Il rito della Via Crucis del venerdì santo al Colosseo si è svolto per motivi prudenziali di salute senza Papa Francesco. Stonatura dell’ambasciatore ucraino per la scelta di una testimonianza di pace decisa dal Papa

Quest’anno il rito della Via Crucis del Venerdì Santo, celebrato al Colosseo, si è svolto senza la partecipazione di Papa Francesco per prudenziali motivi di salute, perciò a presiederlo è stato il cardinal vicario di Roma, Angelo De Donatis. Papa Francesco ha seguito l’evento restando collegato da Santa Marta per non esporsi alle basse temperature della serata. Sabato alle 19,30, però, sarà a San Pietro per la Veglia Pasquale.

Appena terminata la benedizione finale, alcuni presenti  hanno gridato frasi di incoraggiamento per Francesco. Alle celebrazioni hanno partecipato circa 20mila fedeli. Le persone che hanno tenuto la croce sono rappresentative delle aree per cui si legge la meditazione, non gli autori delle testimonianze, che invece sono state raccolte nel corso dei pellerinaggi apostolici del Pontefice in aree segnate dalla guerra.

Non poteva mancare, tuttavia, la stonatura dell’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, il quale si è permesso di  criticare aspramente la decisione di Papa Francesco (adottata come speranza di pace) di far leggere alla Via Crucis di stasera una testimonianza congiunta di un ragazzo russo e di uno ucraino.

Il primo racconta di aver perso il fratello nei combattimenti, e di non sapere più nulla del padre e del fratello, ma Yurach ha voluto sottolineare che il giovane ha… “dimenticato di dire che i suoi parenti sono andati in Ucraina per uccidere non solo il padre del ragazzo ucraino ma tutta la sua famiglia, e non viceversa“.

Si tratta del secondo sgarbo del genere da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Lo scorso anno la televisione di stato ucraina si rifiutò di trasmettere in diretta la Via Crucis per la decisione del Papa di far tenere la Croce, in una stazione, ad una ragazza russa e a una ucraina.
Sono “echi di pace che riaffiorano in questa ‘terza guerra mondiale a pezzi’, grida che vengono da Paesi e aree oggi dilaniati da violenze, ingiustizie e povertà. Tutti i luoghi dove si patiscono conflitti, odi e persecuzioni sono presenti nella preghiera di questo venerdì santo”.

Il Papa ha invitato il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, in Vaticano dopo avere ricevuto una lettera in cui sfogava la sua grande amarezza in seguito al doppio naufragio in acque maltesi che ha portato le salme di otto migranti sull’isola.

La stessa missiva-sfogo era stata indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il Pontefice lo ha fatto contattare invitandolo per un incontro che dovrebbe avvenire dopo Pasqua. Lampedusa, dieci anni fa, è stata la prima meta di un viaggio apostolico di Papa Francesco al di fuori del Vaticano. 

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