NUOVO PROCESSO PER LA JUVENTUS/ Club bianconero, dirigenti ed ex dirigenti, deferiti dalla Procura della Federcalcio. Il filone d’indagine è quello che riguarda: caso stipendi, rapporti con gli agenti dei calciatori e partnership sospette. E’ saltato il patteggiamento: niente accordo perchè la Juve chiedeva esclusivamente un’ammenda

di FABIO CAMILLACCI/ Nuovo processo sportivo per la Juventus. E’ la conseguenza del mancato patteggiamento: il club e alcuni suoi dirigenti ed ex dirigenti, sono stati deferiti dal procuratore federale Giuseppe Chinè in merito al secondo filone di indagine, quello sulle manovre stipendi, i rapporti con gli agenti dei calciatori e le partnership sospette. Alla Juve, a titolo di responsabilità diretta e oggettiva, viene contestata la violazione dell’articolo 6. Mentre l’articolo 4.1, ovvero quello sulla lealtà sportiva, è contestato ad Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici, Federico Cherubini, Giovanni Manna, Paolo Morganti e Stefano Braghin.

Il deferimento è la diretta conseguenza delle accuse presenti all’atto di chiusura indagini. Ecco i capi di accusa: manovre stipendi spalmate in maniera illecita sui bilanci, rapporti irregolari con alcuni procuratori di calciatori in particolare sull’ingaggio di calciatori minorenni, partnership sospette con alcuni club, su cui peraltro sono già stati aperti diversi fascicoli presso altre Procure della Repubblica. Su questo punto in particolare, peraltro, la Procura Federale è in attesa delle carte da parte della giustizia ordinaria.

In tutto questo, il 22 maggio nuova tappa importante del processo relativo alle plusvalenze. E’ infatti in programma lunedi prossimo l’udienza presso la Corte federale d’appello che dovrà “rimodulare” la sentenza del -15 come da richiesta del Collegio di garanzia dello sport presso il Coni. Tornando al secondo filone, invece, è giusto ricordare che il patteggiamento resta una strada percorribile anche dopo questo deferimento. Nessuna intesa per ora visto che la Juventus avrebbe proposto come sanzione, esclusivamente, un’ammenda.

Senza accordo, l’iter sarebbe quello classico. Ovvero: Tribunale federale per il primo grado, Corte d’Appello per il secondo, Collegio di garanzia per l’ultimo. Ovviamente, in relazione alla giustizia sportiva; potrebbero esserci ad esempio code ulteriori con ricorsi al Tar da parte della Juve. La sensazione è che la primavera dei processi alla Juventus potrebbe allungarsi.

Intanto, lunedì nuovo processo davanti alla Corte federale d’appello per la vicenda plusvalenze. Il collegio sarà presieduto da Ida Raiola, presidente di sezione del Tar Veneto. La situazione resta più ingarbugliata di prima. Una sola cosa è certa: i processi non si possono fare a stagione in corso perchè falsano i campionati. Sarebbe più giusto farli in estate e applicare la sanzione, a seconda dei casi, o in maniera retroattiva  oppure spostando eventuali penalizzazioni di punti alla stagione successiva. Questa giustizia sportiva va riformata al più presto per il bene della regolarità del calcio italiano.

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