TEATRO/ La papessa a Roma. Sic Transit Gloria Mundi al DOIT festival

di FEDERICO BETTA

Fino al 9 aprile, nella nascostissima ma accogliente saletta di Ar.Ma Teatro a Roma, si alterneranno dodici eventi tra teatro, reading e concerti nell’ambito di DOIT (Drammaturgie Oltre Il Teatro), rassegna a cura di Angela Tarlasca e Cecilia Bernabei.

Il festival è un concorso che si concluderà con una cerimonia di premiazione aperta al pubblico proprio il 9 aprile. Gli spettacoli in gara sono provenienti da tutta Italia, alcuni premiati in altri concorsi e due anteprime nazionali.

Il 16 e 17 marzo è andato in scena l’originalissimo Sic Transit Gloria Mundi, un monologo prodotto da Ippogrifo Produzioni, per la regia di Alberto Rizzi. Lo spettacolo prende le mosse da una domanda che a prima vista sembra quasi ingenua: come mai le donne non possono diventare Papa? In una battente scrittura che si sviluppa come un trattato, tra racconto filologico di feroci non sense e precisione chirurgica con la quale mostra le maldestre difese della più antica istituzione umana, il testo è un meccanismo ben oliato che alterna dottissime citazioni e battute molto divertenti.

La vera e propria maratona fisica dell’attrice è leggera come una danza, e Chiara Mascalzoni è sempre a suo agio in personaggi diversissimi, resi alla perfezione con dettagli e minimi particolari. Muovendosi disinvolta, alleggerisce il fiume di parole con la sapienza di chi padroneggia il teatro fisico e l’interpretazione naturalistica. Diretta da una regia millimetrica, che sfrutta quattro sedie come fossero tutti i luoghi del mondo, l’attrice riesce anche ad aprire convincenti squarci di verità, la Maddalena e il discorso finale di una possibile eletta papessa sono prove che rimangono impresse.

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