Il giallo della polizza di Romeo usata per indagare la Raggi

Come era prevedibile, il giallo delle polizze vita di Salvatore Romeo ha portato a uno sbocco ormai prevedibile: la sindaca Virginia Raggi è indagata  per aver firmato (ma questo è ben noto) per aver firmato la delibera che il nove agosto determinò la promozione dello stesso Salvatore Romeo. Il reato ipotizzato è quello di concorso in abuso d’ufficio con il suo ex capo della segreteria politica, che poi si è dimesso. A sua volta Romeo ha ricevuto un invito a comparire per essere interrogato in settimana.

Alla riunione di giunta, presieduta da Virginia Raggi, in cui fu deciso l’incarico a Romeo, presero parte gli assessori Baldassarre, Berdini, Marzano, Meleo, Minenna e Muraro. Oltre alla nomina di Romeo fu decisa, tra le altre, anche quella di Andrea Mazzillo, assessore al bilancio. Nella deliberazione di fatto si indicava la mansione di Romeo: “attività di supporto nell’ambito dell’Ufficio di diretta collaborazione della sindaca”. Per lo stipendio invece veniva usata questa formula:  “trattamento economico lordo parametrato a quello dirigenziale terza fascia di retribuzione” legato al Contratto integrativo dei dirigenti di Roma Capitale. Una dicitura poco comprensibile ma che di fatto triplicava l’emolumento di Romeo. Inoltre l’atto non venne passato al vaglio del Gabinetto per verificarne la legittimità. Questo sostanzierebbe il presunto l’abuso contestato a Raggi e Romeo. Tuttavia bisogna aggiungere che poi la delibera venne sottoposta dal sindaco all’autorità Anticorruzione di Cantone, che ordinò la decurtazione dello stipendio di circa 20mila euro mensili.

La notizia della polizza assicurativa sulla vita, sottoscritta  – come le altre sei – senza avvertirne gli intestatari ,era venuta fuori il 3 febbraio quando Virginia Raggi venne interrogata in un ufficio esterno alla Procura sull’ipotesi di abuso di potere per la nomina a dirigente del dipartimento Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di quel Raffaele Marra che era stato nominato dalla sindaca prima vice capo di gabinetto e poi capo del personale del Comune di Roma, finché non è finito in carcere per i suoi rapporti con un costruttore quando era funzionario del Campidoglio durante la giunta Alemanno (cosa che si è appresa solo oggi).
Ma quello della polizza – venuto alla luce mentre la Raggi veniva interrogata dai magistrati – è un giallo che si è fatto ancora più giallo perché si appresero in nottata due particolari. Primo: la Raggi non sapeva nulla di essere intestataria della polizza. Secondo: una ex fidanzata di Romeo, anche lei grillina, Alessandra Bonaccorsi (con lui nella foto qui accanto), è stata anche lei intestataria di una polizza sottoscritta da Romeo e rivela che costui aveva intestato altre polizze ad attivisti del M5s, per un totale almeno di 90mila euro. Per quale motivo? Con quale scopo? Con quali soldi?
Addirittura l’abuso d’ufficio della Raggi passa in secondo piano rispetto alla notizia, diffusa dai siti del Fatto Quotidiano e dell’Espresso, che la Raggi è la beneficiaria, dal gennaio del 2016, di una polizza vita sottoscritta tempo prima da Salvatore Romeo, nominato  capo della segreteria del sindaco con forte aumento di stipendio e poi costretto a dimettersi.La polizza prevede che alla morte di Romeo la Raggi (entrambi nella foto) avrebbe diritto di incassare una cifra dell’importo di circa 30 mila euro. “La Procura di Roma ha scoperto – scrive il Fatto – l’esistenza della polizza nell’ambito delle indagini sulle nomine in Campidoglio. Inizialmente il beneficiario in caso di morte indicato da Romeo non era Virginia Raggi: quando ha sottoscritto il contratto, alcuni anni fa, Romeo aveva indicato come beneficiario un’altra persona. Per alcuni anni il funzionario del comune di Roma ha pagato regolarmente i premi permettendo così l’accumulo del capitale da riscuotere al momento della sua morte. Poi nel gennaio del 2016 il colpo di scena: Romeo muta il beneficiario. In caso di morte del funzionario del comune di Roma il soggetto che può incassare la somma accumulata è Virginia Raggi che di lì a poco si presenterà alle cosiddette “comunarie”, cioè le primarie online interne al Movimento per essere poi candidata alla carica di sindaco di Roma”.”La sindaca  – fa notare il Fatto – potrebbe non essere mai stata informata di questo atto di generosità futura da parte del suo collaboratore. In altri termini, quando Raggi ha deciso il cambio di posizione e l’aumento di stipendio per Romeo (a luglio) poteva non sapere di essere stata scelta sei mesi prima come beneficiaria di una polizza vita dal suo nominato. Le domande che certamente i pm si staranno ponendo sono molte: perché Romeo sceglie come beneficiaria della polizza sulla vita Virginia Raggi? Perché lo fa solo nel gennaio del 2016, anni dopo la sottoscrizione? Il sindaco lo sapeva? Era possibile un riscatto del contratto assicurativo in vita di Romeo e – se sì – a quali condizioni?”.Anche se ciascuno è libero di fare quel che vuole con i propri soldi, va affermato che, in questo caso, la questione della polizza esce dalla sfera privata a causa della nomina successiva di Romeo, effettuata a luglio, anche se 5 mesi dopo viene seguita dalle dimissioni, quando esplode il caso di Raffaele Marra, arrestato per corruzione in seguito a fatti avvenuti quando operava per la giunta del sindaco Alemanno.
Ma è singolare anche il racconto che la Boncaccorsi fa a un cronista di Repubblica.  «Sei-otto mesi dopo che ci siano conosciuti, lui mi chiama e mi chiede di prendere un caffè sotto casa. Lui andava sempre di corsa. Io scendo. E al bar mi consegna una cartellina. La apro e vedo che dentro ci sono dei documenti bancari. Che cos’è? chiedo. E lui: “È un investimento che potrai incassare se mi dovesse succedere qualcosa”. Credo mi avesse intestato 10mila euro. Io sono rimasta interdetta. Molto a disagio. Anche perché si parlava della sua morte. Non era esattamente il regalo che ti aspetti da uno con cui stai”. Ma lui mi disse che è una cosa che aveva già fatto con altri suoi amici estranei al giro della politica. Persone a cui teneva. E io mi convinsi che non essendo mai stato sposato, non avendo figli e trattandosi di un tipo parsimonioso, aveva fatto dei risparmi che aveva pensato di impiegare così».
La Bonaccorsi dice che se ne era persino dimenticata e non ricorda nemmeno se quel pomeriggio quella cartellina la riprese lui o la tenne lei. E spiega così la sua dimenticanza:  «Io e Salvatore ci siamo conosciuti per caso a fine 2012, a scuola di mio figlio, dove lui una volta a settimana veniva a prendere una sua nipotina. Abbiamo iniziato a frequentarci e, strada facendo, per caso, ci siamo accorti che eravamo entrambi simpatizzanti del Movimento….Poi abbiamo avuto una storia da febbraio 2013 ad agosto 2014».
Poi è arrivata una prima spiegazione (che spiega poco) dello stesso Romeo. Il quale dice: “Ho scelto Virginia Raggi come beneficiaria di una polizza vita per una grande stima e amicizia”, ma “non c’è stata e non c’è alcuna relazione” tra noi.  “L’ho indicata come beneficiaria – in caso di mia morte – di una polizza da 30mila euro il 26 gennaio 2016, quindi prima che fosse anche candidata sindaco”. “Sottolineo che la sindaca così come gli altri beneficiari non erano a conoscenza del mio operato fino a ieri” scrive. Infine: “Mi dispiace aver danneggiato lei e tutto il M5S”. Inoltre assicura che i soldi erano i suoi e che non è un prestanome di nessuno.”
LA RAGGI: “Via quella polizza!”. “A Romeo chiederò perché non mi ha avvertito. E quando lo vedrò gli chiederò di cambiare il beneficiario della polizza perché solo l’idea mi mette ansia”. Così la sindaca Raggi nel programma di Mentana su La7. La Raggi sottolinea:”non ho chiamato Romeo” dopo aver saputo delle polizze a lei intestata”ero arrabbiata,ma lo hanno fatto i miei legali”. E pPoi: “Chi diffonde notizie false ne risponderà in tribunale”. Dimissioni? “Non posso dire di non averci pensato ma abbiamo un grande progetto progetto per Roma”.

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