CORONAVIRUS/ Aggiornamento del 1° dicembre: su 182.100 tamponi 19.350 i contagiati, ma nelle ultime 24 ore sono morte altre 785 persone. In calo i ricoverati in terapia intensiva e coloro che sono in isolamento domiciliare

Sono 19.350 le persone risultate positive al coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia su 182.100 tamponi effettuati, con una percentuale di positivi che è scesa, rispetto a ieri, dal 12, 5%  al 10,6% , che nella conferenza stampa del Comitato tecnico scientifico è considerato un dato confortante, ma purtroppo bilanciato dal dato negativo del numero di morti molto alto: 785.

Inoltre sono 3.663 i pazienti in terapia intensiva in Italia, in calo di 81 unità rispetto a ieri, secondo i dati del ministero della Salute. I ricoverati nei reparti ordinari sono ora 32.811, in calo di 376 rispetto a ieri. In isolamento domiciliare ci sono 743.471, in calo di 8.069 rispetto a ieri.

Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nella consueta conferenza stampa del Comitato tecnico scientifico, ha ribadito che “i comportamenti individuali e collettivi determinano la probabilità di diffusione del virus. Quindi non ci sono scorciatoie perchè noi siamo i protagonisti. C’è stato uno sforzo straodinario in tempi molto brevi per poter mettere a punto dei vaccini anti-Covid, ma questo – ha detto Brusaferro – non vuol dire che vengono derogate procedure di sicurezza, quindi non parliamo di deroghe a meccasnismi di valutazione di sicurezza e di efficacia.

La fase 4 di farmacovigilanza sui vaccini anti-Covid è post autorizzazione commerciale e verrà eseguita come per altri vaccini”, ha detto a sua volta il professor Gianni Rezza – “e rispetto a un paio di settimane fa abbiamo una situazione in miglioramento, ma questo non vuol dire che sia una situazione di tranquillità, tutt’altro, perché trovare oltre 19mila positivi in un giorno vuol dire che siamo ancora su livelli molto elevati. Ricordo che la scorsa settimana l’incidenza era 700 casi per 100mila abitanti, una delle più alte in Ue dopo Svizzera, Austria e Slovenia”. “Abbiamo incidenze ancora elevate con un Rt che scende e un numero di test positivi che tende ad abbassarsi ma che è ancora molto elevato”.

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