ORA DI PUNTA

Fanatismo

senza freni

di Nuccio Fava

Pesano come macigni immagini e video di sofferenza e umiliazione, di violenza e dolore che passano davanti ai nostri occhi in tutti i telegiornali. Accrescono orrore ed indignazione per l’assenza totale di pietà e di rispetto che si dovrebbe comunque alla dignità delle persone, qualunque uomo e donna in qualunque condizione si trovino. Radicalmente opposta è la strategia del califfato all’interno dei territori che controlla e anche macabra propaganda rivolta a tutto il mondo per enfatizzare l’illimitata potenza e feroce spietatezza. Lo Stato islamico avanza e si espande verso Bagdad potendo contare su accordi e patti di lealtà con molti villaggi e tribù incontrati lungo l’avanzata. Un video mostra un soldato dell’Isis armato sino ai denti che chiede ad un bambino se vorrà farsi saltare in aria per la causa santa. Il sorriso del bambino è una risposta inequivocabile e inquietante. Il fanatismo fondamentalista attrae e fa proseliti, si espande in nuove aree.                                                                                                                                  Il feroce terrorista nigeriano, responsabile del rapimento di suore e di 300 studentesse, ha già proclamato lo Stato islamico della Nigeria del nord est, al confine col Camerun. Insistiamo sulla necessità di un accresciuto ruolo politico di tutta l’Europa che gioca nella lotta al fondamentalismo una battaglia - anche culturale e civile - di rilievo globale. E’ globale infatti la lotta spietata del califfato che minaccia l’Europa e tutto l’occidente anche dall’interno, con la presenza operosa di reclutatori che scelgono fanatici pronti a partire e a compiere operazioni militari di ogni tipo nei territori che il califfato vuole dominare. Dopo qualche tempo questi combattenti fondamentalisti sono pronti a rientrare nei Paesi di origine per colpire dall’interno centri nevralgici dei Paesi europei e degli stessi Usa. Resta d’altro canto sempre preoccupante la situazione ai confini orientali tra Ucraina e Russia. Anche qui abbiamo visto immagini agghiaccianti di prigionieri ucraini fatti sfilare con le mani legate dietro la schiena, privati delle loro divise e oltraggiati dai miliziani indipendentisti con i fucili spiananti, tra le grida e i lazzi della popolazione filorussa. Guerre e conflitti in aree cruciali del mondo hanno raggiunto livelli di crudeltà e spietatezza inimmaginabili. La pietà sembra un sentimento che non riesce più ad albergare nell’animo umano, sconvolto dalla violenza e dall’odio.                                     

  Martedì 26 Agosto 2014
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LIBERALIZZAZIONI 

Dalla Camera il sì

definitivo al decreto

Monti: "Sono molto soddisfatto"

Il decreto legge sulle liberalizzazioni riceve l'ok della Camera con 365 sì e 61 no.  "Sono molto soddisfatto". Così il presidente del Consiglio, Mario Monti lasciando l'Aula al termine della votazione finale al dl Liberalizzazioni. "Il Presidente del Consiglio - si legge in un comunicato - esprime viva soddisfazione per l'approvazione in Parlamento del dl recante disposizioni per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività. C'é, da parte del Presidente e di tutto l'Esecutivo, la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo importante nel difficile percorso verso la crescita economica del Paese. 'La serieta' nel perseguimento delle politiche di liberalizzazione" - come ha ricordato il Presidente Monti nel corso dell'audizione del 15 marzo di fronte le Commissioni riunite VI e X della Camera dei Deputati - è un elemento centrale di una rinnovata autorevolezza dell'Italia che, nel contesto politico europeo, può e deve essere protagonista delle riforme necessarie anche in quella sede. L'approvazione del decreto 'Cresci Italia', avvenuta il 20 gennaio, individuava due obiettivi prioritari. Il primo, e più importante, è quello della crescita: ristabilire cioé condizioni favorevoli agli investimenti interni e internazionali, attraverso l'eliminazione dei vincoli burocratici che ostacolano l'avvio e lo sviluppo delle attività d'impresa, l'apertura alla concorrenza nel settore trasporti e il rilancio del fronte infrastrutturale. Il secondo obiettivo del decreto, anch'esso prioritario, e complementare rispetto al primo, è quello del miglioramento delle condizioni economiche dei cittadini. Il Governo era preparato all'opposizione dei tanti gruppi di interesse, titolari di rendite di posizione non più giustificabili né salvaguardabili. La preoccupazione principale non era quella di contenerne le opposizioni, ma di comporle all'interno di un quadro di soluzioni condivise. Per questo si é scelto di seguire la linea del dialogo, nella piena e costante fiducia verso il Parlamento".

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