Incredibile tesi della Procura generale egiziana per negare il processo ai 4 torturatori individuati dai magistrati italiani come i colpevoli dell’uccisione di Giulio Regeni

Il ministero degli Esteri italiano ha diffuso una nota nella quale dichiara che “ritiene che quanto affermato dalla Procura Generale egiziana relativamente al tragico omicidio di Giulio Regeni sia inaccettabile”. E ribadisce “di avere piena fiducia nell’operato della magistratura italiana” e che “continuerà ad agire in tutte le Sedi, inclusa l’Unione europea, affinché la verità sul barbaro omicidio di Giulio Regeni possa finalmente emergere“.

Una delle tante manifestazioni in ricordo di Giulio Regeni, a 4 anni dalla sua uccisione sotto tortura al Cairo (foto Ansa di Edoaerdo Sismondi) 
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Questa reazione del governo italiano, espressa dal ministero degli Esteri, si è resa necessaria di fronte all’assurda tesi della Procura del Cairo, secondo cui un processo in Italia per l’uccisione del giovane ricercatore italiano per mano dei torturatori egiziani sarebbe “immotivato”, accreditando la tesi secondo la quale imprecisate “parti ostili a Egitto e Italia vogliano sfruttare” il caso di Giulio Regeni “per nuocere alle relazioni” tra i due paesi. Secondo il procuratore generale egiziano questa tesi sarebbe provata dal luogo del ritrovamento del corpo di Giulio e dalla scelta del giorno del suo sequestro e di quello del ritrovamento del cadavere, avvenuto durante una missione economica italiana al Cairo.

La Farnesina auspica che la Procura Generale egiziana condivida questa esigenza di verità e fornisca la necessaria collaborazione alla Procura della Repubblica di Roma”, che invece ha indicato con nome e cognome i 4 torturatori che hanno sottoposto ad interrogatorio Regeni, fino a provocarne la morte, nel tentativo di fargli confessare ciò che non poteva confessare per il semplice motivo che non aveva commesso ciò che gli veniva attribuito. Per cui appare ridicolo, oltre che provocatorio, attribuire la morte del giovane d una oscura manovra tesa a nuocere alle relazioni tra Egitto e Italia.

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