ORA DI PUNTA 

Dalle stelle 

alle celle

di Stefano Clerici

La parabola di Forza Italia è arrivata al suo punto di non ritorno. Aspettando una quanto mai improbabile Pasqua di resurrezione il 25 maggio (elezioni europee) la creatura di Silvio Berlusconi vive oggi i suoi giorni di passione. Il leader e fondatore, l'ex Cavaliere, pare aver evitato gli arresti domiciliari (sempre che non continui come sua abitudine a gettare fango sulla magistratura) ma subirà l'onta di dover passare qualche ora alla settimana (e gli è andata di lusso) in qualche ospizio di vecchiette o in qualche comunità di recupero.

Il suo sodale di sempre Marcello Dell'Utri, ex senatore e braccio operativo del partito azzurro, è stato arrestato a Beirut su mandato di cattura internazionale perché dovrà scontare (martedì la sentenza definitiva) una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Per la giustizia era un latitante. Per i suoi avvocati solo un signore malato che aveva bisogno di cure all'estero.

Nel frattempo, un altro "pezzo da novanta" del fu Pdl, Nicola Cosentino, già sottosegretario e coordinatore "azzurro" in Campania, è finito nelle patrie galere con l'accusa di essere un "referente" dello spietato clan dei Casalesi. E un altro "pezzo da novanta", Denis Verdini, dopo l'autorizzazione del Senato all'uso delle intercettazioni che lo riguardano, rischia di venire pesantemente coinvolto nell'inchiesta sulla P3.

In questo scenario da "day after" s'aggira (come un avvoltoio, dicono i fedelissimi berlusconiani) il presidente del consiglio. Pronto a spolpare ciò che resterà della gioiosa macchina da guerra dell'ex Cavaliere. La sortita di Renzi al Salone del Mobile di Milano, dove Berlusconi veniva sempre accolto come un re, è tutta un programma. Sorrisi, strette di mano, invocazioni alla lotta "violenta" alla burocrazia, promesse di riforme a piene mani hanno incantato - stando alle cronache -  folle di imprenditori e artigiani. E' tornato il Grande Seduttore. E ha la metà degli anni di quell'altro.

  Sabato 12 Aprile 2014
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Domenico Maceri Commenti Autori
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DISORDINI DI ROMA

Arresti e perquisizioni

in varie città italiane

Arresti e perquisizioni sono stati effettuati all'alba dai Ros dei carabinieri e dalla Digos a Roma e in altre città italiane su ordine del pool anti terrorismo della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri avvenuti durante la manifestazione degli "indignati" svoltasi nella capitale il 15 ottobre scorso Le operazioni di polizia - con 7 arresti domiciliari e 6 obblighi di dimora - sono state effettuate a Roma, Teramo, Ancona, Civitanova Marche, Padova e Cosenza. Le persone per le quali sono scattati gli arresti sono accusate dei gravi episodi di devastazione, saccheggio e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.  In quella occasione furono danneggiati istituti bancari, esercizi commerciali, Uffici del Ministero della Difesa, e furono incendiate numerose autovetture oltre a un blindato dell'Arma dei carabinieri.

Le indagini sono state condotte in particolare nell'area antagonista e anarchica nazionale, nonché in direzione di alcune componenti provenienti dalle tifoserie ultras. Tra queste emergeva un gruppo proveniente dalla provincia di Teramo denominato "azione antifascista Teramo", cui vengono addebitate più azioni criminose lungo lo svolgimento del corteo e in particolare l'assalto e l'incendio del furgone blindato dei carabinieri. 

Ecco l'elenco delle misure cautelative attuate: 5 a Roma (2 arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla PG); 4 arresti domiciliari a Teramo e provincia; 1 ad Ancona; 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria a Padova, Cosenza e Macerata, nonché 14 decreti di perquisizione locale e personale nelle stesse località. Tra i destinatari della misura cautelare c'è anche Davide Rossi, militante di Azione Antifascista Teramo, primo dei non eletti alle ultime elezioni comunali nel capoluogo abruzzese nelle liste di Rifondazione Comunista. 

Commenti  

 
0 #1 Carolus 2012-04-20 17:56
:cry: Perché solo due agli arresti domiciliari ?
1) andavano messi in galera
2) come si fa a credere che gli altri non "reitereranno " i reati ?
3) chi risarcirà dei danni che hanno fatto ?
Citazione
 

 

 

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LUCIANA LITTIZZETTO
a "Che tempo che fa"14 aprile 2014


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