ORA DI PUNTA

Giustizia

è fatta

di Ennio Simeone

L'Italia finora è stata iscritta nell'album delle eccellenze europee per la sua giustizia-tartaruga, che partorisce record di anno in anno più vertiginosi di lentezza dei processi, sia civili che penali. Ma da oggi potrà ambire a un titolo ancor più ambizioso: quello della giustizia più severa nei confronti di chi froda lo Stato evadendo le tasse. Un titolo acquisito con la decisione del Tribunale di sorveglianza nei riguardi di uno dei cittadini più illustri del Paese, il cavaliere (momentaneamente sospeso dal titolo) Silvio Berlusconi.

Riconosciuto definitivamente  colpevole - dopo un processo protrattosi per anni grazie a un codice di procedura che nessun rottamatore pare intenzionato a riformare e all'abilità di avvocati remunerati anche con un seggio parlamentare -  di aver frodato lo Stato per svariati milioni di euro, questo signore si è visto cancellare la condanna a 4 anni di carcere per tre quarti da un indulto e trasformare il restante anno in "assegnazione in prova ai servizi sociali", che si tradurrà in 4 ore settimanali di permanenza in un centro anziani a un tiro di schioppo da casa sua, mentre per il resto   della giornata potrà dedicarsi tranquillamente, oltre che alle sue redditizie attività imprenditoriali, all'attività politica.

Il poverino non potrà candidarsi alle elezioni, ma il suo nome potrà campeggiare sui muri della campagna elettorale di Forza Italia e, accanto al simbolo di questo partito, sulla scheda che gli italiani si troveranno tra le mani il 25 maggio quando andranno a votare per le elezioni europee. Un messaggio esemplare per quei cittadini che sono in galera per aver frodato, in misura molto minore,  lo Stato. Un messaggio esemplare per i familiari di quei piccoli imprenditori o commercianti  che si sono suicidati all'arrivo della cartella delle tasse che non potevano pagare. Un messaggio esemplare, che darà lustro al semestre durante il quale l'Italia assumerà la guida dell'Europa.

  Giovedì 17 Aprile 2014
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elisabetta_II1Anniversario di diamante per la regina d'Inghilterra Elisabetta II, che il 6 febbraio del 1952 si trovò sul trono dell'impero per l'improvvisa morte  nella notte del padre Giorgio VI, mentre Elisabetta (a sinistra il giorno dei suoi 85 anni, a destra il giorno dell'incoronamento) era in visita in Kenya. Ieri la regina e il principe Filippo si sono recati alla chiesa di West Newton per assistere a una funzione celebrativa. Elisabetta, che ha compiuto 85 anni lo scorso aprile, è anche il sovrano britannico ad aver regnato più a lungo dopo 

queen-elizabeth-elisabetta-ii-abdica-ritrattola Regina Vittoria, a cui spetta ancora il record assoluto (1837-1901). In una dichiarazione diffusa da Buckingham Palace la sovrana ha ripreso i temi del messaggio di Natale, all'insegna dei valori della famiglia e del buon vicinato, rinnovando con gli inglesi "l'impegno a governarvi per tutta la vitga". "Vi ringrazio del vostro meraviglioso appoggio", ha detto ai cittadini, "in questo anno speciale auspico che tutti ricorderemo il potere del trovarsi insieme". Con il principe Filippo, Elisabetta ha passato la giornata a Sandringham, dove nel 1952 morì il padre Giorgio VI.

Il presidente Giorgio Napolitano ha inviato a Elisabetta II "i più fervidi auguri di serenità e benessere" anche a nome del popolo italiano. "La nazione britannica - continua il messaggio del Quirinale - ha raggiunto straordinari traguardi di progresso civile, contribuendo al raffozamento della Comunità internazionale, alla solidarietà atlantica e alla costruzione europea". "Nello spirito dell'amicizia dei nostri popoli -conclude Napolitano- formulo i sinceri voti per la felice proseguzione del proprio regno".

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