ORA DI PUNTA

Fico della 

Mirandola

di Ennio Simeone

Grillo e gli esponenti del movimento a 5 stelle avranno  un motivo in più per andar fieri delle loro rivoluzionarie battaglie moralizzatrici dopo l'ultima vittoria ottenuta  - benché non sul terreno (politico) ma "a tavolino" - dal presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Roberto Fico.
Dunque il Fico - che si fregia, appunto, dell'appartenenza a quel movimento - ha posto inflessibilmente il veto alla messa in onda da parte della Rai della "partita del cuore" in programma a Firenze il 19 maggio appena ha appreso che questa iniziativa di beneficenza, programmata almeno un anno fa a sostegno di Emergency di Gino Strada, si sarebbe svolta a Firenze e che tra coloro che sarebbero scesi in campo figurava anche l'ex sindaco della città, Matteo Renzi. Con la perspicacia che connota gli esponenti grillini, questo moderno Pico della Mirandola della comunicazione ha subito ravvisato nella presenza di Renzi, divenuto nel frattempo presidente del Consiglio, alla esibizione calcistica a una settimana dalle elezioni europee gli estremi della violazione della par condicio, intuendo che un paio di passaggi ben calciati o, terribile eventualità, un gol dell'irrefrenabile giovanotto fiorentino avrebbero potuto spostare chissà quanti voti verso il Partito di cui è segretario. Risultato:  Renzi ha rinunciato a scendere in campo, ma Fico ha perso l'occasione di mostrare agli italiani il capo del governo in mutande.

  Mercoledì 23 Aprile 2014
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Giornalismo in lutto

Addìo "Pescia", cronista

poliedrico e uomo vero

pesciarellidi Fabio Camillacci

Uno schianto nella notte, nel buio di lungotevere delle Armi a Roma. Lo scooter del collega Andrea Pesciarelli, per cause ancora da accertare, è finito contro un albero di questa strada capitolina in zona Prati. Il caporedattore politico del TG5, è morto così all’età di 47 anni. Un giornalista bravo, preparato e poliedrico; un uomo simpatico, umile, disponibile, gioviale. Sulla sua bocca non mancavano mai: il sorriso e mezzo sigaro toscano. Ci eravamo sentiti per telefono lunedi scorso per parlare di calcio, la sua grande passione. Andrea era tifosissimo della Lazio e spesso interveniva nei talk-show in onda sulle Radio romane che si occupano di pallone. Per tutti era “Pescia” e amava lo sport. Lo conobbi nel 1990 quando entrambi lavoravamo alla tv di Roma Rete Oro: lui seguiva i campionati di calcio delle cosiddette “serie minori”. Ecco perché l’ho definito “un giornalista poliedrico”: specializzato nello sport, ha saputo dimostrare le proprie qualità anche come cronista politico al Tg1 diretto da Clemente Mimum, suo grande estimatore. Mimum stimava così tanto Pesciarelli, al punto da volerlo con se quando passò alla direzione del Tg5. La sua carriera in Rai era cominciata alla redazione sportiva di Televideo; poi passò al TGR Lazio. Recentemente, “Pescia” aveva anche scritto un libro frutto dell’esperienza fatta dentro le istituzioni. Libro dal titolo: “Inguaribili bugiardi”. Un viaggio semiserio tra le contraddizioni dei nostri politici (e non solo). Scritto a quattro mani con Gerardo Antelmo di Radio Rai Gr Parlamento e arricchito dalle vignette di Alfio Krancic. Insomma, se ne è andato un collega valido e un uomo vero. Un uomo che amava la vita, sua moglie e i suoi figli. Serissimo, attento e scrupoloso nel lavoro, adorava ridere e scherzare. Caro Andrea, e adesso a chi farò l’imitazione del collega del TGR Lazio Pietro Pasquetti? Un’imitazione che ti faceva tanto ridere e che mi supplicavi di fare ogni volta che mi vedevi o mi sentivi. Sarà pure un luogo comune, ma, è proprio vero: se ne vanno sempre i migliori.

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