ORA DI PUNTA

Bersani,

finalmente

di Matteo Cosenza


Bersani ha detto la sua chiaramente: non sono un figurante e non vado, quindi, a fare la comparsa da Renzi. Poi ha ricordato che con il jobs act si costringono i lavoratori (ricordate la parola?) agli anni pre Settanta. Era ora. Sento spesso parlare di abilità del presidente del Consiglio. Io chiederei: ma c’è da fidarsi?

Non è una domanda da poco perché è vero che in politica tattiche e strategie non sempre convergono ma è pur vero che un minimo di affidabilità e di credibilità è necessario nella vita come nella politica. Io di Renzi non mi fido. Le prove ormai sono tante e il jobs act, al di là del giudizio che se ne possa dare, forse è più grave dello “stai sereno” che fregò Enrico Letta e che rientrava per certi versi nel rapporto tra due persone.

L’abolizione dell’articolo 18 non era la naturale conclusione di un iter molto complesso e tormentato, e la delega decisa dal Parlamento non affidava questo compito al governo. Invece lui, Renzi, se n’è fregato, ha deciso, come probabilmente voleva dall’inizio, e poi ha sfacciatamente annunciato che aveva abolito un elemento cruciale dello Statuto dei Lavoratori. Ora c’è in ballo la faccenda delle antenne Rai. Lui, Renzi, assicura che il controllo attraverso il 51 per cento delle azioni resterà in mano pubblica e non finirà in quelle di Berlusconi. Probabilmente sarà così, ma quanta credibilità si può dare ad uno che con le parole - e la Parola - gioca con disinvoltura?

Non saprei dire ma a me questo signore, che ha in questo momento nelle sue mani le sorti del Paese, mi piace molto poco. E prendo atto che finalmente, per quanto troppo tardi, anche una persona per bene come Bersani dimostri di pensarla allo stesso modo.

  Domenica 01 Marzo 2015
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Trento. Alla fine lo ha deciso spontaneamente

Ha abortito la sedicenne: i genitori

chiedevano l'intervento del tribunale

Ha deciso di abortire la ragazza trentina di 16 anni che si rifiutava di farlo nonostante le insistenze dei genitori, i quali si erano rivolti al Tribunale per chiedere che un giudice la inducesse a compiere quella scelta, ma avevano incontrato l'obiezione del magistrato, che aveva fatto notare di non poter coartare la volontà della ragazza. La giovane, alla fine, ha cambiato opinione e si è sottoposta spontaneamente alla interruzione di gravidanza.  "E' stata la vittoria della ragionevolezza", ha detto il padre. I genitori si erano rivolti ai giudici con due motivazioni per la loro richiesta: la giovane età della figlia e la figura del fidanzatino che l'aveva messa incinta: non ancora diciottenne, poco affidabile perché implicato in episodi di violenza, perciò vive in una comunità. Non avevano fatto leva, invece, sul fatto che fosse di origini albanesi."Sara alla fine ha deciso di abortire" in assoluta autonomia, ribadisce il genitore. Il caso suscita numerosi interrogativi,  ma anche la Chiesa, attraverso il giornale Vita, dice:"Non siamo favorevoli, ma capiamo mamma e papà".

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