ORA DI PUNTA

Una garanzia

di indipendenza

di Ennio Simeone

La sua biografia parla chiaro. Sergio Mattarella è proprio quello che si dice un uomo delle istituzioni, con un forte bagaglio culturale di costituzionalista, con una storia politica ricca di esperienze, con una storia familiare che lo colloca senza alcun dubbio dalla parte della legalità. Una figura che non poteva non riscuotere il consenso unanime dell’area parlamentare che due anni fa si spaccò indecorosamente e che era determinante, in quanto largamente maggioritaria nel parlamento, per la elezione del capo dello Stato: il partito democratico.

 Era l’unica scelta che Renzi poteva compiere se non avesse voluto andare disastrosamente al massacro continuando a cavalcare il “patto del Nazareno” e a esercitarsi nel braccio di ferro con quella parte del suo partito e della società che fino a pochi giorni  aveva additato come “gufi” o “frenatori”. Gli è stata suggerita da chi antepone l’unità del Pd e del paese alle voglie di vendetta: persone come Bersani, per intenderci. E lui ha capito che non poteva non raccoglierla e l’ha patrocinata. Ciò gli ha consentito di convincere anche i riottosi alleati di governo che si collocano nell’area di centrodestra, alla fine, a contribuire col il loro voto ad eleggere il presidente della Repubblica con un consenso così ampio.

Ci sono tutte le condizioni perché ora l’Italia continui ad avere un Presidente all’altezza di questo consenso, mantenendo soprattutto quella indipendenza che ha dimostrato di avere nelle vicende politiche che ha attraversato in quarant’anni di vita politica.

 

  Sabato 31 Gennaio 2015
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Moisè Asta

I  PENSIONATI, IL FRIGORIFERO  E  LA  FAME

- Mentre a livello governativo si cerca la pur necessaria soluzione degli intoppi (compresi quelli in campo pensionistico) che osterebbero al  pareggio di bilancio previsto per il 2013, la Società italiana di Gerontologia e Geriatria, con il Congresso di Firenze da qualche giorno concluso, sembra brandire ammonimenti che è impossibile non ascoltare ed applicare. In un breve, conciso ed impressionante “flash” dell’Ansa, ricorda ed evidenzia che “un milione di anziani si nutre poco e male perché ha il frigo sempre vuoto” per cui è certo che gli “over 65” pensionati incappano in carenze nutrizionali estreme legate a un’alimentazione insufficiente. Ciò perché ciascuno di loro manca di almeno quattrocento calorie al giorno rispetto al fabbisogno quotidiano richiesto dal corpo umano.

Il dispaccio spiega, poi, che il “fenomeno” deriva dalla mancanza delle proteine nobili contenute in pesce e carne, che gli anziani, con le loro  pensioni al minimo, non possono comprare non disponendo dei soldi per pagarli.

Queste le evidenti conseguenze della politica berlusconiana che - durante un“regno” quasi ventennale - ha moltiplicato i settori dei poveri e dei meno abbienti, facendo sempre salvi gli interessi suoi e dei suoi degni amici.

Il presidente Monti ne tenga conto quando si trova a tu per tu con questo  turbinoso mondo pensionistico. Non serve solo constatare che pagano sempre gli stessi. Né bastano le lacrime di un ministro.

Moisè Asta

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