ORA DI PUNTA
di Stefano Ceccanti
Due possibili
leggi-ponte
elettorali
La decisione della Cassazione di chiedere alla Corte costituzionale di esaminare la legge Calderoli (il "porcellum"), soprattutto a causa delle modalità del premio di maggioranza, ha l'effetto positivo di porre da subito il nodo di una legge ponte che faccia rientrare quanto prima la normativa elettorale nell'ambito della Costituzione. Tuttavia spetta alla politica, tra le varie soluzioni possibili, individuare quelle più efficaci, oltre che coerenti col chiaro responso del referendum elettorale del 1993 sul maggioritario.
Se si restasse in un sistema analogo a quello vigente, a turno unico, limitandosi a inserire una soglia minima per ottenere il premio, saremmo costretti, per evitare l'ingovernabilità, a una "grande coalizione" permanente. Un disastro politico.
Le soluzioni sensate per una legge ponte sembrano essere due: o l'inserimento della soglia, e in caso di mancato raggiungimento di essa un doppio turno nazionale di spareggio tra le due coalizioni più votate, dopo il quale assegnare il premio, o il ripristino della legge Mattarella, ma con alcuni correttivi di tipo maggioritario.
Domenica 19 Maggio 2013
ORA DI PUNTA
Celentanate
al 49 per cento
di Ennio Simeone
Sono stati 14 milioni e 175.000 i telespettatori che hanno seguito, nel momento di massimo ascolto, la prima serata del Festival di Sanermo. Quindi in termini numerici si può dire che Gianni Morandi ha superato se stesso con uno share del 48,5% contro il 45,2 dell'anno scorso. La seconda parte è stata vista da 8 milioni e 451 mila spettatori con il 55,2% di share. La media della serata è stata del 49,5%. Va detto che l'anno scorso non c'era Celentano, il quale però, nonostante tutto il battage che ha preceduto la sua esibizione, a conti fatti ha aggiunto solo un 3% al plafond già garantito della trasmissione. Naturalmente alle polemiche della vigilia ne sono subito seguite - e ne seguiranno ancora - altre, per ciò che ha detto di provocatorio ma soprattutto di farneticante, sia pur condito da effetti speciali e dalla partecipazione al mega-intermezzo dello stesso Morandi, del simpaticissimo Rocco Papaleo, della Canalis e di un Pupo nel ruolo dello spettatore sconcertato.
Ma il frastuono maggiore lo ha provocato, oltre agli effetti speciali introduttivi, ciò che il molleggiato ha detto nelle vesti di santone, tanto da annacquare e persino disturbare le bellissime performance canore che ci ha regalato tra un paradosso e l'altro, tra una baggianata e l'altra, insomma tra una celentanata e l'altra. E ne ha dette parecchie, come - per esempio - quella della Corte costituzionale che avrebbe "tolto la sovranità al popolo" per aver dichiarato inammissibili i due referendum sulla legge elettorale chiesti da un milione e duecentomila cittadini (su 40 milioni che hanno diritto di voto), la stessa Corte costituzionale che, però, ha respinto l'eccezione imposta alla Camera da Lega e Pdl contro il normale processo a Berlusconi per il caso Ruby. Per non citare quella che i giornali "Famiglia cristiana" e "Avvenire" andrebbero chiusi perché "non parlano del paradiso", al quale probabilmente l'ex ragazzo della via Gluk aspira ardentemente, sognando magari di prendere il posto del titolare. Su questa amenità "Avvenire" e "Famiglia Cristiana" replicano con ironia, c'è chi si indigna e chi se ne astiene, come Aldo Grasso, il giornalista del "Corriere della sera", definito da Celentano "imbecille che scrive idiozie" per aver espresso poco lusinghieri apprezzamenti su di lui. Il reato di Grasso? Lampante: lesa sovranità.
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