ORA DI PUNTA

Basta con

i "tribunali

spettacolo"

di Ennio Simeone

Speriamo che dal pestaggio della sorella genella di Bossetti traggano insegnamento le direzioni giornalistiche, i curatori e i conduttori dei vari talk show televisivi, che continuano con quotidiana, assillante insistenza ad occuparsi della uccisione di Yara Gambirasio (come hanno fatto per circa due anni con quella di Sarah Scazzi ad Avetrana) dando spazio, oltre che a servizi ripetitivi di giornalisti o pseudo tali armati di microfoni e di telecamere, ad improvvisati "esperti" ed "esperte" in cerca di pubblicità e di notorietà (anche per le loro attività private) che rimbalzano da uno studio televisivo all'altro emettendo giudizi e sentenze che influenzano l'opinione pubblica, ma anche l'opinione degli inquirenti. 

E nessuno venga ad ergersi a tuore della libertà di informazione perché questa non è informazione, ma cinico sfruttamento a fini commerciali di vicende umane su cui la magistratura e le forze dell'ordine devono indagare in serenità e con serietà. Finalmente lo ha ammesso e vigorosamente sottolineato, in uno dei programmi televisivi del poneriggio appena qualche giorno fa, anche il professor Meluzzi, che pure è un frequentatore assiduo di questi biechi "tribunali popolari" dove non c'è limite allo sconfinamento dei diritti degli imputati, della privacy e del segreto istruttorio. E' mai possibile che nessuno di coloro che hanno il dovere di intervenire per porre fine a questo scempio della correttezza, del buon gusto e dei codici (sia penale che etico) si decida ad intervenire? 

PS - In coerenza con quanto abbiamo scritto qui sopra e ripetiamo da tempo, abbiamo pubblicato con scarsa evidenza, e per puro dovere di cronaca, la notizia dell'avviso di garanzia inviato al padre di Matteo Renzi, anche se qualche giornale ha avanzato il sospetto che il "rottamatore a fasi alterne" sapesse già della vicenda giudiziaria paterna prima dell'ultimo attacco alla magistratura. 

  Venerdì 19 Settembre 2014
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Bruxelles. Il presidente del Consiglio ha partecipato al vertice dell'Ecofin

Monti: "Lunedì le misure anti-crisi"

Ma è polemica sulle pensioni

Momti_presentaIl pacchetto di misure anti-crisi sarà varato dal Consiglio dei ministri lunedì 5 dicembre. Lo ha annunciato il premier e ministro dell'Economia, Mario Monti, nel corso di una conferenza stampa al termine dell'Ecofin. Monti ha riferito di aver illustrato i capitoli della manovra ai colleghi dell'Eurogruppo. "Ho ricordato - ha spiegato - i capitoli nei quali faremo le riforme strutturali che sono in queste ore in lavorazione. Ho dato un livello di dettaglio non superiore ma inferiore a quello che ho utilizzato nei miei precedenti momenti di comunicazione in Italia" come "la presentazione del programma in Parlamento". Il pacchetto di misure che il governo si appresta a varare si concentreranno di più sul rilancio della crescita, ha assicurato il premier. Sul rigore e la disciplina di bilancio, ha sottolineato, "il precedente governo aveva fatto passi significativi e ci troviamo con un'eredità migliore su quel piano che sul piano della crescita e l'equità sociale". In questa fase, ha aggiunto Monti, è "importante stare accanto a Germania e Francia, essendo l'Italia la terza maggiore economia dell'area euro, sulle riflessioni che si fanno sulle soluzioni alla crisi della zona euro". Monti ha confermato all'Eurogruppo il raggiungimento per l'Italia del pareggio di bilancio nel 2013. Monti, infine, s'è appellato al senso di responsabilità di tutti nel varo del pacchetto di misure anti-crisi. "Faccio appello al senso collettivo di responsabilità e urgenza. Se l'Italia manca a questo passaggio ci saranno conseguenze molto gravi per tutti". "Certi passaggi e ritualità che sarebbero gradite a tutti - ha aggiunto Monti - non sarebbero ora a vantaggio del Paese e dei cittadini. Da parte mia - ha garantito - ci sarà il massimo di spiegazione".

Un dato è certo Mario Monti sta raccogliendo consensi tra i suoi partner europei mentre in Italia aleggia una sorta di scetticismo. Anche perchè nel pacchetto di misure che andrà a a varare c'è un argomento scottante. Ossia le pensioni. "Il governo deve sapere che 40 è un numero magico e intoccabile". Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo le indiscrezioni sulle misure per aumentare la soglia di 40 anni per le pensioni. A oggi inoltre, ha aggiunto la Camusso prima di partecipare a un incontro a Bologna sul tema del lavoro, "non è arrivata nessuna convocazione da parte del governo". Pure la Uil boccia le ipotesi di portare a 43 gli anni di contribuzione necessari per accedere alla pensione. "Sarebbe ingiusto. I lavoratori non avrebbero nessun aumento alla pensione, lavorerebbero gratis. E' un obolo, una donazione alle casse pubbliche", ha detto il leader Uil Luigi Angeletti.

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