ORA DI PUNTA

Don Puglisi

e don Milani

di Nuccio Fava

E’ stata una bella trovata quella del presidente Renzi di recarsi e di inviare, all’inizio del  nuovo anno scolastico, i suoi ministri nelle scuole che hanno frequentato da ragazzi. Renzi ha scelto per sé la sede più significativa, intitolata a Don Pino Puglisi, assassinato dalla mafia a Palermo ventuno anni fa. Un testimone mite e di una forza d’animo straordinaria, che non si è piegato mai alle minacce e alle provocazioni dei mafiosi del quartiere Brancaccio, che non potevano tollerare la testimonianza di un umile sacerdote che aveva scelto di fare il parroco in uno dei quartieri più difficili della città, dopo avere fatto l’assistente degli universitari palermitani della Fuci. Niente di più efficace e diretto per un messaggio valido per tutti i giovani italiani: “Non pensate mai che nulla è possibile fare, anche nelle condizioni più difficili“ . E’ un tema particolarmente caro all’ex sindaco di Firenze che più volte ha citato come esemplare la lezione di Don Milani, parroco tra la fine degli anni cinquanta e sessanta a Barbiana, mandato quasi per punizione dal suo arcivescovo di Firenze in una parrocchia difficile, alle prese con tutte le tensioni e i problemi economici del dopoguerra. Pur non dovendo affrontare la questione mafia, Don Milani fu protagonista di un profondo rinnovamento nei metodi di insegnamento e della partecipazione dei suoi ragazzi ad un apprendimento privo di fronzoli e accademismi e tutto puntato alla comprensione dei problemi del proprio territorio e ad uno sguardo aperto anche al contesto internazionale segnato duramente dalla guerra fredda.

L’iniziativa di Renzi è così parsa esprimere un atteggiamento, fatto anche di riconoscimento delle difficoltà e della serietà dei problemi da affrontare, diverso rispetto all’eccesso di disinvoltura manifestato in altre occasioni. Non basta un twitter, una bella comparsata pur efficace in tv, per stabilire un rapporto significativo con l’opinione pubblica a cui bastano sempre meno il giovanilismo e la brillantezza del presidente del Consiglio.  I dati dell’economia infatti continuano ad essere caratterizzati da segnali negativi dai principali indicatori interni e internazionali. Gli ottanta euro non hanno dato i risultati sperati. Lo stesso può dirsi per la mancata crescita dell’occupazione, per il costo del lavoro, per il carico fiscale che deprime la condizione specie delle piccole e medie aziende che non trovano sufficiente accesso al credito. Il presidente della Bce Draghi cerca di favorire in tutti i modi un utilizzo produttivo delle ingenti risorse monetarie immesse nel sistema, ma “il cavallo continua a non bere” come si usa dire. Né può essere in alcun modo una consolazione che è tutta l’eurozona in difficoltà. Renzi è del resto presidente del semestre europeo e dovrebbe assumere con maggiore energia l’iniziativa per un reale cambiamento di indirizzo delle politiche europee, oltre il bavaglio che il finlandese Raikkonen vorrebbe imporre.   

 

  Lunedì 15 Settembre 2014
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Totti e Del Piero: due

bandiere intramontabili

TOTTI_E_DEL_PIEROdi Fabio Camillacci

Una magia di Alex Del Piero riporta la Juventus in vetta alla classifica di serie A con un punto di vantaggio sul Milan. Per il turno infrasettimanale, 32° giornata, i bianconeri a Torino battono 2-1 la Lazio al termine di una partita dominata ma sofferta. In chiusura di gara cartellino rosso a Kozak per doppia ammonizione; espulso anche l’allenatore laziale Edy Reja per proteste. Nel primo tempo Juve in vantaggio con Pepe che sfrutta un delizioso assist di Pirlo, scatta bene sul filo del fuorigioco, stoppa di petto e in mezza girata supera Marchetti, fin lì bravissimo a difendere i pali della porta biancoceleste. In chiusura di prima frazione, il pareggio di Mauri: sabato la sforbiciata alla Giorgio Chinaglia, stasera uno splendido e preciso colpo di testa all’incrocio dei pali. Una rete che interrompe la lunga imbattibilità di Buffon. Nella ripresa Juventus a testa bassa a caccia del gol vittoria. Grande sofferenza per gli uomini di Antonio Conte; al 73’ il tecnico juventino toglie Vucinic e lancia Del Piero. E proprio “Pinturicchio” all’82’ realizza una rete pesantissima: meravigliosa punizione dalla sua mattonella, con Marchetti sorpreso e spiazzato. L’ennesima prodezza di Del Piero giunto alla presenza numero 700 in maglia bianconera: un monumento.

Accesa lotta per il terzo posto. La caduta della Lazio con la Juve e il nuovo crollo del Napoli battuto 3-1 in casa dall’Atalanta (reti di Bonaventura, Lavezzi, Bellini e Carmona; espulso Pandev), rilanciano le azioni della Roma nella corsa alla terza piazza che vale i preliminari di Champions League. I giallorossi guidati da un Francesco Totti ritrovato (torna al gol dopo quasi 3 mesi), allo stadio “Olimpico” stendono l’Udinese (3-1), un’altra rivale diretta nella corsa all’Europa che conta. Per Totti numeri impressionanti: gol numero 267 con la maglia della Roma, 212 in serie A; adesso è a 4 reti dal terzo posto della classifica cannonieri di tutti i tempi, attualmente occupato da grandissimi bomber del passato come Josè Altafini e Peppino Meazza. Col Capitano segnano Osvaldo e Marquinho. Di Fernandes il momentaneo pareggio friulano. Risale anche l’Inter che al “Meazza” prima subisce il vantaggio del Siena firmato D'Agostino, poi s’impone per 2-1 grazie a una doppietta del solito “principesco” Milito (il secondo gol su rigore concesso dall’arbitro Romeo per fallo di Mannini su Nagatomo). Nel finale espulso per proteste il portiere del Siena Pegolo. Per il neo tecnico nerazzurro Stramaccioni 7 punti in tre partite: un buon bilancio.

In coda è bagarre. Colpo Lecce a Catania: un 2-1 per i salentini in cui succede di tutto: palo del leccese Muriel nel primo tempo, vantaggio Catania con Bergessio nella ripresa, Di Michele fallisce un calcio di rigore, poi in extremis in 3 minuti (dall'88' al  91' con Corvia e lo stesso Di Michele) il Lecce vince la partita. Tra le due reti dei pugliesi l'espulsione del portiere etneo Carrizo. In porta va il centrocampista Lodi perchè Montella ha esaurito i cambi. Un successo che consente alla squadra di Cosmi di portarsi a due soli punti dal quart’ultimo posto occupato dal Genoa che al “Ferraris” non va oltre l’1-1 col Cesena ultimo in classifica: grifoni avanti con Marco Rossi, pareggio di Mutu e dura contestazione da parte dei tifosi rossoblu. Dopo l’exploit del “Meazza” col Milan, torna nei guai la Fiorentina che fa 0-0 in casa contro il Palermo. Bene invece il Parma che al “Tardini” rifila un 2-0 al Novara. Ancora una grande prestazione di Giovinco, gol e altre magie dal cilindro della “formica atomica”. Di Jonathan l'altro sigillo.

Il posticipo di giovedi: Bologna-Cagliari 1-0. In chiave lotta per non retrocedere, 3 punti fondamentali anche per il Bologna di Pioli che al "Dall'Ara" batte 1-0 il Cagliari e si porta praticamente in salvo, lasciando i sardi ad un passo dalle sabbie mobili della retrocessione. Decide Diamanti al 54' con una splendida punizione che non lascia scampo al portiere isolano Agazzi.

L'anticipo del martedi: Chievo-Milan 0-1. Verona stavolta per il Milan non è "fatal". Al "Bentegodi", l'anticipo del 32° turno Chievo-Milan finisce 1-0 per la squadra di Massimiliano Allegri. Decide Sulley Muntari all'8' con un gran tiro di sinistro da 30 metri. Palla all'incrocio dei pali, alla destra del portiere Sorrentino . "Giustizia è fatta, parzialmente; ha segnato Muntari", mormora qualcuno in casa Milan ripensando al "gol-fantasma" del ghanese in Milan-Juve (con palla che oltrepassa nettamente la linea di porta). Un lampo nel buio quello di Muntari, in un primo tempo in cui il Chievo crea due seri pericoli per la porta difesa da Abbiati. Una rete che i rossoneri rimaneggiatissimi difendono con le unghie e con i denti, come una provinciale. Una vittoria molto più sofferta del previsto, ma tre punti fondamentali nella corsa al titolo. Adesso il Milan ha nuovamente due lunghezze di vantaggio sulla Juve.

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