ORA DI PUNTA
di Nuccio Fava
Il convento
e il labirinto
La scelta del convento ha per molti versi funzionato e, mentre la tempesta giudiziaria di Berlusconi imperversava, ha consentito al governo uno spazio di decantazione e di qualche decisione almeno per l'immediato. Letta e Alfano hanno alla fine trovato l'accordo per non infierire - reciprocamente - sulle gravi e tristi vicende processuali del Cavaliere, che difficilmente però non peseranno sull'opinione pubblica e sui rispettivi elettorati. Specie sulla base del Pd, provocato ed incalzato da grillini e Sel. Un clima che certo non giova alla navigazione del governo che si muove in un complicato labirinto di urgenze indifferibili e ristrettezze di risorse di non facile reperimento.
Anche il tema delle riforme istituzionali dovrà fare i conti con nuove ipotesi di percorsi tra il superamento comprensibile dell'iniziale proposta suggerita dai saggi- esperti quirinalizi e la nuova scelta di affidare fondamentalmente la materia alle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato. Una proposta forse opportunamente semplificatrice – nei tempi e nelle procedure- ma che lascia in sospeso l'urgenza di superare comunque il porcellum, per assicurare una rete di salvataggio nel caso la precarietà della situazione precipitasse in una crisi improvvisa. Il Pdl vuole che di legge elettorale si discuta solo dopo le riforme costituzionali non escludendo implicitamente di poter ricorrere ancora all'ignobile porcellum. Una materia di ulteriore conflitto per il partito democratico e il presidente Letta.
Venerdì il consiglio dei ministri dovrebbe varare i primi provvedimenti per cassa integrazione, Imu e misure per l'occupazione giovanile, inizio di quel percorso programmatico che mantiene le caratteristiche di un complicato labirinto. Al punto che in convento si è alla fine deciso che i ministri parleranno solo di attività del governo. Del dibattito politico e delle prospettive future si occuperanno i partiti sperando che non commettano danni irreparabili.
Martedì 14 Maggio 2013
Deciso dal governo
L'8% Irpef a carceri
e Protezione civile
Tutti i fondi legati all'otto per mille del 2011 saranno destinati a Protezione civile ed edilizia carceraria. L'annuncio arriva dalla presidenza del Consiglio che precisa: per "mancanza di disponibilità finanziaria, non è stato predisposto il decreto di ripartizione della quota relativa all'otto per mille dell'Irpef a diretta gestione statale". Invece di "interventi a pioggia", si è deciso di concentrare le risorse "prioritariamente in alcuni dei settori di pubblica utilità". "Pertanto - si precisa nella nota- nessuno dei progetti presentati con scadenza 15 marzo 2011 è stato ammesso a contributo". Palazzo Chigi poi spiega nel dettaglio come saranno utilizzati i soldi: l'importo totale relativo all'otto per mille dell'Irpef a gestione statale per il 2011 è di 145 milioni di euro, più della metà del fondo - 64 milioni di euro - è stato destinato dal precedente governo alla Protezione civile per le esigenze della flotta aerea antincendi. I rimanenti 57 milioni sono stati destinati dall'attuale governo "alle esigenze dell'edilizia carceraria e per il miglioramento delle condizioni di vita nelle prigioni".
La presidenza del Consiglio ricorda che le risorse relative alla parte dell'8 per mille che gli italiani destinano alle esigenze dello Stato vengono "normalmente ripartite tra importanti iniziative di interesse nazionale, come le calamità naturali, i restauri, l'assistenza ai rifugiati o la fame nel mondo". E proprio sulla mancata destinazione dei soldi dell'8 per mille alla cultura l'ex ministro Galan aveva attaccato - dalle colonne di Repubblica - il suo successore Lorenzo Ornaghi. "Doveva fare una battaglia per evitare il dirottamento".
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