7GIORNI IN SENATO (n. 72)/ Le comunicazione del presidente Conte e il dibattito sull’azione per bloccare l’epidemia di coronavirus. Le informazioni del ministro dell’Istruzione sugli esami di Stato e l’esperienza della didattica a distanza

di FRANCESCO MARIA PROVENZANO/

Martedì 24 marzo l’Aula si è riunita alle ore 16. La Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha comunicato all’Assemblea la presentazione da parte del Governo del decreto-legge recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico connesso all’emergenza coronavirus. L’Assemblea ha poi osservato un minuto di silenzio per la senatrice Vittoria Bogo Deledda, venuta a mancare  ieri. In osservanza della regola, che prevede una specifica delega del Capogruppo, il Presidente non ha concesso la parola al sen. Di Nicola (M5S), ma ha assicurato che il problema del lavoro parlamentare in relazione all’emergenza sarà affrontato dalla Conferenza dei Capigruppo, già convocata al termine della seduta. Il Senato tornerà a riunirsi mercoledì 25 marzo alle ore 15 per comunicazioni del Presidente del Consiglio. La seduta è terminata alle ore 16:30.

Mercoledì 25 – L’Aula ha iniziato i lavori alle ore 10:00 e il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha reso ( come aveva già fato alla Camera il giorno precedente) un’informativa sulle iniziative del Governo per fronteggiare l’emergenza derivante dal diffondersi dell’epidemia da COVID-19, che ha innescato una crisi senza precedenti e impone al Paese una prova durissima, sul piano sanitario, economico e sociale. Il Presidente del Consiglio ha ricordato che il Governo, d’intesa con le autorità sanitarie, ha agito con determinazione e speditezza assumendo misure preventive (interruzione dei voli, tracciamenti, isolamenti, chiusura delle scuole, distanziamento sociale) prima di altri Paesi e prima della dichiarazione di emergenza internazionale dell’Oms. Per la prima volta dal secondo conflitto mondiale, sono state ristrette attività produttive e libertà costituzionalmente tutelate (libertà di circolazione, di riunione, di partecipazione a pratiche religiose): il Governo ha operato, sulla base dei dati del comitato tecnico-scientifico, ispirandosi ai principi di adeguatezza, precauzionalità, mitigazione del rischio, ha però coinvolto anche le Regioni e le parti sociali. Il Presidente del Consiglio ha ricordato tutti i decreti emanati, il protocollo per la sicurezza sui luoghi di lavoro, la sospensione (di complessa elaborazione in ragione della forte interconnessione) delle attività produttive e commerciali. Considerata la straordinarietà ed eccezionalità dell’evento, ha previsto l’invio dei DPCM alle Camere e l’obbligo di riferire ogni 15 giorni. Il decreto cura Italia è stato emanato dopo un tavolo tecnico con le opposizioni e un confronto preventivo con il Ministro dell’economia. Lo stesso metodo sarà seguito per il prossimo decreto-legge: il Ministro per i rapporti con il Parlamento avrà mandato di raccogliere indicazioni delle opposizioni. Saranno concordate misure riparatorie e di rilancio condiviso. Il Presidente Conte ha segnalato le difficoltà di approvvigionamento dei dispositivi sanitari a causa del blocco delle esportazioni e dell’alterazione dei prezzi: il Governo sta riconvertendo la filiera interna per aumentare la produzione e ha sottolineato che i 50 milioni di euro di aiuti di Stato sono stati autorizzati dalla Commissione europea. Il decreto Cura Italia prevede la sospensione dei versamenti tributari e delle ritenute d’acconto nelle zone più colpite dall’epidemia e il trasferimento di 500 infermieri.

Il Governo – ha assicurato Conte – non dimenticherà l’impegno profuso dagli operatori sanitari. Dopo il voto parlamentare sullo scostamento dell’Italia dall’obiettivo di medio termine, la Commissione europea ha confermato che i 25 miliardi per il piano sono esclusi dal Patto di stabilità. Il decreto cura Italia ha individuato quattro ambiti di intervento: potenziamento sanitario, sostegno ai redditi, liquidità, sospensione dei versamenti fiscali e contributivi. Tre miliardi sono stanziati per l’assunzione del personale sanitario; undici miliardi per gli ammortizzatori sociali; la cassa integrazione è estesa all’intero territorio per tutti i dipendenti, anche lavoratori atipici e autonomi; sono sospesi i licenziamenti.

Per garantire liquidità al mondo produttivo sono previsti: la moratoria dei prestiti per tutte le imprese, il potenziamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, la garanzia dello Stato tramite la Cassa depositi e prestiti per le imprese maggiori, incentivi alla cessione di crediti incagliati. E’ costituito un fondo per l’internazionalizzazione delle imprese e il sostegno alle esportazioni.

Il decreto cura Italia è solo il primo passo dell’emergenza. Per il sostegno alla liquidità e al credito servono stanziamenti aggiuntivi non inferiori a 50 miliardi di euro. La semplificazione normativa, amministrativa e burocratica è necessaria per una terapia d’urto che acceleri gli investimenti pubblici e privati, una volta usciti dalla fase acuta d’emergenza. Lo shock esogeno va trasformato in opportunità di crescita equa e sostenibile. L’emergenza ha evidenziato l’importanza di preservare filiere cruciali per la sicurezza nazionale e la necessità di tutelare industrie strategiche alla luce di potenziali rischi informatici, sanitari, geopolitici. Ha mostrato inoltre che è necessaria e possibile una trasformazione digitale del lavoro e della scuola; occorre quindi potenziare la connettività e l’innovazione tecnologica. La BCE ha portato a 750 miliardi il programma di acquisto dei titoli. Una recessione dura e severa investirà l’Europa e l’eurozona deve evitare la frammentazione finanziaria soprattutto con riferimento ai titoli pubblici. L’impatto della pandemia richiede alla governance europea un salto di qualità nel segno del coordinamento e della solidarietà e risposte tardive saranno inutili: l’Europa deve essere unita e disponibile a fare tutto ciò che è necessario e ripensare gli strumenti: nessuno degli strumenti disponibili è infatti idoneo, occorre lavorare a strumenti di debito comune dell’eurozona. Si è ragionato di coronabond, il Presidente Conte, che preferisce chiamarli european bond, ha portato avanti un’iniziativa condivisa che ribadirà oggi nella videoconferenza G20 e nel vertice del Consiglio europeo.

Alla relazione del presidente Conte è seguito il dibattito. Il senatore Casini (Aut) ha evidenziato il tema delle alleanze geopolitiche e ha auspicato l’istituzione di una task force per la ripresa economica. Renzi (IV) ha invitato il Governo a concentrare le misure straordinarie in pochi provvedimenti esaltando la decisione di Trump di stanziare 2000 miliardi di euro per fronteggiare l’emergenz negli Stati Unitia. La senatice Rauti (FdI) ha ricordato il minimalismo iniziale e il ritardo di 25 giorni intercorso fra la dichiarazione, il 31 gennaio, dello stato di emergenza e l’adozione di misure speciali per le zone rosse; ha quindi suggerito la formazione di una cabina di regia parlamentare. La senatrice De Petris (Misto-LeU) ha posto l’accento sul sostegno alle amministrazioni locali e sulla condivisione europea del debito. Il sen. Marcucci (PD) ha invitato l’opposizione a collaborare e a non presentare emendamenti bandiera al decreto cura Italia. Il sen. Salvini (L-SP) ha enumerato alcune esigenze concrete: gli stipendi, i redditi delle partite Iva, i ventilatori e le mascherine, i servizi degli enti locali, e ha invitato il Governo a scongiurare un’emergenza rifiuti. La senatrice Bernini (FI) ha manifestato volontà di collaborare, chiedendo il rinvio dei pagamenti fiscali alla fine dell’emergenza, liquidità immediata per lavoratori e imprese, protezione dei settori strategici del Paese. Il sen. Perilli (M5S) ha invitato l’opposizione alla coerenza tra dichiarazioni di responsabilità e comportamenti; ha inoltre appoggiato la soluzione degli eurobond, escludendo il ricorso al Mes che imporrebbe al Paese pesanti condizioni. La Presidente del Senato ha espresso profondo cordoglio per le vittime dell’epidemia e ha auspicato una forte collaborazione e un dialogo costruttivo in Parlamento per il bene e la sicurezza del Paese. L’Assemblea ha quindi osservato un minuto di raccoglimento.

La Presidente Caellati e il senatore Fenu (M5S) hanno poi ricordato la senatrice Bogo Deledda, scomparsa il 17 marzo. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che la discussione in Aula del decreto-legge sull’emergenza sanitaria inizierà mercoledì 8 aprile, la prossima settimana il decreto sarà esaminato in Commissione bilancio. L’Assemblea si riunirà il 1° aprile alle 9,30 per un’informativa del Ministro della salute. Il sen. Romeo (L-SP) ha proposto che il Presidente del Consiglio renda comunicazioni sugli strumenti europei per fronteggiare la crisi affinché l’Aula possa votare una risoluzione per escludere il ricorso al Mes. Preannunciando l’astensione sul calendario, la senatrice Bernini (FI) ha auspicato l’approvazione di uno scostamento di 50 miliardi e una discussione sugli strumenti europei per fronteggiare l’emergenza. La senatrice Rauti (FdI) ha chiesto comunicazioni del Presidente del Consiglio sul Mes e sul progetto economico. La proposta di modifica del calendario è stata respinta.

Il Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina ha reso un’informativa sulle iniziative concernenti la prosecuzione dell’anno scolastico in corso. Ha passato in rassegna le norme dei diversi decreti, ricordando la sospensione di tutti i servizi educativi e scolastici, la limitazione ad attività indifferibili della presenza fisica negli uffici amministrativi, la sospensione delle procedure concorsuali, la didattica a distanza, la conservazione della validità dell’anno scolastico 2019-2020. Si tornerà a scuola se e quando le condizioni lo permetteranno. Ha quindi fornito i dati relativi alle scuole che hanno attivato la didattica a distanza (67 per cento) e ha precisato che sono stati stanziati 85 milioni per il potenziamento delle piattaforme per l’apprendimento a distanza e per dispositivi digitali individuali, in comodato d’uso, per gli studenti meno abbienti; 8,2 milioni aggiuntivi sono stati destinati al lavoro di supporto degli animatori digitali.

Il Ministro ha assicurato la proroga dei contratti del personale docente e del personale Ata e sta approntando indicazioni operative per la valutazione intermedia e finale. L’esame di Stato sarà serio e l’orientamento è di proporre commissioni interne con un solo membro esterno. Nel successivo dibattito, la senatrice Ronzulli (FI) ha sollecitato chiarezza e ha chiesto al Ministro come saranno recuperate le competenze perdute; il senatore Faraone (IV) ha ribadito la contrarietà al 6 politico e ha invitato il Ministro a semplificare la burocrazia e a utilizzare la TV; anche il senatore Cangini (FI) ha proposto l’utilizzo della TV per la didattica a distanza; i senatori Iannone (FdI) e Verducci (PD) hanno evidenziato le disparità sociali e territoriali della didattica a distanza, nonostante gli ingenti sforzi dei docenti; il senatore Moles (FI) ha messo in evidenza le lacune della didattica a distanza e i rischi di abbandono scolastico; il sen. Buccarella (Misto), ritenendo prioritario non far perdere agli alunni l’anno scolastico, ha chiesto al Ministro di consultare le parti coinvolte; il sen. Pittoni (L-SP) ha suggerito la sostituzione dell’esame di Stato con la valutazione dei crediti, ha chiesto la stabilizzazione dei docenti precari per avviare il prossimo anno scolastico, ha invitato il Ministro a ritirare il decreto sulla mobilità del personale; la senatrice Maiorino (M5S) ha espresso apprezzamento per il lavoro dei docenti e le iniziative del Ministro. La seduta è terminata alle ore 17:30.

L’Aula tornerà a riunirsi il 1° aprile alle ore 9:30 con il seguente ordine del giorno: Informativa del Ministro della salute sulle iniziative di competenza del Ministero della salute per fronteggiare l’emergenza epidemiologica del COVID-19.

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