INSALATA RUSSA 2.0/ Maradona, una furia con l’Argentina. Serbia, attacco ad arbitro e Var mentre tiene banco il caso Shaqiri. Pokerissimo Belgio, Messico in estasi

di FABIO CAMILLACCI/ Ai Mondiali proseguono le partite della fase a gironi, ma a livello mediatico continua a tenere banco la crisi dell’Argentina. Diego Armando Maradona, primo tifoso della Seleccion in Russia ha detto: “Ho una rabbia dentro che mi esplode il petto: quest’Argentina non sa a cosa giocare, non ha soluzioni per nulla, né a centrocampo né in difesa né in attacco”. Intervistato per la trasmissione “La mano del Diez” su “Telesur”, Maradona ha criticato duramente il c.t. Sampaoli: “La gente credeva che Sampaoli risolvesse i problemi con i computer e i droni. Uno che ha indossato la maglia dell’Argentina non può vedere la propria nazionale battuta da una squadra croata che non è la Germania, non è il Brasile, non è l’Olanda, né la Spagna. La sconfitta ha un colpevole, il presidente della Federcalcio argentina Claudio Tapia. L’Afa è gestita da persone che non sanno nulla di calcio, hanno lasciato la squadra alla deriva”. Diego torna sull’obiettivo Sampaoli e assolve il suo “erede” Messi: “Tutti credevano che avrebbe risolto il problema tecnico del gioco con i computer, con i droni, con 14 assistenti. Invece l’Argentina non sa come gioca, non ha soluzioni né a centrocampo, né in difesa o in attacco. Messi? Leo ha giocato come ha potuto. Mentre tutti oggi lo accusano, dico che Leo ha giocato come doveva, come poteva giocare. È difficile risolvere i problemi dei compagni di squadra”.

Accuse ad arbitri e Var: “I serbi vittime di una giustizia selettiva”. Il c.t. della Serbia, Mladen Krstajic, ha attaccato la Var utilizzando questi termini, riferendosi al rifiuto dell’arbitro tedesco Brych di visionare la moviola in campo venerdi, nella partita persa con la Svizzera, dopo un episodio più che dubbio ai danni dell’attaccante Mitrovic. Il commissario tecnico rincara la dose: “Purtroppo solo i serbi, a quanto pare, vengono condannati sulla base di una giustizia selettiva. Prima il maledetto Tribunale internazionale penale dell’Aja, oggi nel calcio il Var”. Note storiche: la dirigenza serba ha sempre sostenuto che il Tribunale dell’Aja, chiamato a giudicare i crimini nella ex Jugoslavia, sia stato un organismo fondamentalmente politico e antiserbo, impegnato sopratutto a perseguire i criminali serbi ma molto più clemente nei confronti dei criminali croati e bosniaci musulmani. I serbi, sull’episodio del rigore negato a Mitrovic, hanno inoltrato un ricorso alla Fifa protestando per il rifiuto, a loro dire “inspiegabile”, di Brych a consultare il Var.

Polemiche politiche su Shaqiri. “Penso sia stata solo emozione. Sono molto felice per il gol, nient’altro. Non penso che dobbiamo parlarne adesso”, Xherdan Shaqiri tenta di abbassare il tono della polemica dopo il gol più politico del Mondiale. Shaqiri ha segnato il 2-1 per la Svizzera contro la Serbia al 90′ e ha festeggiato con il gesto dell’aquila, simbolo sulla bandiera albanese. Lo stesso aveva fatto dopo l’1-1 Granit Xhaka, altro nazionale svizzero nato da una famiglia kosovara: “A essere onesto non mi interessava l’avversario – ha detto Xhaka alla fine -. Era per il mio popolo che mi ha sempre sostenuto, per la mia patria, per i miei genitori”. Il Kosovo, ex provincia serba a maggioranza albanese, è indipendente dal 2008 ma non è riconosciuto dalla Serbia. È clamoroso che siano stati proprio Xhaka e Shaqiri a ribaltare la partita decisiva per la qualificazione nel gruppo del Brasile. Vladimic Petkovic, c.t. della Svizzera, bosniaco con origini croate, con una critica più o meno diretta ai suoi uomini-partita ha provato a smorzare i toni: “Posso ripetere solo quello che ho detto in passato, non bisognerebbe mai mischiare politica e calcio. È chiaro che le emozioni vengono in superficie ed è stato quello che è successo. Penso che dovremmo concentrarci su questo sport, un bellissimo gioco che unisce le persone”.

I Mondiali sul campo, il calcio giocato. Corea del Sud-Messico 1-2: la squadra di Osorio vola. Nel secondo turno del Girone F, il Mexico vince con le reti di Vela su rigore e del “Chicharito” Hernandez ed è primo a punteggio pieno. Inutile il gran gol di Son nel recupero. Continua dunque il momento magico del Messico di Juan Carlos Osorio. Dopo la vittoria sulla Germania, i messicani hanno concesso il bis nella seconda partita piegando la Corea del Sud. Partita sbloccata al 26′ da Vela, su rigore concesso per ingenuo fallo di mano di Jang. Raddoppio al 66′ con il “Chicharito” Hernandez. In pieno recupero l’inutile ma bellissimo gol di Son. Messico primo a punteggio pieno, Corea del Sud deludente e ferma a zero punti, ma non ancora eliminata. Si attende Germania-Svezia.

Girone G, Belgio-Tunisia 5-2: altro che noia, spettacolo Hazard-Lukaku. Doppiette per i due attaccanti, cinquina finale di Batshuayi. I “diavoli rossi” a punteggio pieno aspettano Inghilterra-Panama con la qualificazione in tasca. Che faccio, mi candido? Si candida. Nel vuoto di potere creatosi con la crisi di alcuni “partiti tradizionali”, le nuove forze possono andare al potere. E il Belgio è attualmente capofila, la sua generazione d’oro è arrivata a maturazione. Battuta 5-2 la Tunisia, con doppiette di Hazard e Lukaku: gioco, giocate e occasioni. Con una sistemata alla difesa, ci siamo. Può entrare tra le prime quattro. Insomma, a Russia 2018 tante polemiche ma anche tanto bel calcio e tante emozioni.

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