ORA DI PUNTA

La non-notizia

di Ennio Simeone

“Renzi: per il Quirinale occorre un’ampia maggioranza”, “Renzi: Colle, serve la maggioranza più ampia possibile”, “Renzi: Quirinale: ampia maggioranza”, e così via: tra ieri e oggi decine e decine di titoli di siti web, giornali, telegiornali, televideo con sotto o a lato, il faccione beato di Renzi che, come ormai è consuetudine,  intervista Fabio Fazio. Ma che giornalismo è quello che viene praticato da un anno a questa parte? 

C’è una regola in questo mestiere: il titolo va fatto sulla notizia e notizia vuol dire cosa nuova. L’onnipresente capo del governo e segretario del Pd, tra le innegabili capacità comunicative, ne ha una in cui eccelle: riesce a trovare sempre il modo di inventarsi uno slogan propagandistico ad uso dei giornalisti, una  fantasiosa legge da dare in pasto all’opinione pubblica (anche se sa che non l’attuerà mai), un personaggio, una istituzione, una organizzazione da additare come “gufo”, qualcosa che sia in grado di stupire gli sprovveduti. Ma ormai ha quasi esaurito il repertorio, avendo dato fondo persino alle battute più baldanzose sull’Europa.

 Per cui domenica, tornato sulla pedana dell’ospitale Fazio - dove ”il tempo che fa” non è cambiato rispetto alla precedente ospitata di cui aveva goduto recentissimamente - non è riuscito a far altro che ripetere una assoluta ovvietà, ovvero una “non notizia”: per eleggere il presidente della Repubblica occorre un’ampia maggioranza. Che non è una concessione di Renzi, ma una regola scritta nella Costituzione in vigore in Italia da 66 anni (per la precisione 26 anni aM, ovvero 26 anni prima che nascesse Matteo). La comunicazione in Italia, fatte le debite e illustri eccezioni, è stata sempre incline al conformismo verso il potere. Ma ora stiamo scivolando verso il servilismo più sfacciato. E le eccezioni sono sempre più timide.

  Lunedì 22 Dicembre 2014
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Roma: come la moda interpreta le crisi

FOTO-GIANNI-MOLARO-2Nella settimana dell’Alta moda primavera-estate 2012 di Roma, che si è aperta il 27  e si concluderà domani 31 gennaio, alcuni stilisti si sono ispirati a alla attuale situazione economico politica: tra gli altri, in particolare, Gattinoni e Gianni Molaro.

Guillermo Mariotto ha aperto la sfilata della Maison Gattinoni (foto qui sotto) con tante banconote  svolazzanti: un mazzo di euro aperti sul busto della modella che indossava un cappello-armatura in pvc. La collezione, intitolata Cosmo-Rinascimento, è un  augurio alla rinascita economica dell’Unione europea da parte dello stilista , sempre attento e sensibile all’attualità.gattinoni-alta-moda-roma-2012

Gianni Molaro, estroso couturier napoletano, ha presentato una collezione di diciassette abiti, tra cui sette dedicati a tutte quelle crisi che sono parte della vita di oggi, tra cui la “Crisi d’amore”, racchiusa in un enorme cuore di tessuto mikado rosso, la “Crisi di Pianto”, realizzato solo da ombrelli ricamati di gocce, poi la “Crisi Sessuale” e naturalmente la “Crisi Economica” (foto in alto), che si cela dentro un abito di seta e organza con una acconciatura lampeggiante con tanto di sirena su di un grande  collo ricamato con il simbolo dell’euro.

Luigi Borbone, che con la sua sfilata ha aperto il 27 la manifestazione, ha presentato una collezione  che si ispira al mondo dell’arte contemporanea, ai paesaggi glaciali ed isolati raffigurati nelle opere del pittore norvegese Odd Nerdrum. “Lontana e non solo geograficamente, la Scandinavia è una terra di profonde contraddizioni e laceranti contrasti”, afferma Luigi Borbone, che ha realizzato una collezione monocromatica. Il bianco, declinato in tutte le sue nuance, abbagliante, luminoso, perlaceo e iridescente sottolinea lo spirito della terra nordica.

Sabato ha sfilato la couture Sarli, i cui abiti si ispirano all’ Oriente, grande passione del suo indimenticabile fondatore, scomparso il dicembre 2010, ed ai colori caldi e sensuali di quei luoghi.

Monica Simeone

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