TEMPI SUPPLEMENTARI 2.0/ Modric strappa a Cristiano Ronaldo il Pallone d’oro. Campionato: il Napoli non molla, vince a Bergamo e resta in scia della Juventus. Arbitri, Var e il “Protocollo fantasma”

di FABIO CAMILLACCI/ Un lunedi speciale, un lunedi ricco. Modric vince il Pallone d’oro, il Napoli nel “Monday Night” della 14° giornata di Serie A espugna Bergamo e tiene il passo della Juventus capolista, mentre gli arbitri implodono e arrossiscono di vergogna dopo il “j’accuse” firmato Francesco Totti. Ma procediamo con ordine. Fake news o depistaggio la notizia diffusa un po’ di giorni fa? Autorevoli testate giornalistiche transalpine infatti ci avevano lasciato intendere che il Pallone d’oro 2018 se lo sarebbero giocato Mbappè, Modric e Griezmann. Cioè, avrebbe sicuramente vinto uno di questi tre: a girare, come quando un tempo si giocava la Tris al Totip. Quindi, Cristiano Ronaldo clamorosamente giù dal podio. E invece, il prestigioso riconoscimento se lo aggiudica sì uno di quel “trio maravilla”, Luka Modric, ma CR7 c’è e si prende la piazza d’onore alle spalle del meraviglioso centrocampista del Real Madrid. Medaglia di bronzo a Griezmann, campione del mondo con la Francia. Quindi ha ragione Donald Trump: fake news! Nell’era dei social, purtroppo, le “bufale” sono all’ordine del giorno, soprattutto del web. Modric è dunque il primo croato della storia a vincere il Pallone d’oro, interrompendo il dominio incostrastato di Cristiano Ronaldo e Messi che andava avanti dal 2008. Il 20enne Mbappé, dal canto suo, si porta a casa il Trofeo Kopa. E’ giovane e forte, e avrà tempo e modo di  vincere il Pallone d’oro.

La consegna del premio nella sede di France Football. Modric è anche il primo calciatore dell’ex Jugoslavia ad aggiudicarsi il trofeo di miglior calciatore del mondo in un anno solare. Davor Suker, esattamente 20 anni fa, si fermò al secondo posto dietro a Zinedine Zidane campione del mondo con la Francia nel 1998. Modric, nel ricevere il pallone dorato dal talento francese David Ginola, oggi 51enne, commenta: “È un’emozione unica. Ringrazio i miei compagni e tutte le persone che lavorano con me al Real Madrid e nella Croazia. E poi mia moglie, la mia famiglia, che mi permettono di lavorare con serenità. Da bambino avevo il sogno di giocare in un grande club, ora sono andato anche al di là del sogno”. Poi sul grande schermo arriva anche il messaggio di mamma e papà Modric, emozionatissimi. “Sei il mio genio”, dice suo padre Stipe. “Mio sole”, continua mamma Radojka. Luka però non si commuove, resta freddo, mantiene l’aplomb che lo caratterizza da sempre.

L’ entusiasmante 2018 di Luka Modric. Con il Real Madrid ha vinto la Champions League per il terzo anno di fila, mentre con la Croazia ha raggiunto la finale del Mondiale, cedendo poi alla Francia. A titolo individuale, Modric quest’anno si è aggiudicato anche: il Pallone d’oro dei Mondiali, il Best Fifa men’s player, l’Uefa men’s player of the year, il premio di miglior costruttore di gioco dell’anno dell’Iffhs e quello di miglior centrocampista agli Uefa Club Football Awards. Inoltre, è stato inserito nella squadra ideale 2018 della Uefa Champions League per il terzo anno consecutivo, nell’undici ideale Fifa Fifpro World XI per la quarta volta di seguito e nell’All Star team del Mondiale. Scusate se è poco. Mbappè invece si consola col premio Kopa. Il fenomeno del Paris Saint Germain, grande protagonista ai Mondiali, chiude ai piedi del podio del Pallone d’oro, seppur davanti a Leo Messi, ma si prende il primo “Trofeo Kopa” assegnato al miglior calciatore Under 21 del panorama mondiale. Chiudiamo con una considerazione: il Real Madrid si conferma il club più potente del pianeta a livello di forza politica e di sponsor. Cristiano Ronaldo passa dalle “Merengues” alla Juve e cede lo scettro a un altro madridista. Non è un caso.

“Monday Night”, il Napoli di Ancelotti non molla. Atalanta-Napoli finisce 1-2: decide Milik nel finale. Il polacco entrato in campo negli ultimi minuti di gioco, si trasforma in poco tempo (85′) nel “man of the match” della gara allo stadio Atleti Azzurri d’Italia, dopo le reti di Fabian Ruiz e Zapata. I partenopei restano pertanto a -8 dalla Juventus rullo compressore, restituiscono un pizzico di dignità a un campionato “morto” prima di cominciare, e staccano l’Inter portandosi a +3 sui nerazzurri. Ancelotti bravo e fortunato: a pochi minuti dal termine, il tecnico di Reggiolo inserisce Milik e toglie Mertens. Il polacco gli regala 3 punti pesanti, presi su un campo difficile. Non a caso Don Carlo in partenza rinuncia al turnover schierando la formazione titolare, ovvero quella che ha utilizzato, fin qui, in Champions League. Maksimovic esterno destro basso. La scelta dei migliori, ovviamente, certifica l’importanza di una gara che il Napoli sapeva di non poter fallire per restare sulla scia della Juventus.

Bufera Totti su arbitri e Var: il capo dei fischietti dà ragione all’ex Capitano della Roma. Il presidente dell’Aia Marcello Nicchi ha voluto dire la sua riguardo agli episodi tanto discussi di Roma-Inter, posticipo domenicale della 14ª giornata di Serie A: “Non riesco a capire come si sia potuto fare un errore del genere; una svista inconcepibile. Di questo se ne occuperà il designatore Rizzoli, ora cerchiamo di voltare pagina e tornare a parlare di calcio”. Dichiarazioni a dir poco seccate quelle di Nicchi, che dunque ha ammesso la gravità della questione: Fabbri, addetto alla Var nel match dell’Olimpico, avrebbe dovuto richiamare l’attenzione dell’arbitro Rocchi in occasione dell’intervento falloso su Zaniolo. Toccherà quindi a Rizzoli valutare eventuali conseguenze.

Rizzoli e il male dei mali: la discrezionalità degli arbitri che diventa “protocollo”. Non potendo negare l’evidenza, il designatore dichiara: “C’è poco da dire, è stato un errore. La cosa da sottolineare è che non va aggredito un protocollo, tante volte ci sono errori umani, sicuramente si lavorerà per migliorare. L’analisi degli errori spetta a me e la farò io. Gli errori, una volta definiti, servono per capire su cosa migliorare. Abbiamo un progetto dal punto di vista tecnologico, e delle migliorie da apportare al regolamento”. Un democristiano d’altri tempi, più che un designatore. Caro Rizzoli, caro Nicchi, cari arbitri: servono regole chiare da applicare senza interpretazione o discrezionalità. Cosa è successo? Semplice. Irritati dall’introduzione della tecnologia, i fischietti si sono inventati il cosiddetto “protocollo”. E allora a Rizzoli e a tutta la classe arbitrale, consiglio un bel film in cui, da doppiatore, ho avuto il piacere di interpretare un personaggio. Un film della saga “Mission Impossible” con Tom Cruise: “Protocollo fantasma”.

 

 

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