Muore a 40 anni Alessandro Leogrande, giornalista e scrittore in difesa degli ultimi

Alessandro Leogrande in una foto del 2014 nella libreria Feltrinelli  (di Claudio Peri per Ansa)

E’ morto a 40 anni lo scrittore e giornalista Alessandro Leogrande. Della sua scomparsa improvvisa e prematura, il 26 novembre nella sua casa a Roma, ha dato notizia il padre Stefano ricordando il suo impegno “in difesa degli ultimi e dei ferocemente sfruttati nei più diversi contesti: nell’ambito del caporalato, degli immigrati, dei desaparecidos in Argentina, ed ovunque ci sia stato un sopruso” dice in un messaggio pubblicato dal sito La ringhiera, rilanciato sui social.
Nato a Taranto ma romano d’adozione, Leogrande, che è stato vicedirettore della rivista ‘Lo straniero‘ diretta da Goffredo Fofi, collaboratore di diversi quotidiani e di Radio3, ha vinto nel 2003 il Premio Sandro Onofri con ‘Le male vite’ (L’Ancora del Mediterraneo). I suoi libri, l’ultimo è ‘La frontiera‘ (Feltrinelli) mostrano  il suo impegno sociale. Tra questi: ‘Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud‘ (Mondadori).

E poi Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (Feltrinelli), sull’immigrazione albanese con cui ha vinto i Premi Ryszard Kapuściński e il premio Volponi, Nel paese dei vicerè. L’Italia tra pace e guerra (L’Ancora del Mediterraneo). Per minimum fax ha curato l’antologia di racconti sul calcio Ogni maledetta domenica.

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