ORA DI PUNTA
di Stefano Ceccanti
Due possibili
leggi-ponte
elettorali
La decisione della Cassazione di chiedere alla Corte costituzionale di esaminare la legge Calderoli (il "porcellum"), soprattutto a causa delle modalità del premio di maggioranza, ha l'effetto positivo di porre da subito il nodo di una legge ponte che faccia rientrare quanto prima la normativa elettorale nell'ambito della Costituzione. Tuttavia spetta alla politica, tra le varie soluzioni possibili, individuare quelle più efficaci, oltre che coerenti col chiaro responso del referendum elettorale del 1993 sul maggioritario.
Se si restasse in un sistema analogo a quello vigente, a turno unico, limitandosi a inserire una soglia minima per ottenere il premio, saremmo costretti, per evitare l'ingovernabilità, a una "grande coalizione" permanente. Un disastro politico.
Le soluzioni sensate per una legge ponte sembrano essere due: o l'inserimento della soglia, e in caso di mancato raggiungimento di essa un doppio turno nazionale di spareggio tra le due coalizioni più votate, dopo il quale assegnare il premio, o il ripristino della legge Mattarella, ma con alcuni correttivi di tipo maggioritario.
Domenica 19 Maggio 2013
Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti (Pdl), ha ricevuto un invito a comparire nell'ambito dell'inchiesta sui conti del Comune di Reggio Calabria, all'epoca in cui Scopelliti era sindaco. L'accusa per lui e i revisori contabili è di falso in atto pubblico, a causa di irregolarità contabili nei bilanci comunali approvati negli anni 2008-2010. Sull'argomento erano emersi negli ultimi tempi vari elementi e indizi che erano stati oggetto di inchieste giornalistiche. Scopelliti, appena si è diffusa la notizia, ha dichiarato: "Le responsabilità che mi vengono addebitate riguardano esclusivamente aspetti tecnico amministrativi, che esulano dalle mie competenze politiche". Una tesi che aveva sempre sostenuto in passato.
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