ORA DI PUNTA
di Nuccio Fava
Il convento
e il labirinto
La scelta del convento ha per molti versi funzionato e, mentre la tempesta giudiziaria di Berlusconi imperversava, ha consentito al governo uno spazio di decantazione e di qualche decisione almeno per l'immediato. Letta e Alfano hanno alla fine trovato l'accordo per non infierire - reciprocamente - sulle gravi e tristi vicende processuali del Cavaliere, che difficilmente però non peseranno sull'opinione pubblica e sui rispettivi elettorati. Specie sulla base del Pd, provocato ed incalzato da grillini e Sel. Un clima che certo non giova alla navigazione del governo che si muove in un complicato labirinto di urgenze indifferibili e ristrettezze di risorse di non facile reperimento.
Anche il tema delle riforme istituzionali dovrà fare i conti con nuove ipotesi di percorsi tra il superamento comprensibile dell'iniziale proposta suggerita dai saggi- esperti quirinalizi e la nuova scelta di affidare fondamentalmente la materia alle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato. Una proposta forse opportunamente semplificatrice – nei tempi e nelle procedure- ma che lascia in sospeso l'urgenza di superare comunque il porcellum, per assicurare una rete di salvataggio nel caso la precarietà della situazione precipitasse in una crisi improvvisa. Il Pdl vuole che di legge elettorale si discuta solo dopo le riforme costituzionali non escludendo implicitamente di poter ricorrere ancora all'ignobile porcellum. Una materia di ulteriore conflitto per il partito democratico e il presidente Letta.
Venerdì il consiglio dei ministri dovrebbe varare i primi provvedimenti per cassa integrazione, Imu e misure per l'occupazione giovanile, inizio di quel percorso programmatico che mantiene le caratteristiche di un complicato labirinto. Al punto che in convento si è alla fine deciso che i ministri parleranno solo di attività del governo. Del dibattito politico e delle prospettive future si occuperanno i partiti sperando che non commettano danni irreparabili.
Martedì 14 Maggio 2013
ITALIA ALLO SPECCHIO/ ACI
"A Roma tassisti
costosi e scorretti"
di Francesco Grò
Il problema tassisti a Roma non riguarda solo il rilascio delle licenze (per altro già in parte risolto) ma anche come "giostrano" per le strade, come si comportano coi i clienti, le tariffe, sostengono in molti, elevate. Sommato tutto ciò non esce un quadro certamente positivo. Quadro "dipinto" dagli Automobile Club europei. I quali hanno realizzato un'indagine basata sull'ispezione dei servizi taxi di 22 grandi città europee. A Roma, come in altre cinque metropoli, il servizio è stato giudicato "insoddisfacente". Ma alla città capitolina - sottolinea l'Aci - spetta anche l'infelice primato per la peggiore corsa singola tra quelle compiute nelle ispezioni.
I tassisti europei non hanno mostrato un'ottima immagine: deviazioni costose e lunghe (fino al 213% in più rispetto al percorso più diretto), limiti di velocità non rispettati (fino a 42 chilometri all'ora in più in città), passaggi col rosso, guida aggressiva, imprecazioni contro il traffico, lamentele con chi sceglie il taxi per percorsi brevi. Così nessuna tra le città dei test ha ricevuto il punteggio di "ottimo". Sette, tra cui Milano, hanno ottenuto "buono" (Barcellona, Berlino, Colonia, Lisbona, Monaco, Parigi) e otto "sufficiente" (Bruxelles, Ginevra, Amburgo, Oslo, Rotterdam, Salisburgo, Zagabria, Zurigo). Sei, tra cui Roma (Amsterdam, Lussemburgo, Madrid, Praga, Vienna), sono state classificate "insoddisfacente", mentre solo Lubiana (Slovenia) ha ricevuto un giudizio "scarso".
![]()
![]()
![]()