ORA DI PUNTA

Il calcio

delle banane

di Nuccio Fava

Torna in mente l’ironia di Paolo Conte, che questa volta però si attaglia a Vincenzo Nibali accostato ai grandi campioni del passato: Gino Bartali e Fausto Coppi ed anche  Marco Pantani, ricordato in molti striscioni lungo le strade delle tappe più dure del tour. Con carattere serio e semplice, oltre che atleta formidabile donerà la maglia gialla alla madre del campione tragicamente scomparso.

Nuova vergogna invece per il nostro calcio. Senza avere ancora elaborato il lutto per la figuraccia in Brasile, non  superata certo dalle istantanee dimissioni del presidente Abete e dell’allenatore Prandelli in fuga verso la Turchia,  senza neppure una qualche riflessione adeguata non limitata ad estemporanee interviste, il carrozzone del nostro calcio si è invece messo subito in agitazione per imbastire le solite pastette e giochi di potere. La copertura e la complicità è stata sostanzialmente unanime, con manovre da gattopardo per lasciare tutto sostanzialmente come prima. Hanno brillato anche il presidente della Lega e il presidente del Coni: Beretta avallando in pieno l’operazione e Malagò silenzioso e quindi consenziente, hanno dato il via libera alla candidatura di Tavecchio. Un vecchio dirigente dei centri di potere federale, presentato irresponsabilmente come “il nuovo che avanza”, garante di ogni equilibrio e accordo. Fortunatamente una gaffe certo non voluta, ma proprio per questo ancora più grave,  ha portato alla luce la assoluta inadeguatezza della candidatura, tanto più se paragonata a quella pulita e davvero alternativa di Demetrio Albertini.

In un indimenticabile discorso programmatico e di quasi investitura il”povero” Tavecchio con foga tribunizia e purtroppo razzista denunciava "l’eccessivo favore" riservato dalle squadre italiane ai giocatori di colore. Progressivamente si esprimeva man mano una forte critica e una giusta indignazione anche da parte della Fifa, la federazione internazionale, impegnata da tempo contro ogni forma di razzismo e a presentare il calcio come palestra di affermazione di valori di rispetto reciproco e di amicizia. Fortunatamente altri sport italiani, dalle schermitrici alle tenniste Errani e Vinci, dalla pallanuoto alla Pellegrini ecc… garantiscono eccellenze e prestigio.

I valori dello sport, primati come le imprese di Nibali, costituiscono elementi di coesione e di identità nazionale, fattore importante ed esemplare per la formazione e la crescita specie dei nostri ragazzi. In questa chiave, con riferimento alla lealtà e agli essenziali elementi di corretto agonismo e di sana competizione, costituiscono un fattore per la crescita anche civica di chi lo sport lo pratica con regolarità e in modo equilibrato e corretto. Con una sorta di contagio tali valori si  trasmettono positivamente in chi assiste alle manifestazioni sportive e ne coglie il senso più autentico e profondo.

Purtroppo i mali del nostro calcio si possono cogliere anche nella vita della società e nell’esperienza lacerata e confusa della politica dei nostri giorni. Il modo in cui si svolge il confronto-scontro di questi giorni al Senato ne è purtroppo la dolorosa conferma. Per questo, con qualche forzatura, ci siamo permessi di utilizzare l’ironia e lo sfottò di Paolo Conte alla condizione degli italiani che, pallone a parte, che pure li amareggia non poco, sono incavolati ancor di più per come non vanno le cose dell’Italia. 

  Martedì 29 Luglio 2014
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CALCIO

Tapiro a Ibra: "Chiedo

scusa, ho sbagliato"

tapiro_ibradi Marco Valerio

Mano pesante del giudice sportivo con Zlatan Ibrahimovic: tre giornate di squalifica per lo schiaffo dato a Salvatore Aronica, al 19' del secondo tempo di Milan-Napoli . Lo svedese quindi dovrà saltare le partite di campionato contro Udinese, Cesena e Juventus. A questo punto i rossoneri faranno ricorso; in effetti esiste la possibilità di contare su Ibra nella sfida scudetto contro i bianconeri, c'è un precedente che fa sperare il Milan: l'anno scorso per il pugno dato a Marco Rossi del Bari, Ibrahimovic si prese sempre tre giornate di squalifica poi ridotte a due in Appello. Il Milan in sostanza ha discrete possibilità di veder derubricata la "condotta violenta" come scritto da Rizzoli nel referto, a "gravemente antisportiva"; questo comporterebbe una giornata in meno di squalifica. A supporto, come detto, c’è il precedente con Marco Rossi (difensore del Bari, praticamente un anno fa) e anche il comportamento di Aronica. O meglio, se la Procura Federale non ha inteso trasmettere le immagini per la prova tv al giudice sportivo, è perché ha ritenuto il gesto non particolarmente "violento". Dunque questo dovrebbe collocare i fatti sulla seconda fattispecie: quella della condotta gravemente antisportiva. Tra l'altro Aronica non è nemmeno caduto dopo lo schiaffo, il che confermerebbe la non particolare violenza del gesto.

Milan al lavoro per il ricorso. Adriano Galliani ribadisce: "Ho rivisto le immagini, quello di Ibrahimovic era un buffetto, si tratta di condotta antisportiva ma non violenta. Per me sarebbero due giornate quindi, ma non faccio il giudice sportivo purtroppo. Abbiamo fatto ricorso, vedremo”. Parlando a margine della premiazione dei Cronisti lombardi sportivi, l’amministratore delegato rossonero aggiunge: "Col giocatore ho un buonissimo rapporto mi aveva chiesto di chiamarlo appena ci sarebbero state notizie. Era dispiaciuto ma l'ho rincuorato. Nei prossimi otto giorni giochiamo tre partite in tre competizioni diverse e lui giocherà due su tre". Chiaro il riferimento alle semifinali di Coppa Italia contro la Juventus; per quelle Ibra non è squalificato.

Ibra ammette l’errore a Striscia. "Ho fatto una cavolata, ho sbagliato. Ma il Milan farà bene anche senza di me". Così Ibrahimovic fa mea culpa davanti alle telecamere di Striscia la Notizia mentre Staffelli gli consegna il Tapiro d'oro (foto) per l'episodio: "Ho fatto una cavolata. Succede, succede. Devo imparare quando sbaglio. Non servivano le telecamere per quello che ho fatto. Ho sbagliato. Ma ho fiducia nella squadra. Farà bene anche senza di me". Poi un'ultima battuta sul collega-amico Antonio Cassano: "Cosa mi ha detto? Si è messo a ridere".

Altri squalificati. Il giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, in serie A ha squalificato altri 11 giocatori dopo le gare della terza giornata di ritorno di serie A. Due i turni di stop per il difensore della Lazio, Modibo Diakitè. Una giornata per Carrozzieri (Lecce), Consigli e Cigarini (Atalanta), Cannavaro (Napoli, per lui anche un'ammenda di 1.500 euro), Constant e Kucka (Genoa), De Rossi (Roma), Lazzari (Fiorentina), Maicon (Inter), Van Bommel (Milan). Niente squalifica per i tecnici Allegri (Milan) e Colantuono (Atalanta), espulsi domenica scorsa. Per loro solo un’ammonizione con diffida.

La 22° giornata di serie A

Niente scossoni in testa alla classifica. Pareggiano 0-0 Juventus e Milan, entrambe in casa, rispettivamente, contro Siena e Napoli. Ancora polemiche per gli arbitraggi. Al "Meazza" espulso Ibrahimovic per aver rifilato uno schiaffo ad Aronica. Cade a Firente l'Udinese: i viola s'impongono per 3-2. La 22° giornata di serie A, giocata tutta di domenica, registra inoltre la caduta della Lazio a Genova contro il Genoa, 3-2 per i liguri guidati da uno straordinario Palacio. All'Olimpico nella sfida tra "nobili decadute", la Roma  supera 4-0 l'Inter, doppietta di Borini . Il Palermo batte 2-1 l'Atalanta; con identico punteggio il Parma espugna il campo del Chievo; a reti bianche Novara-Cagliari e Lecce-Bologna. Rinviata Cesena-Catania.

I tabellini delle partite.

Juventus-Siena 0-0. Ancora un pareggio casalingo contro una “piccola” per la Vecchia Signora: è il 4°. Bianconeri meno brillanti rispetto alle ultime uscite ma comunque pericolosi in più occasioni; reattivo il portiere del Siena Pegolo. Il finale di match è arroventato. All’85’ Juve furiosa perché l’arbitro Peruzzo non considera da rigore un netto fallo di mano di Vergassola su cross di Chiellini. Due minuti dopo il Siena ha la grande occasione per infliggere alla squadra di Conte la prima sconfitta stagionale: tiro non irresistibile di Reginaldo, Buffon non trattiene e Gazzi a porta vuota spedisce incredibilmente alto.

Milan-Napoli 0-0. Rossoneri padroni del campo, partenopei pericolosi sulle ripartenze. Milan frenato dagli errori dei suoi attaccanti, dalle parate di De Sanctis e dall’espulsione di Ibrahimovic, decisa dall’arbitro Rizzoli su segnalazione del guardalinee, a sua volta sollecitato dal portiere De Sanctis. Accade al 19° del secondo tempo: durante una piccola mischia tra giocatori, Ibra di soppiatto rifila uno schiaffo ad Aronica che reagisce rifilando a sua volta uno schiaffetto a Nocerino. Il Napoli ha il torto di non provare a vincere la partita nell’ultima mezz’ora di gioco, nonostante la superiorità numerica.

Fiorentina-Udinese 3-2. Nuova sconfitta esterna per l’Udinese che però conserva il terzo posto in classifica. E dire che i friulani erano passati in vantaggio al 14’ con Di Natale: errore di Montolivo, Armero serve Totò che infila Boruc con un pallonetto di destro. Al 39’ fallo di mano di Benatia in area Udinese, Mazzoleni fischia il rigore che Jovetic trasforma. Al 56’ i viola ribaltano il punteggio con Cassani che di testa su cross di Pasqual batte Handanovic da due passi. All’84’ ancora Benatia (evidentemente la Coppa d’Africa non ha fatto bene al difensore marocchino) atterra uno scatenato Jovetic (il fallo però comincia fuori area). Dal dischetto Jo Jo sigla il 3-1. All’89’ bello quanto inutile il gol di Torje, detto “il Messi di Romania”.

Roma-Inter 4-0. In uno stadio Olimpico circondato dalla neve, ritorno a Roma amaro per Claudio Ranieri. Nerazzurri mai in partita. Giallorossi a tratti travolgenti e spettacolari. Dopo tre occasioni da rete e due parate di Julio Cesar, la Roma passa. E’ il 13’: corner di Totti e colpo di testa vincente di Juan. Raddoppia Borini al 41’: assist di Pjanic e splendida giocata dell’attaccante per il 2-0. Borini si regala la doppietta personale nella ripresa, al 49’: azione quasi in fotocopia con il lancio lungo di Juan per il giovane bomber che scatta in posizione regolare, lascia sul posto i lenti difensori interisti, e trafigge Julio Cesar. Nel finale c’è gloria per altri due giovanissimi: lo spagnolo Bojan, ed il “primavera” Germano Piscitella classe ’93. Quest’ultimo, all’esordio in serie A, lavora un bel pallone sulla sinistra e mette in mezzo, Bojan Krkic raccoglie e con un gran destro rasoterra cala il poker. Il pokerissimo giallorosso arriva nel dopo partita quando il direttore generale romanista Franco Baldini annuncia che Daniele De Rossi ha rinnovato il contratto per altri 5 anni.

Palermo-Atalanta 2-1. Prosegue il buon momento dei rosanero di Bortolo Mutti. Peraltro, la città sogna dopo l’annuncio degli arabi amici di Zamparini che promettono di investire 200 milioni di euro in tre anni per far grande il Palermo. A sbloccare il punteggio ci pensa il solito Fabrizio Miccoli che al 27’ si procura e trasforma un calcio di rigore: il “Romario del Salento” viene atterrato dal portiere Consigli in uscita. Penalty e cartellino rosso per l’estremo difensore atalantino. In porta, al posto di Consigli va Frezzolini portiere in seconda; gli fa posto l’attaccante Tiribocchi. In vantaggio e con un uomo in più, il Palermo trova il 2-0 a inizio ripresa. La partita sembra chiusa, la riapre Moralez al 56’ mettendo in rete su assist dalla sinistra di Gabbiadini.

Chievo-Parma 1-2. Dopo un primo tempo chiuso sullo 0-0 la gara si accende nella ripresa. Apre le ostilità una magia di Giovinco dopo pochi secondi. Pareggia Thereau al 50’. Clamorosa autorete di Luciano che al 69’ devìa nella propria porta una punizione tagliata di Giovinco.

Lecce-Bologna 0-0. Occasioni da rete da una parte e dall’altra: colossale quella fallita dal leccese Muriel. Al 74’ espulso Carrozzieri dei salentini per doppia ammonizione.

Novara-Cagliari 0-0. La cura Mondonico ancora non funziona e il Novara fanalino di coda continua a non vincere. Anzi, sono i sardi a recriminare di più viste le occasioni da gol create.

L'anticipo:

Genoa-Lazio 3-2. Dopo la bella vittoria sul Milan, la Lazio cade a Genova nell'anticipo delle 12.30. Sole e freddo a Marassi: finisce 3-1 per i grifoni su un terreno di gioco in pessime condizioni proprio per colpa del gelo. Genoa in vantaggio al 9’: sugli sviluppi di un corner, splendido colpo di tacco di Palacio che beffa Marchetti (foto): una "delicia", come canta Michel Telo nel tormentone del momento "ai se eu te pego nova". Raddoppio firmato Jankovic: il portiere laziale sbaglia l’uscita e il serbo con un destro sporco in diagonale fa 2-0. Doppietta di Jankovic e terzo gol genoano a inizio ripresa: scivolone di Garrido, il centrocampista rossoblù entra in area e segna. A questo punto sembra fatta per la compagine di mister Marino, ma, come contro il Napoli domenica scorsa, il Genoa subisce il ritorno degli avversari. Al 52’ Lulic viene atterrato in area da Mesto, l’arbitro Tagliavento assegna il calcio di rigore; Ledesma trasforma. All’81’ la rimonta laziale è frenata dal rosso a Diakitè, espulso per proteste gravi. Nonostante tutto, all’89’ Gonzalez accorcia le distanze su assist di Klose. Assalto Lazio nei minuti di recupero ma il risultato non cambia.

Cesena-Catania rinviata

La nuova classifica di serie A

Juventus* 45
Milan 44
Udinese 41
Lazio 39
Inter 36
Roma* 34
Napoli 31
Palermo 31
Genoa* 30
Fiorentina* 28
Parma* 27
Cagliari 27
Chievo* 24
Atalanta* 23
Catania*** 23
Bologna* 22
Siena* 20
Lecce 17
Cesena* 16
Novara 13

* una partita in meno
** due partite in meno
*** tre partite in meno

Classifica marcatori prime posizioni:

Di Natale 16 reti

Ibrahimovic 15

Palacio, Cavani, Denis, Jovetic, Milito e Klose 12 reti

 

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