ORA DI PUNTA

Basta con

i "tribunali

spettacolo"

di Ennio Simeone

Speriamo che dal pestaggio della sorella genella di Bossetti traggano insegnamento le direzioni giornalistiche, i curatori e i conduttori dei vari talk show televisivi, che continuano con quotidiana, assillante insistenza ad occuparsi della uccisione di Yara Gambirasio (come hanno fatto per circa due anni con quella di Sarah Scazzi ad Avetrana) dando spazio, oltre che a servizi ripetitivi di giornalisti o pseudo tali armati di microfoni e di telecamere, ad improvvisati "esperti" ed "esperte" in cerca di pubblicità e di notorietà (anche per le loro attività private) che rimbalzano da uno studio televisivo all'altro emettendo giudizi e sentenze che influenzano l'opinione pubblica, ma anche l'opinione degli inquirenti. 

E nessuno venga ad ergersi a tuore della libertà di informazione perché questa non è informazione, ma cinico sfruttamento a fini commerciali di vicende umane su cui la magistratura e le forze dell'ordine devono indagare in serenità e con serietà. Finalmente lo ha ammesso e vigorosamente sottolineato, in uno dei programmi televisivi del poneriggio appena qualche giorno fa, anche il professor Meluzzi, che pure è un frequentatore assiduo di questi biechi "tribunali popolari" dove non c'è limite allo sconfinamento dei diritti degli imputati, della privacy e del segreto istruttorio. E' mai possibile che nessuno di coloro che hanno il dovere di intervenire per porre fine a questo scempio della correttezza, del buon gusto e dei codici (sia penale che etico) si decida ad intervenire? 

PS - In coerenza con quanto abbiamo scritto qui sopra e ripetiamo da tempo, abbiamo pubblicato con scarsa evidenza, e per puro dovere di cronaca, la notizia dell'avviso di garanzia inviato al padre di Matteo Renzi, anche se qualche giornale ha avanzato il sospetto che il "rottamatore a fasi alterne" sapesse già della vicenda giudiziaria paterna prima dell'ultimo attacco alla magistratura. 

  Venerdì 19 Settembre 2014
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La Siria accetta il piano di pace di Kofi Annan

DAMASCO. Il governo siriano ha accettato il piano di pace in sei punti presentato dall'inviato dell'Onu e della Lega Araba, Kofi Annan. Lo ha reso noto il portavoce dell'ex segretario generale, Ahmed Fawzi. Intanto, è di almeno otto siriani morti, tra cui quattro civili, il bilancio delle persone uccise la notte scorsa negli scontri alla periferia di Damasco tra le forze regolari siriane e gli uomini dell'esercito siriano libero. I comitati locali di coordinamento, che organizzano la resistenza sul campo, hanno parlato di bombardamenti su diversi quartieri di Homs, sotto il fuoco incessante dei soldati di Bashar al Assad da ormai una settimana. Bombardamenti anche nella regione di Hama, nel centro della Siria. La repressione delle manifestazioni, gli attacchi dell'esercito sulle città ribelli, e gli scontri tra soldati e disertori, sono costati la vita a oltre 9.100 persone in Siria.

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