ORA DI PUNTA

Bersani,

finalmente

di Matteo Cosenza


Bersani ha detto la sua chiaramente: non sono un figurante e non vado, quindi, a fare la comparsa da Renzi. Poi ha ricordato che con il jobs act si costringono i lavoratori (ricordate la parola?) agli anni pre Settanta. Era ora. Sento spesso parlare di abilità del presidente del Consiglio. Io chiederei: ma c’è da fidarsi?

Non è una domanda da poco perché è vero che in politica tattiche e strategie non sempre convergono ma è pur vero che un minimo di affidabilità e di credibilità è necessario nella vita come nella politica. Io di Renzi non mi fido. Le prove ormai sono tante e il jobs act, al di là del giudizio che se ne possa dare, forse è più grave dello “stai sereno” che fregò Enrico Letta e che rientrava per certi versi nel rapporto tra due persone.

L’abolizione dell’articolo 18 non era la naturale conclusione di un iter molto complesso e tormentato, e la delega decisa dal Parlamento non affidava questo compito al governo. Invece lui, Renzi, se n’è fregato, ha deciso, come probabilmente voleva dall’inizio, e poi ha sfacciatamente annunciato che aveva abolito un elemento cruciale dello Statuto dei Lavoratori. Ora c’è in ballo la faccenda delle antenne Rai. Lui, Renzi, assicura che il controllo attraverso il 51 per cento delle azioni resterà in mano pubblica e non finirà in quelle di Berlusconi. Probabilmente sarà così, ma quanta credibilità si può dare ad uno che con le parole - e la Parola - gioca con disinvoltura?

Non saprei dire ma a me questo signore, che ha in questo momento nelle sue mani le sorti del Paese, mi piace molto poco. E prendo atto che finalmente, per quanto troppo tardi, anche una persona per bene come Bersani dimostri di pensarla allo stesso modo.

  Domenica 01 Marzo 2015
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L'Udinese con la Lazio

torna per ora in vetta

palermo-bolognaRedazione

Grazie al rinvio del posticipo Napoli-Juventus di stasera a causa del maltempo che sta flagellando il sud dopo aver fatto disastri in Liguria e Toscana (anche lì con rinvio, ieri, di Genoa-Inter) al vertice della classifica è ritornata l'Udinese, che ha battuto il Siena per 2 a 1, affiancata a 21 punti dalla Lazio che è riuscita a piegare il Parma per 1 a 0. Immediatamente alle loro spalle a 20 punti il Milan, che ha travolto con una goleada il Catania: 4 a 0.

In coda il Cesena è in cattive acque navigando a soli 3 punti dopo essere stato battuto in casa dal Lecce (0-1) che affianca al quat'ultimo posto l'Inter a 8 punti (ma i nerazzurri, ricordiamolo, hanno una partita in meno). Tra le due squadre  c'è il Novara, fermo a 7 punti dopo la sconfitta casalinga di ieri con la Roma. Infine Atalanta-Cagliari 1-0 e Chievo-Fiorentina 1-0 non spostano di molto il centro classifica, così come l'anticipo di ieri Palermo-Bologna 3-1.

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