ORA DI PUNTA

Spirito

di guerra

di Nuccio Fava

I morti a Gaza hanno ormai superato il numero di 800, in maggioranza civili , donne e bambini, sotto le macerie di case distrutte. La tregua di sole 12 ore non è stata neppure pienamente rispettata e da Gaza sono partiti razzi  contro Israele. Prevale la volontà di scontro e l’illusione di potere trovare giustificazioni alla carneficina scaricando ogni colpa e responsabilità sull’avversario.  

Accade lo stesso nella tormentata aerea di confine tra l’Ucraina e la Russia. Le forze di Kiev avrebbero guadagnato terreno con l’obbiettivo di riconquistare Donetsk capitale della regione. I militanti separatisti sostenuti dai russi ormai vengono ritenuti i responsabili dell’abbattimento dell’aereo malese con 298 passeggeri e membri dell’equipaggio. Neppure dinnanzi a tanta tragedia si tentano percorsi condivisi per superare una crisi tanto grave nel cuore dell’Europa. Il rischio è che si ripiombi in una nuova guerra fredda peggiore di quella dei tempi di Breznev e di Regan, precedente alla caduta del muro . Eppure in quel contesto dominato dall’equilibrio del terrore furono firmati i trattati di Helsinki con la straordinaria mediazione di Aldo Moro in rappresentanza della Comunità europea. Moro certo era uno statista eccezionale che credeva fortemente nella mediazione politica e nel dovere di cercare sempre di costruire l’amicizia tra i popoli. Del resto anche sul fronte del Mediterraneo e dei rapporti con il mondo arabo insieme a Mattei e Fanfani si costruiva una difficile politica di amicizia con i Paesi del Medio Oriente senza mai contrapporsi ad Israele e senza trascurare le ragioni di sicurezza o addirittura di sopravvivenza. Lo spessore degli uomini conta anche in politica: la mia generazione ha lavorato in Parlamento e ha ben presente la statura della presidente Nilde Jotti o di Tina Anselmi, prima ministro del lavoro e coraggiosa presidente della commissione P2. Anche al Senato funzionari e commessi ricordano le presidenze di Fanfani e Spadolini, la loro statura ed autorevolezza.

Anche questi aspetti possono aiutare a capire certe difficoltà e certe tensioni che si possono determinare nel corso dei lavori. Specie se l’assemblea è eccitata e particolarmente rissosa come avvenuto al Senato. Il presidente Grasso si è trovato in contestazione da parte del suo partito di provenienza. Un suo colloquio istituzionale col presidente Napolitano ha addirittura suscitato sospetti circa pressioni che il presidente della Repubblica avrebbe compiuto. Si è arrivati a sostenere da parte di giornali e forze di opposizione che Napolitano avrebbe così voluto dare sostegno al governo in un momento così delicato. Incontrando i giornalisti per la cerimonia del ventaglio il presidente Grasso riteneva doveroso chiarire tutto: “mi sono sentito a disagio e talvolta indignato per l’asprezza del contrasto, mi spetta garantire maggioranza e opposizione. Tutti però dovrebbero contribuire ad un confronto sereno e costruttivo nell’interesse del Paese”.

Nei limiti della vicenda italiana rispetto alle grandi tragedie del mondo è pur sempre positivo se la tensione si rallenta e si arriva  a considerare da una parte e dall’altra gli 8000 emendamenti uno sproposito e uno ostruzionismo smisurato. Anche il presidente Renzi è parso meno aggressivo nell’intervista a Canale 5 parlando anche di comprensibile orgoglio italiano per l’operazione Concordia che aveva provocato dolore e vergogna. Anche il trionfo di Nibali è un segnale straordinario per l’immagine dell’Italia, straordinario esempio positivo per i più giovani, mentre papa Francesco rilancia dalla reggia di Caserta riflessioni di speranza e di lotta alla criminalità e alla corruzione.

  Lunedì 28 Luglio 2014
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DECRETO FISCALE E BANCHE  AAA. SMENTITA CERCASI 

Se la fondazione è Imu-esente

Imu_e_fondazioniConsiderate enti di beneficenza anche quelle che posseggono edifici in cui risiedono istituti di credito. Il governo deve fare chiarezza

di Stefano Clerici

Se è vera - come sembra confermare anche l'indignato tam-tam che continua a diffondersi sulla rete - la notizia è clamorosa: da oggi dobbiamo considerare le banche a tutti gli effetti come associazioni benefiche. Parola del governo. Messe sullo stesso piano della Caritas o del circolo San Pietro o del convento delle suorine di madre Teresa, le loro fondazioni (che, dati alla mano, gestiscono un patrimonio di circa 50 miliardi di euro) non dovranno pagare l'Imu, ovvero la nuova tassa sugli immobili che ha preso il posto dell'Ici e che tutti gli italiani, con gli occhi bagnati e il portafoglio asciutto, si accingono a versare alle disastrate casse dello Stato. Compresi (salvo auspicabili cambiamenti dell'ultim'ora) i vecchietti costretti a vivere in ospizio pur possedendo una casa di proprietà.

Noi non siamo grandi esperti d'economia, né tantomeno raffinati giuristi. Ma, questo sì, ci consideriamo persone di buonsenso. E abbiamo il brutto vizio di fare i cronisti: avete presente quelli che vanno in giro per "tastare il polso" del cosiddetto cittadino medio, ovvero la gente che si incontra al mercato sotto casa mentre va a fare la spesa sempre più cara o in fila all'ufficio postale a pagare bollette sempre più care (per non parlare, poi, di coloro che si incontrano a fare il pieno dal benzinaio)? Non vi stiamo a dire quali commenti abbiamo ascoltato ieri al diffondersi della notizia. Li potete leggere sulla rete, ma potete anche solo immaginarveli, e senza troppo sforzo.

L'esenzione dell'Imu per le fondazioni bancarie è (almeno finora) prevista nel disegno di legge sul fisco. L'Idv ha provato, in sede di commissioni Bilancio e Finanze del Senato, a presentare un emendamento che cancellasse tale norma. Ma tutti i partiti della "strana" maggioranza che sostiene il governo Monti l'hanno bocciato. Qualcuno ha fatto notare che la notizia è stata pressoché ignorata dai grandi quotidiani (eccezion fatta per Il Giornale e Libero) e figuriamoci dai telegiornali (eccezion fatta per Tgcom 24, con un indignato editoriale del suo direttore Mario Giordano).

A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, disse a suo tempo Giulio Andreotti, maestro di politica nella Prima, nella Seconda e ora anche nella Terza Repubblica. Perciò, visto anche tutto il casino fatto per far pagare l'Imu alla Chiesa, ci permettiamo di dare un consiglio a questo governo, già bersagliato dall'accusa di essere succube dei banchieri: sul suo sito Internet, oltre a pubblicare (come onestamente già fatto) la rassegna stampa comprensiva di critiche al provvedimento, sarebbe bene rendere edotta l'opinione pubblica di quali immobili stiamo parlando. Perché - capirete - se si dovesse scoprire che nell'elenco figurano anche prestigiosi palazzi di sedi o filiali dove si contrattano mutui (magari a tassi elevati) o si chiedono prestiti (quasi sempre negati) o si implorano fidi (causa crediti che lo Stato non onora), be', allora è sacrosanto quanto detto e scritto da Gino e Michele: anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. E, se incazzate, le formiche possono diventare un esercito devastante.

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