ORA DI PUNTA

La corsa

verso il PdR

di Nuccio Fava

Il travaglio maggiore è nel partito di Renzi, anche se il segretario presidente sembra fare orecchie da mercante. Per chi aveva proclamato ai quattro venti che le riforme si fanno insieme con la più larga maggioranza possibile - a cominciare dal “lodo del Nazareno” redatto all’insaputa di tutti, tranne Verdini - non si tratta comunque di un risultato esaltante.

Berlusconi ha problemi infiniti, ma non è difficile spiegare la sua giravolta difronte al gioco abile ordito da Renzi per avere il consenso unanime del suo partito in occasione della elezione del nuovo presidente della Repubblica. Ritrovarsi però con tutte le opposizioni schierate contro sulla legge elettorale e minacciare ciononostante di proseguire imperterrito fino a decidere di porre la questione di fiducia, ci pare una missione suicida destinata comunque a conseguenze negative.

 L’Italicum ci pare discutibile dalle fondamenta per lo spropositato premio di maggioranza attribuito per giunta non a una coalizione ma al singolo partito che raccolga un voto in più del concorrente al ballottaggio. Ci sono poi i 100 capolista decisi dal centro dai capo partiti; l’assenza sostanziale di vera possibilità di scelta da parte del cittadino elettore. Insomma una minestra precotta o il salto dalla finestra, come recita il detto popolare. Renzi però ostenta piglio imperterrito e rafforza l’ostentazione della sua sicurezza facendo minacciare di continuo dai suoi fedelissimi il voto fiducia. Ha del resto buttato fuori dalla commissione che esaminava la legge dieci commissari della minoranza interna, e ignorato completamente le dimissioni del capogruppo Speranza, colpevole agli occhi dei renziani di volere tentare un’estrema mediazione nel gruppo al fine di evitare – così l’ha chiamato – un insulto al Parlamento. 

Non sono mancati errori e, in particolare, la sinistra interna è apparsa divisa e priva di una strategia chiara e convincente. Criteri e metodi seguiti appaiono in ogni caso fortemente discutibili anche se, in apparenza, non scalfiscono le certezze del segretario presidente. Il problema maggiore riguarda certamente la minoranza Pd, ma è il Partito Democratico nel suo complesso e tutta la società Italiana a trovarsi in un passaggio cruciale. Non riguarda infatti un attraversamento ordinario della nostra vita politica, ma la definitiva trasformazione del Pd in PdR: quel partito della Nazione auspicato dai seguaci renziani dopo l’entusiasmante risultato delle elezioni europee. Con il rischio però che il renzismo, come scrive da tempo il professor Ilvo Diamanti, diventi un formidabile blocco di potere lideristico per i prossimi anni.

  Martedì 28 Aprile 2015
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CALCIO SERIE A-33° TURNO

Il Milan col Genoa prova

a tornare al comando

barbaradi Fabio Camillacci

Stadio “Meazza”, ore 18: riflettori puntati su Milan-Genoa, primo anticipo della 33° giornata. Un appuntamento delicatissimo per entrambe le squadre: il Milan non può permettersi passi falsi se non vuole perdere di vista la Juventus di scena domani a Cesena contro l’ultima in classifica; partita che potrebbe sancire la matematica retrocessione dei romagnoli. Il Genoa invece in caso di sconfitta a San Siro rischia di finire al terz’ultimo posto (che porta in B), soprattutto se il Lecce domenica al “Via del Mare” dovesse battere il Napoli. Alla vigilia di Milan-Genoa duro sfogo di Massimiliano Allegri che torna sui veleni di Milan-Juve: “Io non ci sto perché quel gol di Muntari è stato devastante. Non vorrei che tutto passi in cavalleria”. Dal tecnico rossonero poi una stilettata al suo collega juventino Antonio Conte: “Mai parlato di arbitri, rivedete le loro dichiarazioni dopo la gara col Parma”. Anche un po’ di gossip a Milanello: Barbara Berlusconi (foto) cambia look e si fa rossa (un colore non proprio caro a papà Silvio).

Le altre sfide. Alle 20.45 del sabato l’attenzione si sposta sul “Friuli” per Udinese-Inter, una sfida che vale il terzo posto. La Lazio, attualmente terza in classifica, è attesa domani a Novara per l’anticipo delle 12.30. Poi alle 15, oltre a Cesena-Juventus e Lecce-Napoli, si giocano Atalanta-Chievo, Palermo-Parma e Siena-Bologna. In serata Roma-Fiorentina. Lunedi Cagliari-Catania alle 20.45. Insomma, l’ennesima versione del campionato in salsa “spezzatino”.

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