Anche senatori e deputati e i loro collaboratori, come i membri del governo, dovranno esibire il green pass (o, in alternativa, il tampone). Al parlamentare che si rifiutasse si applica la censura con interdizione dai lavori parlamentari fino a 15 sedute con un costo economico di 250 euro al giorno

In alternativa al green pass, sarà richiesto un tampone molecolare o un test antigenico. Al deputato che dovesse rifiutarsi di esibire il documento verrà applicata la sanzione dell’articolo del regolamento interno di Montecitorio per i “fatti di eccezionale gravità che si svolgano nella sede della Camera, ma fuori dell’aula“: la “censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo da 2 a 15 giorni di seduta”. Oltre a impedire la partecipazione ai lavori parlamentari per il deputato che non si adegua, la sanzione ha anche un costo economico: circa 250 euro al giorno, pari alla diaria che non viene percepita quando non si partecipa alle votazioni. La verifica della certificazione verrà effettuata mediante l’utilizzo della App Verifica C19 con l’impiego di dispositivi digitali di proprietà del Senato della Repubblica

I parlamentari della componente de “l’Alternativa c’è” fanno sapere che si appresterebbero a presentare un ricorso  alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione allo scopo di “colpire  lo stesso impianto del decreto legge sull’obbligo nei posti di lavoro”.

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