ORA DI PUNTA

Fico della 

Mirandola

di Ennio Simeone

Grillo e gli esponenti del movimento a 5 stelle avranno  un motivo in più per andar fieri delle loro rivoluzionarie battaglie moralizzatrici dopo l'ultima vittoria ottenuta  - benché non sul terreno (politico) ma "a tavolino" - dal presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Roberto Fico.
Dunque il Fico - che si fregia, appunto, dell'appartenenza a quel movimento - ha posto inflessibilmente il veto alla messa in onda da parte della Rai della "partita del cuore" in programma a Firenze il 19 maggio appena ha appreso che questa iniziativa di beneficenza, programmata almeno un anno fa a sostegno di Emergency di Gino Strada, si sarebbe svolta a Firenze e che tra coloro che sarebbero scesi in campo figurava anche l'ex sindaco della città, Matteo Renzi. Con la perspicacia che connota gli esponenti grillini, questo moderno Pico della Mirandola della comunicazione ha subito ravvisato nella presenza di Renzi, divenuto nel frattempo presidente del Consiglio, alla esibizione calcistica a una settimana dalle elezioni europee gli estremi della violazione della par condicio, intuendo che un paio di passaggi ben calciati o, terribile eventualità, un gol dell'irrefrenabile giovanotto fiorentino avrebbero potuto spostare chissà quanti voti verso il Partito di cui è segretario. Risultato:  Renzi ha rinunciato a scendere in campo, ma Fico ha perso l'occasione di mostrare agli italiani il capo del governo in mutande.

  Mercoledì 23 Aprile 2014
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Moisè Asta

ALLARME TENSIONI SOCIALI E PIANO-LAVORO

-E’ in atto un serio pericolo di tensioni sociali, in Italia, rilevato, attraverso il presidente dei Vescovi, cardinale Bagnasco, dalla Chiesa cattolica, secondo cui, comunque, può essere ridimensionato e, per gradi, eliminato, se si è “più positivi” e si riesce a “creare più coesione” nel lavoro e nella società.

E’ l’immagine focalizzata del presente e delle simultanee prospettive future dell’anno appena nato, fatta propria anche dalle organizzazioni sindacali confederali che sollecitano un vero e proprio “Piano per il lavoro” e dal presidente del Consiglio, Monti, che vorrebbe con gli stessi sindacati, trovare in tempi brevi, la “massima intesa”.

E’ un po’ come la scoperta dell’acqua calda, ovvero una trovata più o meno farlocca per la ricerca improbabile di argomenti, che si conoscono da sempre e che punterebbero ad imbambolare, in queste sofferte ultime giornate di festa, i meno accorti. Non è mai sfuggito ad alcuno, infatti, che, senza lavoro, non si va da nessuna parte e la crescita ed il benessere danno corpo solo a… valige di sogni.

Ma è possibile che, ancora una volta, solo la Chiesa sa rendersi conto di quello che occorre per mutare una situazione che è sotto gli occhi di tutti? Pensino tutti gli “addetti” del settore ad “essere più positivi” e a “creare coesione” – come suggerisce Bagnasco – piuttosto che a lanciare proclami e propagandare disegni destinati a non avere alcun seguito positivo.

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