ORA DI PUNTA

Repubblica

parlamentare!

Ma davvero?

di Ennio Simeone

Nella polemica con Matteo Renzi il segretario della Fiom, Maurizio Landini,  tra tanti argomenti  giusti e pienamente condivisibili, ne ha usato uno improprio: “Non è stato eletto” alla carica che ricopre. È lo stesso argomento adoperato frequentemente anche da esponenti dell’opposizione, che Renzi non ha mai rintuzzato ma che questa volta, a un uomo di sinistra, non ha lasciato passare liscio. E ha replicato: “Ricordo che l'Italia è una Repubblica parlamentare e che è il Parlamento ad assicurare la fiducia al governo".

Renzi ha ragione di richiamarsi alla Costituzione. Nella quale è scritto, infatti, che il presidente della Repubblica affida a un cittadino che ne abbia i requisiti (ma non necessariamente eletto dai cittadini) l’incarico di presidente del Consiglio con il mandato di proporgli una lista di ministri per la formazione di un governo che potrà entrare in funzione solo dopo aver  ricevuto l’investitura dal voto di fiducia delle due Camere. 

Ma è facile rinfacciargli che da quando, un anno fa, ha ottenuto il voto di fiducia Renzi ne ha chiesti un’altra quarantina per far approvare, senza discussioni o quasi, leggi e decreti che non al governo ma al parlamento spetterebbe fare. E la presidente Boldrini si è preso qualche insulto per averlo ricordato, sia pur con molto (troppo) garbo.

Insomma, che l’Italia è una repubblica parlamentare, Renzi se ne ricorda solo quando gli fa comodo. Per il resto considera le Camere un intralcio, come Berlusconi. E non gli basta eliminarne (o quasi) una: vuole che anche quella che rimane sia composta in maggioranza da nominati da lui. Il guaio è che nemmeno la sinistra del suo partito fa ciò che dovrebbe per ricordarglielo.

 

  Mercoledì 25 Febbraio 2015
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Onu. Sviluppo umano. L'Italia sopra agli Usa

Norvegia, Australia, Paesi Bassi e Stati Uniti sono ai primi quattro posti dell'Indice di sviluppo umano 2011 (Isu) dell'Onu, mentre la Repubblica Democratica del Congo, Niger e Burundi sono al fondo della classifica annuale. L'Italia invece si piazza al 22esimo posto sopra agli Stati Uniti (24esimi). E' quanto emerge dal Rapporto sullo sviluppo umano su sanità, istruzione e reddito, presentato oggi dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (United Nations Development Programme - Undp).

Nuova Zelanda, Canada, Irlanda, Liechtenstein, Germania e Svezia completano il gruppo delle prime 10 nazioni nell'Isu 2011, ma quando l'indice viene aggiustato per tenere conto delle disuguaglianze in sanità, istruzione e reddito, alcuni dei paesi più ricchi escono dal novero dei primi 20: gli Stati Uniti crollano dal quarto al 23esimo posto, la Repubblica di Corea dal 15esimo al 32esimo, e Israele dal 17esimo al 25esimo. L'Italia rimane stabile e anzi, dal 23esimo posto, sale di una posizione, alla 22esima.

Stati Uniti e Israele risultano carenti nell'Isu aggiustato per la disuguaglianza (I-Isu) principalmente a causa di disuguaglianze nei redditi, anche se l'assistenza sanitaria è un fattore ulteriore nel peggioramento della classifica Usa, mentre ampi divari nell'istruzione fra le generazioni peggiorano la performance Isu della Corea del Sud.

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