ORA DI PUNTA

Giustizia

è fatta

di Ennio Simeone

L'Italia finora è stata iscritta nell'album delle eccellenze europee per la sua giustizia-tartaruga, che partorisce record di anno in anno più vertiginosi di lentezza dei processi, sia civili che penali. Ma da oggi potrà ambire a un titolo ancor più ambizioso: quello della giustizia più severa nei confronti di chi froda lo Stato evadendo le tasse. Un titolo acquisito con la decisione del Tribunale di sorveglianza nei riguardi di uno dei cittadini più illustri del Paese, il cavaliere (momentaneamente sospeso dal titolo) Silvio Berlusconi.

Riconosciuto definitivamente  colpevole - dopo un processo protrattosi per anni grazie a un codice di procedura che nessun rottamatore pare intenzionato a riformare e all'abilità di avvocati remunerati anche con un seggio parlamentare -  di aver frodato lo Stato per svariati milioni di euro, questo signore si è visto cancellare la condanna a 4 anni di carcere per tre quarti da un indulto e trasformare il restante anno in "assegnazione in prova ai servizi sociali", che si tradurrà in 4 ore settimanali di permanenza in un centro anziani a un tiro di schioppo da casa sua, mentre per il resto   della giornata potrà dedicarsi tranquillamente, oltre che alle sue redditizie attività imprenditoriali, all'attività politica.

Il poverino non potrà candidarsi alle elezioni, ma il suo nome potrà campeggiare sui muri della campagna elettorale di Forza Italia e, accanto al simbolo di questo partito, sulla scheda che gli italiani si troveranno tra le mani il 25 maggio quando andranno a votare per le elezioni europee. Un messaggio esemplare per quei cittadini che sono in galera per aver frodato, in misura molto minore,  lo Stato. Un messaggio esemplare per i familiari di quei piccoli imprenditori o commercianti  che si sono suicidati all'arrivo della cartella delle tasse che non potevano pagare. Un messaggio esemplare, che darà lustro al semestre durante il quale l'Italia assumerà la guida dell'Europa.

  Giovedì 17 Aprile 2014
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TASSE Ecco il decreto che lo riduce quest'anno all'82% 

 

Acconto Irpef più piccolo

Come dovrà comportarsi chi lo ha già pagato al 99%

IRPEFRedazione

L'acconto Irpef di novembre sarà quest'anno dell'82% e non - come fino all'anno scorso - del 99%: il decreto che differisce la restante parte al saldo di giugno 2012 è stato firmato dal presidente del Consiglio Mario Monti ieri. La norma che consentiva il differimento è prevista dalla manovra adottata nel maggio-giugno 2010 dal precedente governo. Meno tasse da pagare, dunque, sotto Natale per un ammontare di 3 miliardi, par, in media, a 400 euro per ciascun contribuente tenuto al versamento dell'acconto: una piccola boccata d'ossigeno per attutire l'aumento dell'Iva già scattato . Ci si augura che ciò abbia un effetto positivo anche sui consumi. La Rete Imprese Italia esprime soddisfazione perché il provvedimento "permette alle numerose imprese personali, la cui situazione economica è peggiorata nel corso del 2011, di non anticipare tributi che potrebbero risultare non dovuti". E anche dal Pd si parla di un "buon segnale". II risparmio sull'acconto Irpef - sottolinea invece Coldiretti - è sufficiente per coprire le spese della tavola a Natale per la quale gli italiani spenderanno poco meno di 3 miliardi di euro". La Cgia di Mestre calcola che saranno poco più di 7,2 milioni i contribuenti interessati dalla riduzione dell'acconto con un 'risparmio' medio di 404 euro. E per quasi 4 milioni di soggetti potenzialmente interessati alla riduzione dell'acconto Irpef il risparmio oscillerà tra i 100 e i 200 euro. "In una fase di poca liquidità - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - questo provvedimento va nella direzioni giusta".

L'obiettivo iniziale era quello di ottimizzare le poste economiche del Bilancio, ma l'effetto concreto - anche se nel comunicato ufficiale del ministero dell'Economia non se ne fa cenno - potrebbe anche essere quello di rilanciare i consumi. Si fissano anche i criteri che vanno seguiti in concreto: "ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell'acconto nella misura del 99 per cento - spiega il comunicato del Tesoro - spetta un credito d'imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24.

Per coloro che si sono avvalsi dell'assistenza fiscale, i sostituti d'imposta tratterranno l'acconto applicando la nuova percentuale dell'82 per cento. Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare tale riduzione, i sostituti d'imposta provvederanno a restituire nella retribuzione erogata nel mese di dicembre le maggiori somme trattenute. Nel caso in cui i sostituti d'imposta non siano in grado di riconoscere la riduzione dell'acconto sulle retribuzioni erogate nel mese di dicembre 2011, gli stessi dovranno comunque restituire le maggiori somme trattenute nella retribuzione successiva".

Commenti  

 
0 #2 1xgiucif 2011-11-25 22:18
"Gli eroi di Pearl Harbor" tornano
Nell'ascoltare i giornali (alcuni), i telegiornali, le trasmissioni più o meno interessanti si ha la sensazione del più totale disincanto di fronte a un sistema italiano che va rotoli e nessuno, dico nessuno, che si ribella: pensionati di ieri e di oggi, illusi da politici e sindacati, con il brandello di vita che ci è rimasto, perché non ci catapultiamo là dove queste ruberie hanno origine e coperture? Non ho voglia di fare un elenco perché possiamo facilmente reperirlo.
1xgiucif
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0 #1 giuseppe 2011-11-25 18:22
sono un pensionato,mia moglie senza pensione,le ho creato una piccola rendita,subisco salassi due volte l'anno:chi esopratutto quando beneficerò della riduzione?
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