7GIORNI IN SENATO/ Dai cittadini italiani a Londra al bilancio dello Stato, dal codice dello Spettacolo ai problemi dei Vigili del fuoco

di FRANCESCO MARIA PROVENZANO –

Lunedì 11 settembre niente Aula, che si riunirà martedì. Ho chiesto al senatore Aldo Di Biagio, membro del Cqie e relatore per l’indagine conoscitiva del Comitato in partenza per la missione a Londra con la commissione in cui affronteranno con il governo inglese la tutela dei nostri concittadini. Ecco che cosa mi ha detto: “Si svolgerà da oggi fino a giovedì 14 settembre la missione del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato della Repubblica nel Regno Unito nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle conseguenze della Brexit per la collettività italiana residente a cui partecipo in qualità del relatore. Si tratta di un’occasione irripetibile per conoscere nei dettagli lo scenario politico, sociale ed istituzionale entro il quale sta prendendo forma il complesso percorso della Brexit e le soluzioni percorribili per tutelare i diritti acquisiti dai nostri connazionali residenti. La concomitanza dell’inizio della nostra missione a Londra con la prima votazione della Camera Britannica sul progetto di legge che porrà fine alla preminenza della legislazione dell’Unione Europea su quella britannica, che dovrebbe annullare il Testo delle Comunità europee del 1972, alla cui sessione parlamentare avremo opportunità di assistere – spiega Di Biagio – rappresenta una segnale non trascurabile per il nostro lavoro di indagine e confronto istituzionale in un momento delicato e ricco di spunti di approfondimento di un fenomeno socio-politico tra i più complessi della storia dell”UE. L’agenda della missione sarà caratterizzata da diversi momenti di incontro dapprima presso la Scuola Italiana di Londra e nel pomeriggio presso la Camera dei Comuni – sottolinea – dove incontreremo Sir Edward Leigh, Presidente della Commissione di amicizia Italo-Britannica, l’on. Alberto Costa membro della medesima commissione, l’On. Hilary Benn. Presidente della Commissione parlamentare per l’uscita del Regno Unito dall’UE e l’on. Catherine West”.

Martedì 12 In apertura di seduta alle ore 16 il presidente Grasso ha espresso profondo cordoglio e commossa partecipazione al dolore per le otto vittime del nubifragio eccezionale che ha devastato la città Livorno nella notte tra il 9 e il 10 settembre. Il presidente del Senato ha richiamato quindi la necessità di una riflessione seria sugli effetti dei cambiamenti climatici e sulla salvaguardia del territorio. Dopo che l’Assemblea ha osservato un minuto di raccoglimento, hanno preso la parola i senatori Filippi (PD), Matteoli (FI-PdL), Sara Paglini (M5S), Alessia Petraglia (SI-Sel), Manuela Granaiola (Art.1-MDP), Mazzoni e Falanga (ALA), Crosio (LN) e Davico (FL).

La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori fino al 28 settembre, che potrà essere integrato dalla Nota di aggiornamento al DEF. Questa settimana saranno discussi i provvedimenti rendiconto 2016 e assestamento 2017, documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità e la delega per il codice dello spettacolo. Le senatrici De Petris (SI-Sel) e Guerra (Art.1-MDP) hanno chiesto il reinserimento in calendario del ddl sulla cittadinanza e il rinvio in Commissione del ddl di ratifica del CETA (trattato di libero scambio tra Canada e UE). Cappelletti (M5S) ha chiesto la calendarizzazione del ddl per l’abrogazione dei vitalizi. La senatrice Bignami (Misto) ha proposto l’inserimento del ddl sul caregiver (assistenza e cura dei familiari). Le proposte di modifica del calendario sono state respinte. La seduta è terminata alle ore 18:30.

Mercoledì 13 l’Aula ha iniziato i lavori alle ore 9:30 e lAssemblea ha avviato l’esame congiunto dei ddl n. 2874, Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2016, e n. 2875, Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2017. Il relatore,  Fravezzi (Aut), nell’illustrare il ddl n. 2874, ha segnalato che, con riferimento ai risultati della gestione di competenza, si registra un miglioramento dei saldi sia rispetto alle previsioni definitive come risultanti dalla legge di assestamento 2016, sia rispetto ai risultati conseguiti nell’esercizio 2015. Il relatore Guerrieri Paleotti (PD) ha illustrato il ddl n. 2875. Il complesso delle variazioni derivanti da atti amministrativi e che vengono proposte nel ddl in esame determina un saldo netto da finanziare in termini di competenza pari a circa 56 miliardi di euro, con un peggioramento di 17,4 miliardi rispetto al dato indicato nel disegno di legge di bilancio 2017 (38,6 miliardi); con riferimento al bilancio di cassa il peggioramento del saldo ammonta a circa 20 miliardi di euro con un saldo netto da finanziare che passa da 102,6 miliardi a 122,6. Per quanto riguarda le entrate finali, le previsioni assestate aumentano di 5,3 miliardi rispetto a quelle iniziali. Le previsioni assestate delle spese finali fanno registrare un incremento di 22,7 miliardi.

Le proposte di assestamento formulate con il disegno di legge in esame migliorano i saldi di finanza pubblica sia aumentando le entrate (+2,8 miliardi), sia riducendo le spese finali (1,6 miliardi) e il rimborso delle passività finanziarie (5 miliardi). I tre articoli del ddl intervengono su alcune disposizioni della legge di bilancio per l’esercizio finanziario 2017. A conclusione della discussione generale, nella quale sono intervenuti  Mandelli e Ceroni (FI-PdL), in replica il vice ministro dell’economia Morando ha osservato che i dati del rendiconto e in parte dell’assestamento testimoniano la fecondità dell’approccio delle scelte fondamentali di politica fiscale messe in atto in questi anni, che conciliano l’esigenza di consolidamento fiscale con il sostegno alla crescita. I dati dell’economia reale dimostrano che il sistema di incentivi agli investimenti privati vigente in Italia ai fini dell’incremento della produttività sta dando i suoi frutti. È vero, però, che si tratta di misure straordinarie che dovranno essere sostituite con interventi di carattere ordinario.

Sono stati quindi approvati tutti gli articoli del ddl n. 2874 e, respinti tutti gli emendamenti, l’articolato del ddl n. 2875. Sono stati altresì approvati quattro ordini del giorno. Le dichiarazioni di voto avranno luogo nella seduta pomeridiana. La seduta è terminata alle ore 12:30.

Nella seduta pomeridiana iniziata alle ore 16:30 L’Assemblea ha ripreso l’esame congiunto dei ddl n. 2874. L’Assemblea ha approvato i ddl n. 2874, Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2016, e n. 2875, Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2017. I due provvedimenti passano alla Camera.

Oggi pomeriggio hanno annunciato voto contrario nelle dichiarazioni finali  Davico (FL), Tosato (LN), Barani (ALA), Loredana De Petris (SI-Sel), Barbara Lezzi (M5S) e Azzollini (FI-PdL). Hanno annunciato voto favorevole  Lucrezia Ricchiuti (Art.1-MDP), Gualdani (AP) e Santini (PD). Le opposizioni hanno criticato la politica economica del governo. I Gruppi di maggioranza hanno invece posto l’accento sui dati Istat relativi alla ripresa e sui dati di finanza pubblica relativi al risparmio pubblico, alla persistenza dell’avanzo primario, alla riduzione della spesa per interessi e all’aumento delle entrate finali che attestano la tenuta dei conti pubblici e la ritrovata credibilità internazionale del Paese. La seduta è terminata alle 19:45.

Giovedì 14 l’Aula ha iniziato i lavori alle ore 9:30 e l’Assemblea ha avviato l’esame del ddl n. 2287-bis e connessi, recante Delega al governo per il codice dello spettacolo, nel testo proposto dalla Commissione istruzione. La relatrice, senatrice Di Giorgi, ha ricordato che la riforma dello spettacolo è attesa da trent’anni, essendo stata annunciata con l’istituzione nel 1985 del Fondo unico per lo spettacolo. Il provvedimento, nato dallo stralcio dell’articolo 34 della legge sul cinema, approvata il 6 ottobre 2016, è stato integrato in Commissione con il contributo significativo delle opposizioni: il testo proposto riconosce il valore formativo ed educativo dello spettacolo e lo promuovo quale fattore di sviluppo, coesione e identità culturale e ne riconosce il valore; detta criteri di semplificazione organizzativa e normativa; istituisce il Consiglio superiore dello spettacolo, che sostituisce la Consulta; aumenta le risorse, estendendo l’art bonus a tutte le forme di spettacolo; riconosce non solo le attività teatrali, liriche, concertistiche, corali, ma anche gli spettacoli di musica popolare, danza classica e contemporanea, i carnevali e le rievocazioni storiche, le attività circensi; responsabilizza i sovrintendenti rispetto alla gestione economica delle fondazioni lirico-sinfoniche; prevede che il 3 per cento del FUS sia destinato alle scuole; rivolge un’attenzione particolare alla qualità delle produzioni, all’internazionalizzazione e alla mobilità artistica, ai progetti e alle orchestre giovanili, all’aggiornamento tecnologico dei teatri.

Alla discussione generale hanno partecipato  Laura Fasiolo, Josefa Idem, Stefania Pezzopane, Elena Ferrara (PD); Giovanardi, Compagna (FL); Giro, Marin (FI-PdL); Tosato (LN); Manuela Granaiola (Art.1-MDP); Rosetta Blundo, Michela Montevecchi (M5S); Panizza (Aut); Bocchino (SI-Sel). L’esame degli emendamenti, sui quali manca il parere della Commissione bilancio, è rinviato ad altra seduta.

In apertura di seduta, Giovanardi (FL) ha criticato le dichiarazioni del presidente del Senato, riportate oggi dai mezzi di informazione: invitando il senatore Cuomo (PD) a scegliere entro oggi tra il mandato di sindaco o quello di senatore, il presidente Grasso avrebbe sconfessato l’operato della Giunta delle elezioni e delle immunità che, riunitasi ieri, aveva concesso tre giorni per l’opzione. La senatrice Lo Moro (Art.1-MDP) ha espresso disagio per il ritardo procedurale della Giunta.  Buemi (Aut) ha puntualizzato che nella procedura relativa all’incompatibilità non vi è stato alcun intento dilatorio. Cappelletti (M5S), invece, ha apprezzato l’iniziativa del presidente, ricordando che la lettera di dimissioni è stata inviata a fine luglio e che il 16 settembre il senatore Cuomo maturerebbe il diritto al vitalizio. La Seduta è terminata alle 13:30.

Nella seduta pomeridiana delle ore 16:30 si sono svolte le  interrogazioni: la sottosegretaria di Stato per la giustizia Chiavaroli, nel rispondere all’interrogazione 3-02749 di Del Barba (PD) sulle dimissioni del Garante dei detenuti del carcere di Sondrio, ha dato conto dell’attività ispettiva, normativa e organizzativa posta in essere dal ministro per migliorare le condizioni complessive dei detenuti e perseguire l’obiettivo del reinserimento lavorativo delle persone condannate. L’interrogante si è dichiarato soddisfatto. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Rughetti ha risposto all’interrogazione 3-03430 di Scibona (M5S) e altri sull’equipaggiamento dei Vigili del fuoco. L’interrogante ha giudicato insufficienti i fondi stanziati per l’equipaggiamento dei reparti che operano in situazioni di emergenza. Lo stesso sottosegretario, nel rispondere all’interrogazione 3-03942 della senatrice Bisinella (Misto) su iniziative in favore del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, ha dato conto delle procedure di assunzione in corso (301 unità a copertura del turn over entro il 31 dicembre); ha poi affermato che il governo ha espresso parere favorevole sulla proroga al 2018 della graduatoria del concorso indetto nel 2008 e che è in corso di definizione il decreto per la ripartizione del fondo istituito con la legge di bilancio 2017. L’interrogante si è dichiarata parzialmente soddisfatta. Orellana (Aut) ha comunicato di voler trasformare l’interrogazione 3-03326, sulla mobilità ferroviaria delle persone con disabilità, in interrogazione a risposta scritta, che prenderà il numero 4-08047. Il sottosegretario  Rughetti ha risposto infine all’interrogazione3-03141 della senatrice Simeoni (Misto) e altri sull’organizzazione di seminari di studio sulla riforma costituzionale da parte della Scuola nazionale dell’amministrazione. L’interrogante si è dichiarata insoddisfatta perché la ministra Madia, che è stata riconfermata nel governo Gentiloni, in contrasto con i suoi doveri istituzionali, ha impiegato risorse pubbliche per formare i dirigenti pubblici su una riforma non ancora in vigore, che è stata poi bocciata nel referendum. La seduta è terminata alle ore 17:30.

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