di SERGIO TRASATTI/In un’estate romana caratterizzata da temperature torride che raggiungono punte di 38 gradi, assistiamo a un episodio vergognoso e intollerabile ai danni dei cittadini. Dreamland World, il parco divertimenti allestito all’EUR, dopo aver imposto un biglietto d’ingresso per accedere alle sue serate estive, arriva a far pagare ben 2 euro per una semplice bottiglietta d’acqua. Un fatto gravissimo, se si considera che l’idratazione è un bene primario e che eventi pubblici e privati dovrebbero garantire l’accessibilità all’acqua potabile, soprattutto in condizioni climatiche estreme. Invece, ci troviamo davanti all’ennesima speculazione sulle necessità fisiologiche delle famiglie, dei bambini, degli anziani e di tutti coloro che scelgono di partecipare a queste manifestazioni.
Assotutela ritiene inaccettabile che, in una manifestazione di tale portata, si lucri su un bene essenziale come l’acqua. Non si tratta di una questione di principio, ma di diritti fondamentali e dignità. È dovere morale e civile di ogni organizzatore assicurare condizioni di sicurezza e benessere per il pubblico. Invece, si assiste a una strategia commerciale che sfrutta il caldo per incrementare profitti, in spregio alle più basilari norme di tutela del consumatore.
Il commento del presidente di Assotutela. Michel Emi Maritato (foto a destra) a tal proposito ha dichiarato: “Rimango profondamente indignato di fronte a un atteggiamento del genere dove non viene minimamente garantita la salute pubblica in un luogo frequentato ogni giorno da migliaia di persone, tra cui centinaia e centinaia di bambini. Non esiste accesso ad acqua pubblica né una sola fontanella all’interno del parco, e gli avventori, anche in caso di sete o malore, sono costretti a pagare 2 euro per una bottiglietta d’acqua: un prezzo inaccettabile, ben sopra la media nazionale”.
Maritato accusa. Il presidente di Assotutela ha aggiunto: “È un comportamento gravissimo, che configura non solo una violazione dei diritti del consumatore, ma anche un potenziale rischio per la salute pubblica. Per queste ragioni, oltre all’esposto al Garante dei Consumatori, stiamo predisponendo anche un esposto alla Procura di Roma per comprendere le ragioni di questa vendita a prezzi incontrollati e fuori da ogni logica di tutela civica. In una città come Roma, che ambisce a essere capitale di eventi e cultura, non è più tollerabile che i cittadini vengano trattati come bancomat. L’acqua non è un lusso, è un diritto. E dove i diritti vengono violati, Assotutela è pronta a intervenire con fermezza e determinazione”. Come dargli torto?

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