ORA DI PUNTA

Basta con

i "tribunali

spettacolo"

di Ennio Simeone

Speriamo che dal pestaggio della sorella genella di Bossetti traggano insegnamento le direzioni giornalistiche, i curatori e i conduttori dei vari talk show televisivi, che continuano con quotidiana, assillante insistenza ad occuparsi della uccisione di Yara Gambirasio (come hanno fatto per circa due anni con quella di Sarah Scazzi ad Avetrana) dando spazio, oltre che a servizi ripetitivi di giornalisti o pseudo tali armati di microfoni e di telecamere, ad improvvisati "esperti" ed "esperte" in cerca di pubblicità e di notorietà (anche per le loro attività private) che rimbalzano da uno studio televisivo all'altro emettendo giudizi e sentenze che influenzano l'opinione pubblica, ma anche l'opinione degli inquirenti. 

E nessuno venga ad ergersi a tuore della libertà di informazione perché questa non è informazione, ma cinico sfruttamento a fini commerciali di vicende umane su cui la magistratura e le forze dell'ordine devono indagare in serenità e con serietà. Finalmente lo ha ammesso e vigorosamente sottolineato, in uno dei programmi televisivi del poneriggio appena qualche giorno fa, anche il professor Meluzzi, che pure è un frequentatore assiduo di questi biechi "tribunali popolari" dove non c'è limite allo sconfinamento dei diritti degli imputati, della privacy e del segreto istruttorio. E' mai possibile che nessuno di coloro che hanno il dovere di intervenire per porre fine a questo scempio della correttezza, del buon gusto e dei codici (sia penale che etico) si decida ad intervenire? 

PS - In coerenza con quanto abbiamo scritto qui sopra e ripetiamo da tempo, abbiamo pubblicato con scarsa evidenza, e per puro dovere di cronaca, la notizia dell'avviso di garanzia inviato al padre di Matteo Renzi, anche se qualche giornale ha avanzato il sospetto che il "rottamatore a fasi alterne" sapesse già della vicenda giudiziaria paterna prima dell'ultimo attacco alla magistratura. 

  Venerdì 19 Settembre 2014
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Il solito "imperatore"

Adriano per errore

spara e ferisce amica

adrianoRedazione

Guai sotto l’albero di Natale per Adriano. L’ex attaccante d’Inter, Fiorentina, Parma e Roma ne ha combinata un’altra delle sue: ha sparato per errore a una ragazza di vent'anni, a Rio, all'interno della sua auto all’uscita da un locale notturno nel quartiere Barra da Tijuca verso le sei di mattina di questo sabato (le nove italiane).

I fatti. Adriene Cyrilo è stata ferita alla mano sinistra. Secondo la testimonianza della ragazza alla polizia, il centravanti del Corinthians ha preso la pistola calibro 40 di Júlio César Barros de Oliveira, ex tenente della Polizia Militare, che era macchina con loro come bodyguard, per poi cominciare a giocare con l’arma. E' partito un colpo che ha ferito Adriene, poi sottoposta a un intervento chirurgico all’Ospedale Barra d’Or. Ancora secondo fonti della polizia, Adriano, molto stanco, è andato a casa per riposare. La Bmw di Adriano è stata sequestrata: sono stati riscontrati sulla vettura macchie di sangue sul sedile posteriore e il segno lasciato dal proiettile. Oltre all’ex tenente, che guidava la macchina, c’erano altre donne nell’automobile, che dovranno testimoniare sull'accaduto.

Differente la versione del giocatore. Secondo le prime dichiarazioni del brasiliano, Adriano sarebbe stato seduto davanti e non sarebbe stato lui a sparare. Anzi, secondo una terza testimonianza sarebbe stata la stessa ragazza a giocare con la pistola e a farsi accidentalmente male.

Le precedenti bravate di Adriano. I media brasiliani ricordano che non è la prima volta che l’attaccante di 29 anni finisce nelle pagine di cronaca nera. In passato è stato accusato di avere regalato una moto alla madre di un trafficante di droga e si è fatto fotografare con un oggetto che sembrava un fucile, facendo il gesto di appartenenza di una gang di Rio (Adriano ha poi sostenuto che fosse solo un’arma da paintball). L’attaccante in passato si è anche rifiutato di fare il test dell’etilometro quando è stato fermato dalla polizia per sospetta guida in stato di ubriachezza. Quest’anno, Adriano ha vinto il campionato brasiliano col Corinthians giocando solo quattro partite e entrando sempre nel secondo tempo. In aprile, aveva subito una lesione al tendine d’Achille che lo aveva costretto a rimanere lontano dai campi fino ad ottobre.

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