subiti (il Napoli capolista ha quella migliore con 13 gol al passivo). Ma c’è di più: questa Roma non ha gioco nè idee. Ora è una squadra involuta e disunita; il bel gruppo è evaporato dopo aver vinto il derby con la Lazio a novembre. Cosa è successo in così poco tempo? Difficile dirlo, rientra nei soliti misteri del complicato ambiente di Trigoria e dintorni dove non si vince qualcosa da 10 anni. Ultimo trofeo: la Coppa Italia vinta con Spalletti allenatore nel 2008. Poi il buio con gli americani al comando. Tante belle squadre, tanti piazzamenti importanti ma “zeru tituli” per mutuare Mourinho. La Roma del dopo-Totti è soprattutto orfana di un regista a centrocampo e di un trequartista con i numeri.

Lazio scatenata. I biancocelesti dilagano a Ferrara contro la Spal. E’ ancora una volta super Ciro Immobile: l’attaccante cala un poker di reti e si prende il primo posto in classifica cannonieri con 20 centri, scavalcando Icardi fermo a quota 18. Straordinaria la stagione del bomber laziale. Bene anche Luis Alberto, assist-man e goleador. Il 5-2 odierno consente alla compagine di Simone Inzaghi di mettere la freccia e superare i cugini giallorossi in classifica. Quarto posto per la Lazio a 40 punti e con una gara in meno (da recuperare la sfida interna contro l’Udinese). La Roma è  quinta a 39 in attesa di recuperare la partita di Marassi contro la Samp.

Mazzarri al Toro: buona la prima. Brodino per il Milan. Benevento: un altro colpo di Coda. Dopo l’esonero di Mihajlovic in settimana, è positivo l’esordio di Walter Mazzarri sulla panchina del Torino: 3-0 al Bologna. I rossoneri di Gattuso al Meazza ritrovano i tre punti contro il Crotone: 1-0 con gol di capitan Bonucci. Finalmente un sorriso per l’ex Juve dopo tante amarezze. In fondo alla classifica invece il Benevento batte 3-2 la Sampdoria al Vigorito e si porta a -8 dalla salvezza: adesso la Spal e il Crotone, quart’ultimi, sono a 15, i giallorossi sanniti a 7. Dunque, proprio nel giorno della Befana, le “Streghe campane” tornano a sperare nel miracolo sportivo. Ancora una volta decisivo l’attaccante Coda oggi autore di una doppietta. Si allunga la striscia positiva del Genoa di Ballardini che al Ferraris liquida per 1-0 il Sassuolo. Il Chievo interrompe invece la striscia di vittorie dell’Udinese: 1-1 al Bentegodi. Ora la sosta che non c’è stata durante queste festività. Una settimana di vacanza per i calciatori prima della ripresa degli allenamenti, si torna in campo domenica 21 gennaio. Piatto forte: Inter-Roma. Col campionato fermo, sarà il calciomercato invernale a tenere totalmente banco. Intanto, per il tricolore sono rimaste solo due delle “5 sorelle”: Napoli e Juventus.

LA CLASSIFICA
Napoli 51
Juventus 50
Inter 42
Lazio 40*
Roma 39
Sampdoria 30
Atalanta 30
Udinese 28*
Fiorentina 28
Torino 28
Milan 28
Bologna 24
Chievo 22
Genoa 21
Sassuolo 21
Cagliari 20
Spal 15
Crotone 15
Verona 13
Benevento 7

*Lazio, Roma, Sampdoria e Udinese una partita in meno

**(Testo ripetuto per i lettori che usano il browser Chrome

di FABIO CAMILLACCI/ Al giro di boa, Napoli e Juventus allungano. Il 2018 dunque inizia bene per partenopei e bianconeri: 2-0 per gli azzurri di Sarri all’Hellas Verona nel match del San Paolo (non senza qualche patema di troppo), 1-0 per la Juve a Cagliari tra le polemiche per le decisioni di arbitro e Var. Tanto per cambiare. In Sardegna decide una rete di Bernardeschi nella ripresa. Rete contestata dai sardi che recriminano anche per un presunto rigore non concesso e non valutato alla Var dal direttore di gara Calvarese. Adesso, dopo la prima giornata di ritorno, la classifica per quanto riguarda le prime posizioni, recita così: Napoli sempre al comando con 51 punti, Juventus 50, Inter 42, Lazio 40, Roma 39. Ormai per lo scudetto è chiaramente una sfida tra Napoli e Juve.

L’Inter non sa più vincere. A Firenze nell’anticipo è arrivato il secondo pareggio di fila che segue le sconfitte contro Udinese e Sassuolo; oltre all’eliminazione dalla Coppa Italia a opera dei cugini del Milan. Al Franchi contro la Fiorentina non è bastato il solito gol di Icardi e il bunker difensivo alzato a difesa del vantaggio. Simeone, figlio d’arte dell’interista “Cholo”, ha trovato il meritato pari viola al 91′. Come abbiamo scritto più volte, la rosa nerazzurra è corta in ogni reparto e i nodi stanno venendo al pettine; anche la fortuna dopo aver assistito a inizio stagione Perisic e compagni, ora sta voltando le spalle all’Inter. E’ fisiologico. Non si va molto lontano solo con i colpi di fortuna, le straordinarie parate di Handanovic e le reti di Icardi. A un certo punto la ruota ti gira contro. E’ quello che sta accadendo alla banda Spalletti. Inevitabile il crollo psicologico del fragile tecnico di Certaldo che a fine partita si è sfogato contro i mancati investimenti dei cinesi di Suning. “Anche mia madre sa che ci manca un difensore centrale”, così Spalletti dopo Fiorentina-Inter. L’allenatore toscano sembra essere tornato ai tempi della Roma quando vedeva fantasmi ovunque e attaccava i giornalisti che lo stuzzicavano su Totti. Spalletti è un grande tecnico, ma, ha questo grande limite caratteriale. Non regge la pressione nei momenti difficili.

Roma in crisi. Come l’Inter, anche i giallorossi non sanno più vincere. Di Francesco manda Nainggolan in tribuna per punirlo dopo il pessimo video di Capodanno (in cui beve, fuma e bestemmia) e la sempre più bellla Atalanta passa all’Olimpico per 2-1 nonostante l’espulsione di De Roon per doppia ammonizione in chiusura di primo tempo. Quella di oggi è una Roma irriconoscibile rispetto a quella ammirata in Champions League: una squadra capace di vincere il girone davanti a Chelsea e Atletico Madrid. Che fine ha fatto quella squadra tosta, solida e pratica? I numeri dicono tanto: 8° attacco della Serie A con appena 30 reti all’attivo e seconda miglior difesa con 14 gol subiti (il Napoli capolista ha quella migliore con 13 gol al passivo). Ma c’è di più: questa Roma non ha gioco nè idee. Ora è una squadra involuta e disunita; il bel gruppo è evaporato dopo aver vinto il derby con la Lazio a novembre. Cosa è successo in così poco tempo? Difficile dirlo, rientra nei soliti misteri del complicato ambiente di Trigoria e dintorni dove non si vince qualcosa da 10 anni. Ultimo trofeo: la Coppa Italia vinta con Spalletti allenatore nel 2008. Poi il buio con gli americani al comando. Tante belle squadre, tanti piazzamenti importanti ma “zeru tituli” per mutuare Mourinho. La Roma del dopo-Totti è soprattutto orfana di un regista a centrocampo e di un trequartista con i numeri.

Lazio scatenata. I biancocelesti dilagano a Ferrara contro la Spal. E’ ancora una volta super Ciro Immobile: l’attaccante cala una tripletta e si prende il primo posto in classifica cannonieri con 20 centri, scavalcando Icardi fermo a quota 18. Straordinaria la stagione del bomber laziale. Bene anche Luis Alberto, assist-man e goleador. Il 5-2 odierno consente alla compagine di Simone Inzaghi di mettere la freccia e superare i cugini giallorossi in classifica. Quarto posto per la Lazio a 40 punti e con una gara in meno (da recuperare la sfida interna contro l’Udinese). La Roma è  quinta a 39 in attesa di recuperare la partita di Marassi contro la Samp.

Mazzarri al Toro: buona la prima. Brodino per il Milan. Benevento: un altro colpo di Coda. Dopo l’esonero di Mihajlovic in settimana, è positivo l’esordio di Walter Mazzarri sulla panchina del Torino: 3-0 al Bologna. I rossoneri di Gattuso al Meazza ritrovano i tre punti contro il Crotone: 1-0 con gol di capitan Bonucci. Finalmente un sorriso per l’ex Juve dopo tante amarezze. In fondo alla classifica invece il Benevento batte 3-2 la Sampdoria al Vigorito e si porta a -8 dalla salvezza: adesso la Spal e il Crotone, quart’ultimi, sono a 15, i giallorossi sanniti a 7. Dunque, proprio nel giorno della Befana, le “Streghe campane” tornano a sperare nel miracolo sportivo. Ancora una volta decisivo l’attaccante Coda oggi autore di una doppietta. Si allunga la striscia positiva del Genoa di Ballardini che al Ferraris liquida per 1-0 il Sassuolo. Il Chievo interrompe invece la striscia di vittorie dell’Udinese: 1-1 al Bentegodi. Ora la sosta che non c’è stata durante queste festività. Una settimana di vacanza per i calciatori prima della ripresa degli allenamenti, si torna in campo domenica 21 gennaio. Piatto forte: Inter-Roma. Col campionato fermo, sarà il calciomercato invernale a tenere totalmente banco. Intanto, per il tricolore sono rimaste solo due delle “5 sorelle”: Napoli e Juventus.

 

 

 

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