ORA DI PUNTA

Il gioco

delle tre carte

di Ennio Simeone

E’ sembrata una battuta comica rubata al trasmigrato Crozza quella di Massimo Giannini martedì sera a “Ballarò” quando ha annunciato: “Ed ora una intervista esclusiva a Matteo Renzi”. Invece aveva detto giusto: era un’esclusiva. Perché erano passate ben 48 ore (sembrava un secolo)  da quando, sulla stessa rete, l’effervescente capo del governo aveva…intervistato Fabio Fazio, e 24 interminabili ore da quando avevamo finito di ascoltare le sue parole, diffuse in diretta a reti unificate, dalla tribuna della Direzione Pd, o letto le sue lezioni di fast government sui giornali a titoli unificati. 

Renzi - che, nei giorni in cui i fantasiosi giornalisti italiani omettono di intervistarlo, si intervista da solo e si offre gratis via web - è un mago della comunicazione e sa che il segreto del buon venditore è quello di ripetere sempre le stesse cose ma aggiungendone ogni volta una nuova, magari anche minuscola, che però servirà a costruire il titolo - quello, sì, uguale per tutti -  che farà campeggiare il suo nome e la sua faccia furbetta sui siti, sui teleschermi e sui giornali.

L’ultima che si è inventata è “100 euro in più in busta paga”. Che sarebbero i famosi 80 più 20, in media, del Tfr (trattamento fine rapporto) che gli stessi lavoratori cumulano mensilmente per quando il rapporto di lavoro si concluderà. E’ il classico “gioco delle tre carte” che i truffaldini imbonitori praticavano (e praticano ancora nei pressi della stazione ferroviaria di Napoli) per fregare i tanti gonzi di passaggio valendosi della complicità di un compare nei panni di un (finto) vincitore. 

Per questo ruolo lui ne usa sempre uno insospettabile, purché accondiscendente, scelto tra persone per bene. Un nome a caso:  il ministro Padoan. Ma potremmo cercarne uno guardando anche più in alto.

  Mercoledì 01 Ottobre 2014
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GERMANIA NELLA TEMPESTA La magistratura vuole processare Wulff


C'è un giudice a Berlino...

Accusa di corruzione al capo dello Stato tedesco,

che si dimette e la Merkel cancella la vista a Roma

Wulff_e_MerkelRedazione

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha improvvisamente annullato, poche ore prima della partenza da Berlino, la visita a Roma, che era prevista per oggi con in agenda colloqui con il presidente del Consiglio Monti e con il presidente della Repubblica Napolitano. Si era pensato in un  primo momento a complicazioni di natura diplomatica e invece il motivo sono le dimissioni del presidente della Repubblica federale tedesca Christian Wulff, (nella foto con la Merkel) dopo lo scoppio dello scandalo giudiziario che lo ha coinvolto. La magistratura, secondo quanto trapelato dalla stampa, intende indagare su ipotesi di reato relative a scambi di favori fra il presidente e alcuni amici imprenditori, che risalirebbero all'epoca in cui Wulff era alla guida del Land Bassa Sassonia. Ieri la Procura di Amburgo aveva chiesto la revoca dell' immunità di Wulff, una decisione che toccherà al Parlamento tedesco.   "Ho fatto errori ma sono sempre stato onesto", ha detto Wulff, al quale stampa e ed opposizione chiedevano di dimettersi da diversi giorni dopo che è accusato tra l'altro di aver ottenuto un prestito dalla moglie di un uomo d'affari con cui aveva negato di avere avuto rapporti. Ora sarà il presidente della Camera Bassa Horst Seehofer (CSU) ad assumere provvisoriamente il suo incarico. 

Commenti  

 
0 #1 giuseppe 2012-02-17 20:10
;-) L'encomiabile coerenza tedesca, se noi popolo italico ne avessimo avuta piccola parte,non saremmo costretti a ripeterci che la politica è sporca, e, anche se è sporca cerchiamo di scegliere a macchia di leopardo quel poco di pulito che cè
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