ORA DI PUNTA

"Renzellum"

peggiore

del "porcellum"

di Nuccio Fava

L’abbiamo criticata sin dall’inizio e purtroppo questa legge elettorale maggioritaria, nata brutta e sbagliata, è restata brutta e pericolosa anche alla fine. La contraddizione più vistosa è rispetto al "porcellum" che tutti biasimavano indignati e che la Corte aveva dichiarato incostituzionale. Purtroppo il "renzellum" va nella stessa direzione: nominati e non eletti i rappresentanti del popolo sovrano; premio di maggioranza spropositato a chi vince le elezioni anche col solo 22-25%. Tutto è stato giocato sull’equivoco della rappresentanza delle minoranze per le quali la soglia di sbarramento è stata ridotta addirittura al 3%, quindi  poltiglia di piccole opposizioni diverse, in sostanza con un mero diritto di tribuna e di microfono. La stessa invocazione dell’alternanza ne esce gravemente mistificata.

Sotto il mantello della stabilità, problema non adeguatamente affrontato dai padri costituenti, che temevano il ricordo della triste ventennale dittatura fascista, il "renzellum" ha scelto la strada pericolosa di concentrare il potere nelle mani del presidente-segretario, dominus incontrastato. Anche il Parlamento finirà sotto il controllo di palazzo Chigi: Parlamento composto da nominati e non dalla scelta dei cittadini, docili alle direttive del capo come si è visto durante le sedute per l’approvazione della nuova legge fino addirittura alla richiesta della fiducia che è parsa la maggiore e più grave forzatura.

Renzi ha dunque vinto, anzi stravinto ottenendo ciò he voleva. Ma l’ingegneria costituzionale è sempre uno strumento e la sua efficacia democratica dipende dagli obbiettivi e dalle garanzie che deve sapere offrire in vista di risultati utili al Paese. Già oggi è in corso una imponente manifestazione unitaria per i problemi della scuola, per protestare contro la riforma del ministro Giannini e fortemente voluta e strombazzata dal presidente del Consiglio. C’è il problema non indifferente delle risorse da reperire dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni, resta il dramma dei migranti che a migliaia approdano sulle nostre coste, riproponendo in termini generali molto seri la responsabilità di tutta l’Europa così carente ed inadeguata nonostante le rassicurazioni parolaie del nostro presidente del Consiglio.

A cominciare da questi temi, dall’angoscia per la disoccupazione che non diminuisce  e la condizione economica tutt’altro che rassicurante, si apre comunque una nuova fase politica che riguarderà anche le minoranze dissidenti del Pd. I vari Bersani, Letta, Bindi, Speranza, Civati, Cuperlo, Fassina, eccetera dovranno sapere affrontare responsabilità accresciute dopo la dolorosa vicenda del "renzellum". Anche da loro servono indicazioni urgenti di linea politica e contenuti programmatici non rinviabili.        

 

  Martedì 05 Maggio 2015
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Calcio, serie A

Ora Lazio e Juve

guidano appaiate

lazio-juventusdi Fabio Camillacci

Dopo 12 giornate, 11 effettive, con alcune gare da recuperare, cambia la coppia di vertice: la Lazio resta prima grazie al pareggio di Napoli, la Juventus la aggancia rifilando un 3-0 al Palermo. E sabato prossimo per il 13° turno è in programma Lazio-Juventus. Lascia la vetta l’Udinese che cade a Parma. In chiave salvezza, colpo grosso del Chievo che espugna Catania. Divisione della posta con reti e spettacolo tra Siena e Atalanta. Il Genoa affonda il Novara nel finale. Nell’anticipo dell’ora di pranzo prima vittoria stagionale per il Cesena che si aggiudica il derby emiliano-romagnolo col Bologna. Nel posticipo Roma-Lecce 2-1. Secondo successo consecutivo per la squadra di Luis Enrique che sale al 5° posto.

I tabellini delle gare di domenica

Bologna-Cesena 0-1: nell'anticipo delle 12,30, prima vittoria stagionale dei bianconeri romagnoli. Il successo arriva proprio nel derby con gli emiliani rossoblu. Decide un gol di Parolo all'83': gran tiro da fuori.

Catania-Chievo 1-2: ospiti in vantaggio al 46’ del primo tempo grazie ad un calcio di rigore trasformato da Pellissier (gol numero 99 in carriera per l’attaccante) e concesso per un dubbio fallo di Spolli sullo stesso bomber clivense. Il Catania potrebbe pareggiare al 68’ ma Lodi si fa parare da Sorrentino il rigore assegnato per un fallo di Mandelli su Maxi Lopez. Raddoppio dei veneti al 73’: assist di Pellissier e rete di Sammarco. La partita sembra chiusa, Almiron la riapre al 78’: destro dalla distanza deviato da un giocatore del Chievo.

Genoa-Novara 1-0: padroni di casa in 10 uomini dal 43’ del primo tempo a causa del cartellino rosso ad Antonelli, espulso per fallo da ultimo uomo su Mazzarani. Novara padrone del campo: traversa di Rigoni. Assediata la porta di Frey. La svolta all’81’: parità numerica in campo ristabilita: fuori Meggiorini che in un minuto si fa ammonire due volte, per gioco scorretto e proteste. Il Genoa respira e colpisce all’86’: Veloso dal limite trova l’angolino.

Juventus-Palermo 3-0: tutto facile per i bianconeri anche se nel primo tempo i siciliani fanno correre qualche brivido a Buffon che si fa trovare pronto. Juve in vantaggio al 20’: cross di Chiellini dalla sinistra e incornata vincente di Pepe lasciato solo a centroarea da una spaesata difesa rosanero. Il raddoppio in apertura di ripresa al 48’: destro incrociato di Matri su passaggio in profondità di Lichtsteiner. Passano 17 minuti e la Vecchia Signora cala il tris: velo di Matri e destro chirurgico di Marchisio.

Parma-Udinese 2-0: dopo un palo di Galloppa, ducali a segno con Biabiany al 58’: corner battuto da Giovinco e colpo di testa vincente del francese sfuggito ai difensori friulani. La seconda rete parmense arriva su rigore al 76’: fallo di Basta su Biabiany e dal dischetto Giovinco non sbaglia. Seconda sconfitta in campionato per l’Udinese.

Siena-Atalanta 2-2: bergamaschi avanti al 15’ con Denis su rigore: fallo del portiere Pegolo sullo stesso attaccante argentino lanciato in area da Moralez. Il pari dei toscani arriva sempre su penalty, concesso per un fallo di Manfredini su Larrondo. Trasforma D'Agostino. Atalanta nuovamente in vantaggio all’8’: cross di Raimondi e colpo di testa di Denis che si infila tra Rossettini e Vitiello. Rocambolesco il pareggio del Siena all’87’: mischia sugli sviluppi di un corner, Reginaldo batte a rete, batti e ribatti fino al tocco decisivo di Gazzi. Migliore in campo: il portiere atalantino Consigli.

IL POSTICIPO

Roma-Lecce 2-1: torna Totti dopo 50 giorni di assenza per l'infortunio muscolare. Ma il capitano parte dalla panchina. Luis Enrique si affida al tridente Lamela-Bojan-Osvaldo. A sinistra c'è Taddei. Possesso palla, gioco di prima, calcio spumeggiante, occasioni da gol a ripetizione; questa è la Roma che in difesa balla paurosamente. Al 24' sblocca il punteggio Pjanic che finalizza da due passi una splendida azione con la palla che viaggia da De Rossi a Taddei prima di arrivare al bosniaco. Nella ripresa dopo 8 minuti arriva il raddoppio di Gago: bel destro dalla distanza. La Roma colleziona altre occasioni da rete ma gli attaccanti non riescono a concretizzare. E così al 60' Bertolacci riapre il match con un tocco vellutato da due passi. Annullato ingiustamente un gran gol di Osvaldo in acrobazia. La Roma chiude in affanno una gara a tratti dominata. Alla fine tre punti meritati e 5° posto in classifica.

Gli anticipi del sabato.

Arbitri e, soprattutto, guardalinee sotto accusa. Nel mirino della critica, quanto accaduto negli anticipi del sabato. Clamorosi errori sulle valutazioni dei fuorigioco. Il gol di Thiago Motta che ha spianato la strada all'Inter nella gara contro il Cagliari, era da annullare. Mentre erano regolari le reti annullate a Cavani in Napoli-Lazio e a Seedorf in Fiorentina-Milan. In questo match peraltro ai rossoneri manca un rigore per un fallo di mano in area giudicato involontario.

Tanto rumore per nulla. Si attendevano i fuochi d'artificio da Fiorentina-Milan e Napoli-Lazio, e invece questi due anticipi della 12° giornata sono terminati 0-0. Al "San Paolo" i partenopei regalano un tempo ai biancocelesti; forse la testa era già al Manchester City. Nella ripresa forcing del Napoli che va più volte vicino al gol con Lavezzi: bravissimo il portiere laziale Marchetti. Il punticino strappato a Fuorigrotta senza Klose e Dias, consente ai biancocelesti di portarsi in solitudine in testa alla classifica con 22 punti: uno più dell'Udinese che domani è di scena a Parma. Reti bianche anche al "Franchi". Milan padrone del campo ma gli attaccanti rossoneri non pungono.

Inter-Cagliari 2-1. Ossigeno puro per i nerazzurri che al “Meazza” battono 2-1 il Cagliari e si tolgono dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Un successo sofferto quello della squadra di Ranieri. Il vantaggio arriva soltanto al 54’ dopo un primo tempo in cui Pazzini e compagni confermano la loro sterilità offensiva, anche se proprio il “Pazzo” e Zarate colpiscono una traversa a testa. In altre occasioni è bravo il portiere dei sardi Agazzi a sventare le minacce interiste. Nella ripresa allora ci pensa Thiago Motta a togliere le castagne dal fuoco: punizione di Alvarez, Pazzini sfiora e il centrocampista, in posizione di fuorigioco, insacca. Grandi proteste dei giocatori del Cagliari secondo i quali Motta si è pure aggiustato il pallone con la mano. Al 61’ il raddoppio: contropiede di Alvarez che serve Coutinho, preciso il rasoterra del brasiliano tascabile. Nel finale all’89’, il Cagliari prova a riaprire il match grazie al gol di Larrivey: tocco sotto porta a beffare Julio Cesar. Finisce 2-1 per l’Inter. Agli isolani non basta il cambio in panchina con l'arrivo di Ballardini per invertire la tendenza negativa di questi ultimi tempi, in tema di risultati.

La classifica:

Lazio e Juventus 22 punti

Milan e Udinese 21

Roma 17

Palermo 16

Napoli, Genoa, Parma, Chievo 15

Siena e Catania 14

Atalanta (-6), Fiorentina e Cagliari 13

Inter 11

Bologna 10

Lecce 8

Novara 7

Cesena 6

Juventus, Napoli, Inter e Genoa una gara in meno.

Classifica marcatori:

Denis 9

Di Natale 8 reti

Giovinco e Klose 6

Calaiò, Osvaldo, Ibrahimovic, Palacio e Jovetic 5

 


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