Il virus della mala politica cerca di allearsi con quello che affligge la Cina

di NUCCIO FAVA* – Fa un certo effetto questo nome affibbiato dai cinesi al virus malefico che  tanti guai ha già provocato in Cina e grande preoccupazione in tutto il mondo, mentre molto superficialmente a noi ricorda soprattutto una buona birra messicana servita con una fetta di limone nel collo della bottiglia.
Ma da ieri la notizia più straordinaria e di grande importanza è
che l’istituto Spallanzani, famoso per lo studio delle malattie infettive, ha
isolato il ceppo virale aprendo la strada al suo isolamento e alla
realizzazione di un fondamentale vaccino per la sua estinzione. La cosa
bella, se così posso dire, è che la scoperta è avvenuta per conto di un
istituto italiano e da un équipe di ricercatrici guidate dalla dottoressa
Capobianchi, studiose tutte e tre provenienti dal sud. Una piccola
consolante notazione in un paese che certo non manca di gravi problemi
nel mezzogiorno d’Italia e di ritardi e dispersioni nella progressione degli
studi.
In questo positivo contesto risulta ancora più modesta e dissonante
certa volontà politica davvero fuori spartito che coglie ogni appiglio, pur
misero, per aizzare polemiche e sviluppare critiche fuori luogo. Così ci
sono parse alcune critiche delle opposizioni circa i tempi nella
organizzazione dei soccorsi e delle iniziative necessarie. Anche se con una riunione immediata il presidente del Consiglio, il ministro della Salute e il capo
della Protezione Civile avevano già disposto le iniziative più urgenti per
coordinare con le autorità sanitarie i primi interventi, disporre l’aereo che
riportasse da Wuhan i nostri concittadini, prevedendone l’accoglienza alla Cecchignola, in adeguate strutture in isolamento.
La politica italiana non riesce a muoversi altro che per proteste e lamentazioni, quando non si tratti di scontri ancora più vivaci e strumentali. Tutto si mescola alla fine in un grumo di problemi che appaiono irrisolvibili, ciascuno con la propria tavola immodificabile di valori, mentre la politica dovrebbe essere la
capacità di trovare soluzioni rispettose in modo più alto delle differenti
esigenze, ma in una sintesi più ampia che contempli come suo fine
​proprio la realizzazione del bene comune, che non può mai essere la cruda
vittoria dell’uno contro l’altro. Alla scoperta del coronavirus si potrebbe allora
aggiungere anche il merito di avere contribuito a far fare un passo avanti alla
complicata situazione italiana e ai suoi problemi, che verranno in evidenza
già nei prossimi giorni.
*Nuccio Fava presidente della sezione italiana dell’Associazione Giornalisti Europei, è stato direttore del Tg1, del Tg3 e delle Tribune elettorali Rai

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